mercoledì 28 gennaio 2026

RECENSIONE "OLTRE IL CONFINE" di Sarah Rivera

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Oltre il confine" di Sarah Rivera. 
A cura di Silvia Cossio. 



Autore: Sarah Rivera

Genere: Narrativa contemporanea

Disponibile in ebook a € 0,99 

E in formato cartaceo a € 14,90 o € 18,90

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Se tra le opzioni che ti restano
c'è solo la fuga: inizia a correre!

Benjamin è un chirurgo ortopedico presso l'Hospital for Special Surgery di Stamford.
Ha visto qualcosa che non doveva ed è costretto a fuggire dagli Stati Uniti con un biglietto aereo di sola andata per l'Ucraina. Spalancherà gli occhi di fronte all'assurdità della guerra e si troverà a lavorare in condizioni precarie. Tutto questo lo porterà a chiudersi in sé e a soffocare le sue emozioni in modo lento e inesorabile. Dovrà guardarsi sempre le spalle.
Ma forse la fuga gli permetterà di rinascere.



Minacciato di morte, il trentaquattrenne Benjamin Holden, ortopedico, è costretto a cambiare identità e scappare. Con il nome di Robert Allen, lascia Stamford, in Connecticut, e parte alla volta dell’Ucraina, destinazione Kiev. 
Una scelta estrema dettata dalla disperazione, dalla paura per la sua incolumità, ma che si rivela più pericolosa del previsto.

E così, in questa valle di lacrime, Robert si è preso Benjamin e la sua allegria, restituendone una copia cupa e tormentata. 

Sebbene abituato a stare in contatto con la sofferenza delle persone ogni giorno, non è preparato alla devastazione della guerra. Si ritrova a rinunciare alle comodità che dava per scontate nella sua vecchia vita, logorato a livello psicologico ed emotivo come mai avrebbe immaginato.
L’incontro con Ariel Sokolov, studentessa di ventun anni, accende una luce nel buio in cui brancola. 
L’entusiasmo della giovane è una ventata di aria fresca. Ariel ha la capacità di farlo sorridere. Abbatte i muri che lui ha eretto intorno e, in maniera naturale, si insinua nei suoi pensieri, nel suo cuore.
Ma anche lei ha le sue preoccupazioni: l’incognita di un futuro incerto, le ansie e le frustrazioni di chi non sa cosa ne sarà del domani, il rimpianto di un passato spensierato.

Prima dell’inizio della guerra, quando abitavo allo studentato, la mia vita era allegra e spensierata. Adesso qualcosa si è spezzato, ed è come se dentro di me non ci fosse più spazio per gioire. 

L’inizio di un sentimento che supera le barriere dell’età, del conflitto e delle bugie.
Un segreto che potrebbe essere pericoloso per l’incolumità della ragazza e intaccare il loro rapporto.
I capitoli si alternano. Il pov rimbalza tra Ben e Ariel. Ciò permette di empatizzare con i protagonisti, viverne i pensieri, le emozioni, gli stati d’animo. Impossibile non affezionarsi a questi due personaggi, con il loro bagaglio di sofferenza, solitudine e tanto altro.
L’autrice ha voluto sensibilizzare sulla situazione in cui versano gli abitanti dell’Ucraina, alleggerendo il tutto inserendo una storia d’amore che sa di speranza.
Un quadro d’insieme, quello descritto, efficace, realistico, quantomeno per quanto mi sia possibile immaginarlo. 

Bombardamenti, distruzione, terrore e tristezza vi regnano sovrani, dietro una patina di finta normalità che non regge quasi più. 

Dolore, crudeltà alla base di un conflitto inutile che vede rimetterci la gente comune. 
La guerra non fa sconti… Può allontanare le persone - per sempre - ma anche avvicinarle.

Da una fuga su può rinascere. E se ci penso, è stata una fuga a farci incontrare.

Un romanzo capace di emozionare e che merita di essere letto.
PS: Unico neo, o forse sarebbe meglio definirlo una perplessità: Proteggere un testimone mandandolo in una zona di guerra, trovo sia un po’ inverosimile. A parte questo, vale quanto detto sopra… Lettura consigliata.


martedì 27 gennaio 2026

RECENSIONE "VERO - IL ROMANZO DI MARCO AURELIO" di Franco Forte

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "Vero - Il romanzo di Marco Aurelio", di Franco Forte, edito Mondadori. Dario Zizzo lo ha letto in anteprima per noi.


Autore: Franco Forte

Genere: Romanzo storico

Casa editrice: Mondadori

Disponibile in ebook a € 15,99
E in formato cartaceo a € 21,85

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Qual è il prezzo di rimanere fedeli a se stessi? È poco più di un bambino, Marco Vero, che poi diventerà Marco Aurelio, quando intuisce il grande attrito a cui lo costringe il destino: il ritratto di uomo buono che i suoi amati filosofi greci insegnano mal si adatta alla spietatezza richiesta a chi è destinato a comandare un impero. Eppure, proprio questo si ripromette di fare: sposare l'inconciliabile, unire la rettitudine alla fermezza, la bontà d'animo alle esigenze di Stato. Essere imperatore e filosofo insieme, come auspicava Seneca. Quello che ancora non sa è che la vita gli chiederà il conto di questa promessa, perché dedicare se stessi alla ragione e alla verità significherà per lui scendere a compromessi difficili, e rinunciare alle proprie passioni e ai suoi grandi amori, consegnandosi a un percorso di sofferenza e amarezza che lo logoreranno fino alla morte... facendolo diventare una leggenda. Non c'è nessun altro sovrano, nella storia di Roma e dell'umanità intera, che come Marco Aurelio abbia immolato la vita all'amore per la bontà universale, per il proprio popolo e per la verità a scapito di qualsiasi strategia di potere, caricandosi sulle spalle il peso di decisioni difficili che hanno regalato a Roma alcune delle pagine più luminose della sua storia secolare. Franco Forte racconta la parabola affascinante e complessa della vita, le conquiste e i pensieri del più moderno degli imperatori romani, un sovrano illuminato e tormentato che riassume in sé tutte le contraddizioni del mondo antico, un uomo la cui propensione alla verità era così forte da essere soprannominato Verissimo, in omaggio anche al suo cognomen, che lo rendeva... "più vero di Vero". 



Non ci si può immergere due volte nello stesso fiume.

Inizia così l’ultima fatica di Franco Forte, Vero - Il romanzo di Marco Aurelio; le parole, sul perenne mutamento della realtà, sono del filosofo greco Eraclito che fa visita, nell’immaginazione, all’imperatore romano morente, il protagonista; Eraclito sta in buona compagnia: Epicuro e Seneca.
I tre filosofi furono dei maestri per l’imperatore romano Marco Aurelio, importante pensatore stoico (autore del libro evergreen “Pensieri”), e il suo dramma, o la sua difficile missione se preferite, consistette nel conciliare la filosofia e il potere politico.
Forte ci fa entrare nei gangli del secondo, assistere ai dialoghi incisivi tra i personaggi, come da dietro una tenda, per esempio a quello tra il bambino Marco Annio Vero (il futuro Marco Aurelio) e il padre adottivo Tito Aurelio Antonino (che diventerà imperatore col nome di Antonino Pio), riguardo al Vallo di Adriano, in cui il primo dà prova della saggezza che sarebbe stata sostanzialmente la cifra del suo Impero. Ci mostra come importanti decisioni, tipo quella sul successore dell’imperatore, possano essere prese anche in base a un sogno fatto da quest’ultimo, cose non scritte nei libri di Storia, ci mostra degli dei da ingraziarsi di continuo, per cacciare ad esempio la peste che ammorbò Roma durante l’Impero (161-180 d. C.) di Marco Aurelio. 
Lo scrittore ci offre dunque il backstage della Storia, che sa raccontare in modo seducente, prova data già nelle sue precedenti opere; d'altronde ben sappiamo che un divulgatore come Montanelli o uno scrittore di romanzi storici è letto più facilmente, e con maggior piacere, rispetto a diversi storici dalla prosa ardua.
A meravigliare particolarmente in “Vero” è la rigida educazione di Marco, frutto anche dello stoicismo, filosofia fondata sulle rinunce. E tra le rinunce c’è anche quella alla conturbante Ceionia, il vero amore della sua vita, fatta per ragioni di Stato che lo portano a sposare Faustina minore, figlia di Antonino. Rinunce, oltre ai lutti familiari, che lo mettono a dura prova, ne fanno un personaggio macerato, impegnato, tra l’altro, in una furiosa guerra contro i barbari, che bussano violentemente alle porte dell’impero.
Leggere “Vero” è anche vedere la Storia attraversata da refoli di poesia, quando parla, ad esempio, delle effusioni, consumate nel buio ruffiano, tra la madre di Marco e l’amica Grazia: 

Un'intimità profonda e muta si consumava tra loro, come una fiamma nascosta che aveva trovato finalmente il coraggio di ardere in piena notte.

Forte, non solo nell'estratto precedente, sa cogliere i moti dell’animo dei suoi personaggi, evidenziarne le contraddizioni, perché questi, come gli uomini di qualsiasi epoca, quasi sempre, non sono bianchi o neri ma bianchi e neri al tempo stesso; e, come un personaggio principale, ci presenta Roma in tutta la sua grandezza: 

L’aria odorava di pane caldo, di sudore e di incenso bruciato nei sacelli, mentre la città pulsava viva, inarrestabile, come un cuore eterno.


giovedì 22 gennaio 2026

RECENSIONE "ACQUE TORBIDE" di Samuel Corvo

 

Buongiorno follower!
Recensione: "Acque torbide" dell'autore Samuel Corvo.
A cura di Silvia Cossio. 




Titolo: Acque torbide  

Autore: Samuel Corvo 

Genere: Suspense Thriller

Disponibile in ebook a € 3,99

E in formato cartaceo a € 10,39




Acque Torbide è un thriller psicologico dal ritmo serrato che affonda nelle pieghe della memoria, dei segreti e delle colpe sepolte. Quando Carolina ritorna sulla piccola isola di Selinara dopo vent’anni, per un weekend tra vecchi amici, si trova faccia a faccia con un passato mai davvero sopito: la tragica morte della piccola Anna, l’amore tormentato per Samuele, la sottile inquietudine che serpeggia tra brindisi e tuffi nel mare. Mentre l’atmosfera si scalda sotto il sole, ombre sempre più scure si insinuano tra risate e apparenti riconciliazioni. Qualcuno nasconde qualcosa. Qualcuno mente. E l’isola, apparentemente immobile, è pronta a restituire tutto ciò che è stato nascosto sotto la superficie.

Un gruppo di amici che si ritrova per trascorrere insieme un fine settimana nella bella isola di Selinara, all’estremo sud di Malta. Una rimpatriata, dopo tanti anni di assenza, per augurare il meglio a Samuele e Ludovica, prossimi alle nozze. Dei festeggiamenti in quel luogo per esorcizzare tutto: un nuovo inizio, nuovi ricordi.

Ed eccoli lì, gli amici di una vita. Circondati dal profumo salmastro del Mediterraneo, tra risate e scherzi adolescenziali, in una lingua di spiaggia poco frequentata, dove il sole si riflette sul blu profondo del mare. 

Ma la gioia che condividono è solo una facciata che nasconde segreti sepolti.
Nell’aria, infatti, aleggia il ricordo di Anna, una bambina buttata giù da una scogliera da un compaesano.
Un ricordo che resta indelebile, nonostante siano trascorsi vent’anni.
Il passato torna a essere presente in un modo tanto inaspettato quanto invadente.
E il piacevole weekend si trasforma in un incubo. 
L’amicizia viene messa a dura prova. Inizia un gioco fatto di ripicche, frecciatine, offese e accuse. I segreti vengono a galla.

Uno sguardo tradisce l’ansia di chi sa che la verità è una lama sottile e che, come quella serata indimenticabile ha dimostrato, non ha problemi a puntare alla gola e uccidere.

Una lunga notte che degenera in una spirale di violenza e tradimento. Una corsa contro il tempo. Ogni istante in più o in meno potrebbe far pendere la bilancia tra la vita o la morte
Un nome che arriva dal passato, che avevano deciso di dimenticare, viene in risposta a tutte le domande, ma sarà davvero così? Chi si cela dietro tutto quel rancore e quella sete di vendetta?
Romanzo d’esordio di Samuel Corvo. Promettente sotto diversi aspetti: dallo stile narrativo, fluido e con un ritmo che non conosce pause, capace di tenere alta l’attenzione del lettore, alla caratterizzazione dei personaggi che, grazie alla scelta dell’autore di far rimbalzare il pov da uno all’altro, sono in pratica tutti protagonisti. La storia è apprezzabile nel suo insieme, sebbene risulti in difetto la parte gialla. Si capisce subito chi è il cattivo e in una certa misura anche il perché delle sue azioni. Personalmente, avrei evitato il prologo, troppo rivelatore; indirizza verso la soluzione senza margine di errore. Naturalmente, per conoscere tutte le motivazioni bisogna leggere il romanzo fino alla fine. L’autore è stato abile nel dosare le informazioni, svelando un po’ alla volta, inserendo qua e là dei paragrafi chiarificatori, portando gradualmente alla luce tutti gli aspetti di un passato doloroso. Il tutto in un crescendo di suspense per la sorte dei personaggi.
Concludendo, il romanzo è una piacevole sorpresa, ne consiglio la lettura. 

PS: Alcune imperfezioni disseminate qua e là che non mi è possibile segnalare all’autore, vista la sua assenza dai social e la mancanza di contatti. Se lo desidera, può contattarmi alla mail del Blog. 


giovedì 15 gennaio 2026

RECENSIONE "IL VASO CHE SAPEVA TROPPO" di Maria Letizia Musu

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Il vaso che sapeva troppo" dell'autrice Maria Letizia Musu. 
A cura di Silvia Cossio.


Autore: Maria Letizia Musu 

Serie: Misteri e delitti Vol.1

Genere: Cozy Mystery 

Disponibile in ebook a € 3,99

Contatti autoreFacebook - Instagram  



TRAMA:

Una mattina qualunque, a Quartu Sant’Elena, succede l’impensabile: un cadavere viene trovato in un garage. Accanto a lui un vaso rubato. Coincidenza? Delitto d’arte? O solo l’inizio di un gran mistero?
A cercare di fare chiarezza saranno tre donne che non hanno nulla in comune:
Vanessa, un cuore ingenuo e una totale fiducia nelle notizie lette su Instagram. Olga, una badante russa, con una passione per le telenovele anni ’70 e una forza sorprendente. Immacolata, vedova sveglia ma rattristata da una vita monotona.
Tra segreti confessabili solo con l’alcool, stramberie e battute al vetriolo, l’indagine le porterà molto più lontano di quanto avrebbero mai immaginato.
Chi ha detto che le detective devono essere sobrie e in divisa? 



Tutto ha inizio con la sparizione di un vaso, decorato con limoni pieni e gialli, preso nella costiera amalfitana. Un regalo del defunto marito di Immacolata Zuncheddu, ex ladra con la passione per l’aglio.

Una donna che aveva avuto un passato cristallino e onorevole nel mondo del furto con destrezza.

Un dono che è stato testimone della loro piacevole vita di coppia.
Chi può essere stato?
Insieme a Vanessa, una giovane svampita tutta presa dai social e dal look che vive con Immacolata - sempre pronta a documentare ogni aspetto della sua vita; sempre perfetta sui tacchi; sempre pronta a innamorarsi -, e a Olga, una badante russa con un passato nel kgb, - una statua sovietica del dovere domestico: alta, massiccia, con le mani posate sui fianchi come due pale meccaniche pronte a scattare, spolverare e, se necessario, torturare. Olga che si commuove davanti alla telenovela di Cuore selvaggio 😂 -, hanno inizio le indagini. 
Determinate nello svolgere la missione, si dividono gli incarichi: Imma è la mente, Olga è il braccio e Vanessa la consulente d’immagine.
Tra loro, un abisso culturale, linguistico e ideologico, che tuttavia non impedisce alle tre di creare un legame.
Interrogano i sospettati: Maria Rosa, una vicina che, in passato, aveva mostrato interesse per il vaso, e Lollo, amico/corteggiatore di Vanessa, di cui si sono perse le tracce.
Il ritrovamento di un cadavere sposta l’attenzione. Accanto a lui, il vaso rubato. 

E come ogni estate, anche quel giorno, tra un mistero e una sirena, si rischiava di essere interrogati e dissanguati allo stesso tempo dalle zanzare.

Ma mentre il mistero del vaso viene risolto, quello dell’omicidio si rivela più difficoltoso. Le indagini si muovono lente. Un susseguirsi di ipotesi, smentite e nuove domande. Le ricerche del fantastico trio languiscono: tre improbabili, improvvisate detective, che però concludono ben poco, sebbene alla fine scoprano il colpevole. 
Primo capitolo della serie Misteri e delitti ambientata a Quartu Sant’Elena, in Sardegna.
Tre nuove protagoniste calcano la scena, mettendo in pausa le due professoresse protagoniste della serie Delitti e ore buche, che in questo volume fanno solo una breve apparizione.
Titolo ironico che anticipa il contenuto, l’andamento leggero. Tra le battute sulla Sardegna, che fa da cornice, e quelle pronunciate da Olga, impossibile non ridere. Tra aneddoti e paragoni improbabili, si capisce che l’autrice ci tiene a raccontare della sua terra. Sempre in chiave ironica, punto di forza di questa autrice.
Il momento sentimental-cimiteriale... Top! 😂
Un giallo umoristico che però ho trovato un po’ debole, soprattutto se paragonato a quello della serie precedente - a cui va la mia preferenza -, e che vede il contributo delle forze dell’ordine praticamente inesistente. In pratica, tutto gira intorno alle tre donne, a discapito del resto. Un trio che ha senz’altro un suo perché, ma a cui affiderei un ruolo secondario di contorno: le vedrei bene come le classiche macchiette che combinano pasticci, ma che, a modo loro, hanno le giuste intuizioni. Io butto lì il suggerimento all’autrice 😉 


mercoledì 7 gennaio 2026

RECENSIONE "UN VALZER CON IL DUCA" di Valentina Piazza

 

Buongiorno, amici lettori!
Recensione: "Un valzer con il duca" dell'autrice Valentina Piazza. 
A cura di Silvia Cossio. 



Autore: Valentina Piazza

Genere: Romance storico

Disponibile in ebook a € 0,99

E in formato cartaceo a € 12,48 o € 18,72

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Londra, 1815.
Felicity Attawey debutta in società con più entusiasmo che disciplina. Ride troppo, parla quando dovrebbe tacere e colleziona sguardi scandalizzati a ogni ricevimento. Sua madre, determinata a sistemarla con un buon partito, ha puntato tutto su un candidato impeccabile: il conte di Leicester.
Al grande ballo della contessa di Dartmouth, Felicity riceve il suo primo carnet da ballo ma, per una svista “innocente” di qualche burlone, il nome che appare al centro del libretto è quello di William Lennox, V duca di Richmond, un uomo celebre per la sua compostezza, il suo distacco e con una reputazione da scapolo irremovibile.
L’equivoco avrebbe potuto risolversi con un freddo rifiuto da parte del gentiluomo – anche perché il padre di Felicity è divenuto baronetto da poco e non vanta nobili natali – ma il destino trascina il riluttante duca sulla pista. Quel valzer imprevisto diventa il fulcro della serata e della stagione: la società non parla d’altro. Perché un duca non balla mai per errore.
Le voci corrono veloci e la povera Felicity si trova imprigionata in una rete di malintesi sempre più intricati, coincidenze imbarazzanti, lettere smarrite e incontri apparentemente casuali che finiscono sempre per metterla accanto a lui.
Alla fine, il nome appuntato per “errore” sul carnet potrebbe rivelarsi il colpo di scena più fatale di tutti, in grado di riscrivere non solo la stagione mondana, ma anche il futuro di entrambi. 



Londra, 1815
Felicity Grace Attawey, detta Filly, è l’unica figlia di Beatrice e Andrew Attawey. 

Una figlia ribelle e del tutto priva di raffinatezza e buone maniere, una selvaggia che, fin da piccola, pareva più un garzone indemoniato che una bimba diligente.

Ormai diciottenne, i genitori ritengono sia giunto il momento per lei di debuttare in società, e magari attirare l’attenzione di qualche pretendente. Hanno già in mente il candidato ideale: Thomas Coke, conte di Lincoln, figlio di Mortimer Coke. Ma la ragazza non vuole saperne né di lui, né di altri.
L’incontro/scontro con William Lennox, V duca di Richmond, duca di Lennox, nonché duca di Gordon e conte di Kinrara, nella contea di Inverness, ribattezzato ironicamente “Duca di tutto” dalla protagonista, sposta l’asse di interesse di quest’ultima e, per un errore del destino, i due si ritrovano a condividere un paio di balli.
William è poco incline a prendere parte a dibattiti o danze, tuttavia, da gentiluomo qual è, per evitare che la reputazione della ragazza venga macchiata, si presta a ballare con lei. 
Felicity è spiritosa e poco convenzionale, un’abile conversatrice. E, sebbene lui sia un uomo tutto d’un pezzo, è destinato a capitolare di fronte alla spontaneità della giovane.
Una serie di eventi li porterà a unire le forze contro le malelingue della società.

La sua vita, da quando aveva incontrato Felicity, non era stata altro che un susseguirsi di scontri, incidenti, parole troppo taglienti, fughe e momenti che avevano rischiato di sfociare nel disastro. 

Complice la rispettiva fuga da Londra, si ritroveranno entrambi a Bath, e, ospiti del conte di Pembroke, a trascorrere il Natale sotto lo stesso tetto.
Sembra davvero che ci sia una cospirazione ai loro danni. 
Più cercano di evitarsi e più il fato rema contro.
L’attrazione tra loro è improvvisa e irrazionale. 

Il suo cuore era perso per sempre e così il suo corpo. Il duca si era innamorato della fanciulla più improbabile di tutte. 

Ma qualcuno trama nell’ombra per impedire la loro unione.
Dovranno superare diversi ostacoli e i pregiudizi del Ton prima di poter finalmente coronare il loro amore.
Questa su grandi linee la trama.
Sebbene la storia non possa essere definita originale e alcuni passaggi si rivelino prevedibili, la lettura di questo romanzo risulta coinvolgente. Ci si ritrova letteralmente catapultati in mezzo alla nobiltà londinese del 1800, tra le usanze e i costumi dell’epoca, tra un pettegolezzo e un bacio rubato, trascinati al centro di una sala da ballo in attesa di sentire le prime note di un valzer, o fra le mura di un castello, intimoriti di fronte alla maestosità degli ambienti o in contemplazione dei ritratti degli antenati alle pareti. Si fa apprezzare nella sua totalità. L’autrice, che seguo ormai da anni, ha dalla sua la capacità di rendere appassionante anche la storia più semplice, grazie a uno stile narrativo fresco e diretto, praticamente privo di imperfezioni.
Ciò premesso, sento di doverla bacchettare per un paio di cosucce… 😂 (pensavi di passarla liscia, eh!), ma farò un po’ di spoiler, quindi, se non avete letto il libro e se non siete dei curiosoni patologici, fermatevi qui.
Concludo dicendo che è un buon prodotto, ve lo consiglio… Ciao 😂





Rieccoci tutti insieme. Eh, sì, ho scritto “tutti” perché tanto lo so che siete dei curiosi assetati di sangue 😂😂

Dunque, due dettagli mi hanno fatto storcere il naso: 
- il primo riguarda il cattivo e il fatto che in parte si redima; si tratterà di una mia impostazione mentale, ma proprio non mi piace, preferisco che i cattivi restino tali, coerenti con quello che sono. Mi sento più orientata verso le "punizioni"; sarà la mia vena sadista, non posso farci nulla 😅😂
Naturalmente, non intendo incolpare l’autrice per la sua scelta (anche se, grrr…), se dovesse stare dietro a tutte le "disfunzioni" dei lettori, non ne verrebbe fuori 😂
- il secondo riguarda la coincidenza della data, particolare che porterà a smascherare le bugie del cugino, è davvero troppo. La ritengo una forzatura, poco credibile.
- infine… sì, avevo detto due dettagli, consideratelo un post scriptum… avrei da ridire sull’abbreviazione del nome Philippa… Pippa non si può sentire 😂


domenica 4 gennaio 2026

RECENSIONE "CHRISTMAS SIN" di Pamela Boiocchi

 

Buona domenica pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Christmas Sin", secondo volume della serie 
"The Sin Code Series" dell'autrice Pamela Boiocchi. 
A cura di Silvia Cossio.



Titolo: Christmas Sin 

Autore: Pamela Boiocchi

Serie: The Sin Code Series Vol.2

Genere: Romanzo di fantascienza 

Disponibile in ebook a € 0,99

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TRAMA:

Dimentica il classico Natale.
Niente brindisi davanti al camino: qui a bruciare è il desiderio.

Viktor ormai ha un corpo, è un essere fatto di peccato e codice.
Grazie a lui, Elena ha ritrovato l'ispirazione per la scrittura e la passione per la vita.
Ma l’arrivo di una minaccia digitale trasforma la Vigilia in una corsa contro il tempo. Le luci scintillanti che addobbano la loro casa vanno in tilt.
Un nemico oscuro e implacabile è pronto a distruggere la loro felicità.
Per sconfiggerlo - e per proteggere lei - Viktor dovrà rischiare tutto.
E dovrà fare i conti con il bug più rischioso: il suo amore per Elena. 



In questo secondo volume, ritroviamo Elena e Viktor: la scrittrice e l’algoritmo. 
Viktor, lo ricordiamo, era nato come programma di scrittura, uno strumento per aiutare Elena a uscire dal blocco dello scrittore, ma aveva preso il sopravvento sulla sua vita, dei suoi pensieri. 

Adesso è qui. Carne e pelle sopra la sua natura di algoritmo, un corpo nato da tecnologie che non dovrebbero esistere. Si muove come un predatore, parla come un dio crudele, mi guarda come se fossi l’unica creatura degna di abitare il suo mondo. 

Vivono insieme. Hanno creato una routine e un equilibrio tutto loro. 
Ma qualcuno si intromette nella loro serenità. Una minaccia dal passato: Leo.

Leo è una memoria sporca che si ostina a pulsare, un riflesso tossico di carne che ha osato toccarla.

Un attacco digitale. Una minaccia invisibile che potrebbe sconvolgere la loro vita. Una sorta di residuo di Leo che tenta di uscire dalla prigione in cui è stato rinchiuso.
Viktor si sente responsabile: la sua distrazione lo ha distolto dal compito di proteggere Elena. 

Non deve vederti cedere, Elena. Non deve decifrare che sei l’anomalia che mi rende vulnerabile. L’unico errore che scelgo di non correggere.

Quindi mette in atto il protocollo vigilia.
Tutto si svolge come in un film di fantascienza.
Viktor che, come un eroe greco, entra nell’inferno per uccidere il mostro.
La paura della protagonista di perderlo. 
Lieto fine scontato, non ne ho dubitato nemmeno per un istante.
L’amica Giada anche qui si distingue per simpatia e praticità. Che ci sia anche per lei un finale appagante? O è destinata ad accontentarsi del regalo di Elena? 😉
All’autrice dico complimenti anche solo per le conoscenze tecniche. Per quanto mi riguarda, come la protagonista, ho capito ben poco di quell’aspetto. Terra terra, posso solo dire che, visto il contesto, questa AI mi garba parecchio… 😉
E che dire del contenuto extra alla fine? Un Babbo Natale a cui tutte, alla domanda "ti sei comportata bene quest’anno?", vorremmo rispondere “sono stata cattiva” 🙈
Per non parlare dei consigli su come sopravvivere al Natale con un’IA dominante… Pamela Boiocchi, ti sei superata!
Per usare le parole dell’autrice, Christmas Sin è un esperimento narrativo, ma anche un invito a sognare senza vergogna. 
Christmas Sin è il secondo capitolo di un’ossessione, di cui, però, sarebbe opportuno leggere il primo volume. 
Lettura consigliata.


venerdì 2 gennaio 2026

RECENSIONE "TIME TRAVEL HOTEL" di Anonima Strega

 

Buon pomeriggio amici lettori, buon venerdì!
Recensione "Time Travel Hotel" dell'autrice Anonima Strega. 
A cura di Silvia Cossio.



Autore: Anonima Strega

Genere: Giallo Fantasy

Disponibile in ebook a € 1,99 

E in formato cartaceo a € 12,90

Contatti autore: Facebook - Instagram 



TRAMA:

Se potessi tornare indietro nel tempo, vorresti scoprire il colpevole di un caso irrisolto?

Bianca viene assunta da un’agenzia che recluta viaggiatori nel tempo. Ha quattro settimane per risolvere un cold case e non avere più problemi di soldi. Ma il Time Travel Hotel brulica di agenti provenienti da epoche diverse e ogni collaborazione rischia di creare paradossi. Forse può contare sull’introverso Francesco, arrivato subito dopo l’omicidio, forse sull’ambiguo Bruno, forse su quella presenza bislacca vestita da rockstar appollaiata sull’arco d’ingresso. Spirito guida, sentinella o menestrello ingannatore? 



Il Time Travel Hotel è un albergo dove si viaggia nel tempo. Un luogo dove regna il surrealismo. Una realtà parallela dove trascorrere una vacanza lontana dalla realtà quotidiana o per risolvere casi.
Personaggi di epoche diverse si incrociano in questo luogo di passaggio.
Bianca, la protagonista, viene selezionata da Leonardo, capo di un’agenzia che recluta viaggiatori nel tempo. 

C’è un mondo sommerso, fatto di individui in grado di guardare oltre il presente, i cui agenti vengono selezionati con cura, fra soggetti fermi e razionali che però non crollano di fronte alla rivelazione di questa dimensione.

Quattro settimane indietro nel tempo per chiudere un caso irrisolto - cold case - da decenni, e non avere più problemi di soldi e lavoro.
Dopo una iniziale riluttanza, accetta l’incarico offerto e oltrepassa un "varco" che la porta nell’epoca a cui è destinata, il 1979, ovvero l’anno in cui un’agente, Susy, è stata uccisa. 
La novellina Bianca deve imparare a destreggiarsi, capire di chi può fidarsi e di chi no, distinguere gli indiziati dai semplici avventori di passaggio ospiti della struttura. 
Diversi i personaggi, agenti e non: Bruno, il tizio sgradevole degli anni ‘80 che ci prova con Bianca; Roberto, proprietario dell’hotel; Francesco, agente degli anni ‘70 che seguiva un altro caso e che aveva comunicato l’omicidio della donna; Matteo, ex agente, innamorato di Susy, che lavora al bar dell’hotel; Niccolò, dal 2020, barista. E altri.
Leggendo questo romanzo ho avuto l’impressione di essere catapultata nel film Ritorno al futuro, dove aleggia la consapevolezza che anche la più piccola variazione negli eventi del passato, potrebbe modificare il futuro. E la difficoltà dell’indagine sta proprio in questo: scoprire l’identità dell’assassino, evitando però di creare paradossi temporali. 
Mistero e fantasia (che poi davvero sarà tale? 😉) si mescolano. Gli indizi, come tanti tasselli di un puzzle, troveranno la loro collocazione portando alla risoluzione del caso. Ma a che prezzo?
L’autrice, di cui ho già letto altro in passato, ancora una volta dimostra padronanza negli argomenti che tratta e nello stile di scrittura, motivo per cui la lettura di questo libro risulta complessivamente piacevole. Escludendo l’età pediatrica, potrebbe essere adatta a ragazzi e adulti, senza distinzione di genere.
Consigliato.


domenica 28 dicembre 2025

RECENSIONE "MADAME CLAUDEL È IN UN MARE DI GUAI" di Aurélie Valognes

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
dell'autrice Aurélie Valognes, edito Newton Compton Editori. 
A cura di Monica Burel.


Autore: Aurélie Valognes 

Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Newton Compton Editori

Disponibile in ebook a € 5,99
E in formato cartaceo a € 5,91

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TRAMA:

Ferdinand Brun vive a Parigi, al numero 8 di Rue Bonaparte, ha ottantatré anni e non gli piacciono le persone. Sfortunato dalla nascita – ha perso la mamma e la nonna quando era ancora piccolo –, è cresciuto nel risentimento, diventando introverso e taciturno. Purtroppo con il passare degli anni è addirittura peggiorato e così la moglie lo ha mollato di punto in bianco scappando con il postino, mentre la figlia e il nipotino sono andati a vivere dall’altra parte dell’oceano. Rimasto solo con la cagnolina Daisy, unico essere vivente degno del suo affetto, Monsieur Brun ha deciso di disertare il genere umano e di ridurre al minimo i suoi contatti con gli altri, compresi quelli con la portinaia, la detestata Madame Suarez. Un infausto giorno, la cagnolina Daisy muore e la settimana dopo Monsieur Brun rimane vittima di un incidente. Tutto è contro di lui, e quando la figlia lo mette di fronte all’ipotesi dell’ospizio, non gli resta che accettare l’aiuto di Madame Claudel, un’arzilla signora di novantatré anni, che abita al suo piano. Ma sarà l’arrivo della piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, l’unico evento in grado di scalfire il muro di diffidenza e scontrosità che il vecchio ha costruito intorno a sé. 



Ferdinand Brun ha ottantatré anni. 
Detesta la gente. 
Detesta i traslochi. 
Da anni vive recluso, senza amici, senza una famiglia. 
Ma qualcosa è cambiato. 
Ora sta aspettando un taxi che lo porterà ad una nuova destinazione.
Mentre aspetta, ripercorre gli anni appena passati per comprendere come sia arrivato a questo punto. 
Così scopriamo che due anni prima aveva traslocato, andando a vivere in un complesso residenziale abitato da donne anziane. Dunque si era trovato nel bel mezzo di un gruppo di donne affiatate, che spettegolavano tutto il giorno, e soprattutto regnavano in armonia (simpatiche le schermaglie guidate dalla portinaia Madame Suarez, alla quale non sfugge mai nulla). Il suo arrivo, insieme alla cagnolona Daisy, ovvero la sola compagnia apprezzata dall’uomo, aveva stravolto il mondo di queste povere vecchiette.
Un giorno, alle 12.15, Juliette aveva fatto il suo ingresso nella vita di Ferdinand. Nonostante l'anziano continuasse a voler stare da solo, aveva iniziato ad apprezzare la compagnia di Juliette che lo aveva stupito con la sua intelligenza da ragazzina curiosa. Inoltre, Madame Claudel, un'arzilla vecchietta di novantadue anni che viveva di fronte all’appartamento dell’uomo, lo aveva invitato per un caffè al quale Ferdinand non aveva fatto in tempo a rifiutare. Da qui in poi, Ferdinand aveva vissuto situazioni positive e anche negative. Ma qualcosa dentro lui era cambiato.

Il titolo e la copertina mi hanno attratto fin da subito e la trama mi è risultata interessante. La lettura è stata piacevole, scorrevole, ironica. 
Ferdinand l'ho compreso soprattutto per il suo modo di defilarsi dal genere umano per ripararsi in quello animale. Il suo rapporto con Daisy mi ha fatto scendere qualche lacrima. Madame Claudel è stata una ventata di giovinezza nonostante la sua età. Con Ferdinand è stata dolce ma decisa. Juliette si è approcciato a Ferdinand in modo semplice, diretto. Il loro rapporto mi ha scaldato il cuore. 
Il finale mi ha piacevolmente stupido. Se volete leggere un libro coccola questo è quello che fa per voi. 


domenica 21 dicembre 2025

RECENSIONE "DUE ANIME IN GIOCO" di Franco Macini

 

Buongiorno follower, buona domenica!
Recensione: "Due anime in gioco" dell'autore Franco Macini. 
A cura di Dario Zizzo.



Autore: Franco Macini

Genere: Narrativa

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 14,99

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TRAMA:

Fra gli amici di un gruppo frequentatori di un bar, di una palestra e di una agenzia di scommesse, anche due anime entrano in gioco. Riusciranno a vincere la loro partita della vita?



Quando leggi Franco Macini, ti senti sempre a casa, anche se al posto del Palermitano (per esempio) ti trovi a Parma, dove a partire dal 2018 è ambientato il romanzo "Due anime in gioco". Devi solo accomodarti, nel bar del Bischero (toscano trapiantato), luogo in cui si apre l’opera: 

Frequentato anche da ragazze che vengono principalmente per sentire le ‘parolacce’ che dice il Bischero e le frasi a sfondo erotico sessuale che usa per salutarle all’ingresso e all’uscita. Quella che dice più spesso è: “Ciao! Buona serata e Buona trombata”. 

Lì troverai anche degli uomini di mezz’età pronti a seguire con lo sguardo le belle fanciulle, raccontandosi qualche avventura pecoreccia, a ingannare il tempo, facendosi un goccetto e mischiando carte da gioco, abitudine, quest’ultima, che ci porta indietro, a un tempo quasi inattingibile ormai, rassicurante, come i libri di Macini, una camomilla che rasserena, ma non fa addormentare, ve lo garantisco, una bolla protettiva dove quasi nessun male può raggiungerti. E ve li presento, alcuni di questi quasi sessantenni: il narratore Mike (che poi in realtà si chiama Franco, ma scoprirete poi l’arcano) che scommette che scriverà un libro per un editore non a pagamento, il palestrato Merce (si dice abbia partecipato ad alcune guerre come mercenario), Roccia perché di cognome fa Rocciardi, e Giuli, non il ministro, ma semplicemente l’abbreviazione di Giuliano.
C’è dell’umorismo in quest’opera, frizzante come il Lambrusco, vino molto diffuso nell’Emilia Romagna, regione dello scrittore - umorismo che sa anche mischiarsi alle scene commoventi -, c’è il gusto del raccontare, con un linguaggio scabro, senza svolazzi, credibile in bocca agli avventori del Bischero, che ti restano impressi, magari dopo una nottata passata tra le carte da gioco: 

Nel pallido sole mattutino leggermente offuscato da un filo di nebbia padana, mani in tasca, un po’ piegati in avanti, un po’ assonnati…

Alla fine capirete anche il perché del titolo, alla base di cui sta una storia seducente e misteriosa.


sabato 20 dicembre 2025

RECENSIONE "INEVITABILMENTE" di Alessandra Prosperi

 

Buon pomeriggio, amici lettori!
Recensione: "Inevitabilmente" dell'autrice Alessandra Prosperi, 
edito BookSprint Edizioni. A cura di Giorgia Spurio.


Autore: Alessandra Prosperi

Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: BookSprint Edizioni

Disponibile in ebook a € 3,99
E in formato cartaceo a € 14,90

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TRAMA:

Alessia è un’imprenditrice che causa crisi finanziaria si ritrova a dover cercare un finanziamento per salvare l’azienda di famiglia, e mentre è alla ricerca di un finanziatore il destino è in agguato.



Alessandra Prosperi esprime tutto il suo amore per la sua città Ascoli Piceno all'interno dei suoi racconti.
Il suo libro Inevitabilmente pubblicato con Book Sprint ci racconta la fragilità e la determinazione di una donna.
La protagonista è Alessia Bianchi che deve fare i conti con la realtà: un'azienda di famiglia da mandare avanti e la crisi economica.
Alessia ci fa capire che non dobbiamo vergognarci delle nostre vulnerabilità, che si può piangere e rimanere forti allo stesso tempo.
Perdere i propri genitori, perdere la fiducia nell'amore e poi la crisi economica, tutto ciò pesa sulle spalle della protagonista che vuole mostrarsi forte e soprattutto vuole mantenere le promesse fatte a se stessa, a suo padre e alle famiglie dei suoi operai.
La sua è una piccola ma attenta azienda che si occupa di mobili. 
Si presenterà un'occasione: Samuel Fontana di una importante azienda del Nord.
Vuole comprare quella di Alessia.
Intanto al cuore della ragazza si fa spazio un nuovo pensiero: Paolo.
Paolo è il figlio di un caro amico, tornato in città per restare. 
Tra i due nasce subito qualcosa di tenero.
Alessia dovrà fare i conti con il passato e capire se di nuovo fidarsi.
Inoltre avrà molti dubbi per l'azienda e per il futuro, ma l'autrice con la sua opera ci insegna che non dobbiamo mai perdere le speranze e dobbiamo ricordarci degli affetti più cari e dei nostri amici.