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mercoledì 28 febbraio 2018

RECENSIONE "IL DONO, OLTRE LE BARRIERE" di Irene Catocci



Buon pomeriggio follower!
In uscita oggi "Il dono, oltre le barriere", il secondo capitolo della dilogia di Irene Catocci. Franca Poli ha avuto il piacere di leggerlo in anteprima 😊






Titolo: Il dono, oltre le barriere
Autore: Irene Catocci
Genere: Romance Contemporaneo

Disponibile in ebook a € 0,99
e in formato cartaceo a € 13,00

Pagina autoreIl Dono Di Irene Catocci 






TRAMA: 


“Io credo che senza amore la vita sia come un albero che non germoglia, non dà frutti.
Immutato nella sua sterilità.
Credo che senza amore si sopravviva, ma non si viva mai veramente.”

Cassandra e Gabriele sanno cosa è il dolore, la sofferenza e il vuoto della perdita.
Hanno saputo riconoscere l’amore e la forza che esso genera quando due persone destinate ad appartenersi, al di là di ogni barriera o timore, si incontrano.
Prendersi per mano e restare uniti per superare gli ostacoli lungo il cammino è stata l’unica scelta possibile per sopravvivere.
Il fato, però, decide di metterli ancora alla prova, facendo leva sulle loro insicurezze e preoccupazioni.
Solo la fiducia e il reciproco amore potranno aiutarli a ritrovare l’equilibrio che credono di aver perso.
Insieme. Senza paure. 





IL PARERE DI FRANCA POLI: 


Dopo aver letto “Il Dono”, aspettavo con impazienza questo libro, perché ero curiosa di sapere cosa sarebbe successo a Cassandra, Gabriele e Damiano. Soprattutto volevo capire come si sarebbe evoluto il rapporto di coppia tra Gabri e Cassy, messo a dura prova dopo un tragico incidente.
Devo dire che, se il precedente era bello, secondo me questo lo è ancora di più. Mi ha trasmesso più emozioni, ho provato più empatia con entrambi i protagonisti, ho sofferto e gioito con loro e ho sperato in un “e vissero felici e contenti” perché se lo meritavano.
È un romanzo che parla d'amore. Un amore che è riuscito ad abbattere le barriere, in questo caso costituite da una sedia a rotella. Sì perché il protagonista maschile, Gabriele, è paraplegico e, nonostante sia un affermato docente universitario, ha difficoltà a relazionarsi con le persone.
Cassandra lavora in un maneggio dove viene praticata anche l'Ippoterapia, oltre alle normali lezioni di equitazioni. Dopo l'incidente ha perso in parte la memoria. Non si ricorda di Gabriele e neppure che tipo di rapporto aveva con lui, ma il cuore le dice che era qualcosa di molto profondo.
Per lei la menomazione del ragazzo non ha mai costituito una barriera, né prima e neppure dopo l'incidente.
La storia è narrata con il pov di entrambi i protagonisti, così si possono avere i due punti di vista riguardo gli avvenimenti che si vengono a creare.
La scrittura è fluida, con dialoghi veloci, a volte anche molto toccanti. Ho percepito il dolore della ragazza quando si rivolgeva al suo uomo, oppure quando parlava con Damiano, il suo migliore amico. Il ragazzo si ritiene responsabile dell'incidente che ha causato non solo la perdita di memoria dell'amica, ma anche la morte del proprio fidanzato, Michele. Per questo è caduto in una profonda depressione e sembra che nessuno riesca a farlo uscire dal tunnel in cui è precipitato. Si riesce però a percepire anche la gioia, mista a preoccupazione, quando la coppia ha la conferma che i sogni, anche quelli ritenuti irrealizzabili, si possono avverare.
I vari personaggi sono tratteggiati, sia caratterialmente che fisicamente, in modo molto dettagliato. In particolare, oltre ai protagonisti, Ilaria, una giovane che manifesta seri problemi con il cibo. Per quel motivo la madre ha deciso di affidarla alla zia Francesca, proprietaria del maneggio, nella speranza che il contatto con i cavalli e la natura possa guarirla.
In entrambi i romanzi l'autrice tratta argomenti abbastanza delicati come l'omosessualità, la paraplegia e, in questo, anche l'anoressia, ma è stata brava ad affrontarli in modo leggero, senza scendere troppo nei dettagli, così da non risultare pesante per chi legge.
Questo libro ci fa capire che se si ama veramente una persona non esistono barriere, che si tratti di una sedia a rotelle, piuttosto che la perdita momentanea della memoria.
Bella questa frase che Cassandra dice ad un certo punto del libro:

“Se ripenso al passato e ai dolori che ho dovuto subire, non posso che essere grata per questo dono inaspettato. Amare è il più prezioso dei regali e ringrazierò in eterno chiunque ci guardi e ci guidi dall'alto per avermi permesso di vivere la mia vita due volte: amando con tutta me stessa e vivendo ogni giorno come fosse l'ultimo”.

Finale molto bello, la degna conclusione di una bella, ma sofferta storia d'amore.
Ora non mi resta che fare i complimenti, più che meritati, a Irene Catocci e ringraziarla per le emozioni che il suo libro mi hanno trasmesso.
Libro assolutamente consigliato.





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