domenica 2 luglio 2023

RECENSIONE "SACRO MINORE" di Franco Arminio

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Giorgia Spurio si è dedicata alla lettura della raccolta poetica "Sacro Minore" dell'autore Franco Erminio, edito Einaudi Editore.



Titolo: Sacro Minore
Autore: Franco Arminio

Genere: Raccolta poetica

Casa editrice: Einaudi Editore

Disponibile in ebook a € 9,99 
E in formato cartaceo a € 15,20

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Il sacro quotidiano, minuscolo, persino minimo. Il sacro dei nostri corpi che si incrociano, e si incastrano, e si allontanano, quaggiù sulla terra. «La poesia di Arminio nasce tutta nel “qui” dei corpi e della geografia. In questo libro la sua scrittura commossa e spaventata evoca un possibile altrove che, riuscendo impossibile, viene tirato giù in un realissimo “qui”, costretto a svelarsi e adattarsi nelle pieghe di queste nitide immagini avvolte da un’umile bellezza. Sacro è per definizione ciò che ha importanza suprema per un suo misterioso legame con il trascendente. Non potendo vedere ciò che non esiste, Arminio ha costruito con Sacro minore un calibrato e assai originale breviario poetico con l’intento struggente di affermare il sacro unicamente con quello che c’è intorno a noi: un filo d’erba, una lumaca, una radiografia. Così dicendoci che non solo è possibile ripensare il sacro, ma anche imparare a pregare nuovamente. Perché per Arminio la poesia è anzitutto questo: pregare» (Andrea Di Consoli). 



Sacro minore, raccolta poetica di Franco Arminio, è un luogo di parole e pensieri dove troviamo squarci e ritratti di piccoli paesi, di borghi e di persone. Gli occhi, i volti, i sorrisi nascosti.
La terra è come una chiesa, un luogo di culto.
La natura è il nostro altare.
Possiamo scoprire del sacro in ogni cosa. Anche nella più profana.
E forse scavando possiamo trovare della sacralità anche dove non ce lo aspettiamo, come un Caravaggio disegna Madonne ma ha come modelle prostitute.
C'è l'immagine della neve che con il suo bianco ci offre l'illusione di coprire tutto ciò che è brutto, ogni imperfezione delle città. Sembra avere il potere di purificazione e per i bambini, quelli di oggi e coloro che sono stati, è sempre stata magica.

Sacri sono gli abbracci
che fanno luce nelle ossa.

Siamo fatti di sentimenti e abbiamo bisogno degli altri. È svelato con due versi, come due lampi sul cielo di notte. Due flash. 
Siamo animali sociali, usando la famosa citazione di Aristotele, di conseguenza gli abbracci ci scaldano le ossa e il cuore.
Nelle poesie si scorge anche una certa sensualità delicata, amorevole, perché appartiene a quell'amore puro di cui alcuni privilegiati hanno conoscenza.
È grande la forza delle donne descritta come guardiane protettrici, è il caso della donna di Senerchia che è come un'aquila che si posa e aspetta.
E poi ci sono le nonne.
Tutte le nonne - e i nonni aggiungerei - sono sacri con le loro brevi e precise parole.
Non dobbiamo dimenticare gli insegnamenti e il passato, tutto ciò ci è sacro, non possiamo ripudiarlo, altrimenti non accetteremmo una parte di noi stessi.
Sacra è l'acqua, risorsa di vita.
Ed è sacra la quotidianità, sacra e non ce ne accorgiamo finché qualcosa non distrugge tutto. La quotidianità, spesso criticata di monotonia, ci potrebbe mancare in caso di tragedie o disgrazie.
Sacra è la vita, e lo diciamo, lo urliamo dicendo no alla morte.
Il sacro ci appartiene e questo libro ci porta ad osservarci da dentro, a cercare il sacro che è in noi, a scavare nel nostro io. E lo vedremmo impaurito, quel nostro “io”, attaccato terribilmente all’albero maestro dell’esistenza. 


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