mercoledì 3 agosto 2022

RECENSIONE "MATRIMONIO ALLA SPROVVISTA" di Ophelia Keen

 

Buongiorno follower!
In uscita oggi "Matrimonio alla sprovvista" di Ophelia Keen, edito Òphiere - I brillanti di Mamma Editori. Daniela Colaiacomo lo ha letto in anteprima per noi. 


Autore: Ophelia Keen
Genere: Romance

Casa editriceÒphiere 

Disponibile in ebook a €
E in formato cartaceo a € 11,80

Contatti autore: Facebook



TRAMA:

La giovanissima divetta di una soap storica della Gran Bretagna decide di scappare dal set, dove recita fin da bambina, perché proprio non può sopportare il cinismo tipico del mondo dello spettacolo e tanto meno sacrificare a esso la propria vita sentimentale. Ma la sua fuga si arena subito su una serie di inconvenienti e sulle macchinazioni di una vecchia astutissima canaglia, un pasticcio burocratico dove Brittany Brown, in arte Brittany Stock, si ritroverà sposata a propria insaputa, già vedova e altresì nonna appena ventitreenne di un ricchissimo “nipotino” lungo sette piedi.. Il "nipote proprio malgrado”, altri non è che Algernon Fernsby, un fulvissimo, aitante possidente, nonché rigido e bacchettone. Nelle verdeggianti colline del Devon, tra le statue e i laghetti di Fernsby Park, si svolgerà lo scontro in punta di fioretto tra la ragazza con troppi grilli per la testa e il giovane uomo che sembra non averne proprio nessuno. Una partita del cuore in cui solo l’amore può vincere.  


Dopo Fidanzamento per Dispetto, Ophelia Keen colpisce ancora. Una trama insolita, personaggi singolari e un contesto dai tratti esotici sono lo scenario di questa storia intrigante nella quale le sorprese, ma soprattutto le risate, non mancano. 
L'unica vita che Brittany Brown - in arte Britney Stock - conosce è quella vissuta negli studi di Digbeth, a Birmingham, dove, in Victory Street - la storica soap del Regno Unito -, interpreta il ruolo di Amanda Dwerryhouse, la Guerriera.
Quando sua madre - Donna Brown, alias Barbra Stock, alias Jane Dwerryhouse -, con intonazione shakespeariana, occhi socchiusi e ispirati, neanche fosse davanti a una cinepresa cerca di imporle il matrimonio, a scopo pubblicitario, con Luke Hewitt - il figlio soap della coppia soap nemica dei genitori soap -, adducendo come scusa la necessità di una vacanza in una spa di Bath, Brittany fugge a Londra dove conta di rifugiarsi dalla Zia Lottie, da sempre in disaccordo con i suoi genitori per averla fatta recitare fin da bambina.
Come coscritta del set, la giovane attrice è totalmente priva di senso pratico - d'altra parte come fai a intendertene di realtà se, fin dalla prima infanzia, vivi in un mondo di cartapesta e hai il sospetto di essere un po’ finta anche tu? -, le poche monete di cui dispone svaniscono rapidamente.
Davanti a una cabina telefonica, in compagnia di un gatto spelacchiato e magro, la giovane e famosa attrice comincia a rendersi conto delle difficoltà che l'aspettano, perché Zia Lottie, come il maggiordomo filippino le ha spiegato per telefono, è andata in Nepal e il suo appartamento è in ristrutturazione. Dovrà trovare un alloggio e un lavoro al più presto, ma prima deve rimediare un po' di cibo per il suo nuovo amico. 
Da un furgone di fronte alla porta di servizio di un supermercato, Brittany trafuga alcune scatolette per il micio che mette nel suo zaino insieme alla figura alata di una Rolls d'epoca parcheggiata nei pressi - d'altra parte, essendo traballante, sarebbe caduta e andata persa per sempre.

Mi era bastato un solo furto - di cibo da gatti, per di più, - e già stavo precipitando lungo la china del crimine!

Ma una mano, con la forza e il peso di un ferro da stiro, si posa sulla sua spalla.

Mi voltai col cuore in subbuglio per la vergogna. Non avrei retto a un arresto. Ma lo shock fu tale da cancellare ogni senso di colpa.
C’era una mummia gigante sopra di me. L’eco del mio strillo si spense rapidamente, uccisa dallo stupore.

Caspita, mi avevano proprio beccata ed erano in tre, maggioranza numerica schiacciante!
Il vegliardo era baldanzoso, avrebbe potuto essere un supereroe ormai in pensione; la mummia poteva essere il suo Igor, il servo muto. L’uomo in livrea poteva essere invece davvero un guaio.
Aveva l’aria impeccabile ed efficiente, non un capello fuori posto, da autista diabolico, il tipo che lucida la macchina dopo averla usata per spalmarti sull’asfalto.

Brittany non sa come questo incontro cambierà la sua vita.
Tra equivoci e battute frizzanti, senza ripercussioni per la sua deplorevole condotta ma anzi con due biglietti da cinquanta sterline nella borsa, la giovane attrice, determinata a cavarsela da sola, inizia la sua avventura in città.
Maldestra e impacciata, sempre attenta a non farsi riconoscere - la sua "arma segreta è l'intervento chirurgico al frenulo naso-labiale che le consente di deformare la faccia" -, in sella a una bicicletta Brittany affronta i lavori che Ms. Cropper del centro per l’impiego le offre e che lei entro tre giorni puntualmente perde.
Dopo l'ultimo, Ms. Cropper è furiosa. 

«Quando mi hanno telefonato, - continuò, - per riferirmi del pannolino, ho pensato “a questa ragazza non resta che un sussidio, tipo credito universale, da integrare con qualche corsa da rider, con Deliveroo... Mi ha detto che la bici la sa usare...” Questo ragionamento, mi sono fatta. Dunque, povera scema, mi metto al computer, mi do da fare per il sussidio e cosa ti scopro? ...Che sei sposata!!! - mi mise un foglio sotto il naso. - Altro che fidanzato disoccupato e ubriacone!»

A "Fernsby Park - Moretonhampstead - New Abbot, Devon" - il suo indirizzo di moglie del signor Fairfax Fernsby -, dove si è recata per chiarire la situazione, Brittany scopre di essere appena diventata vedova, non di uno sconosciuto, bensì del vegliardo proprietario della Rolls incontrato, con il nipote - la mummia - al suo arrivo a Londra. 
Durante la cerimonia funebre, vicino al feretro, dalla parte opposta al gruppo dei partecipanti, vede un giovane alto, dai capelli biondo carota e di aspetto molto ragguardevole, e due ragazze che gli assomigliavano parecchio, vicine tra loro e lontane da lui, il probabile erede.

Era alto, elegante, molto muscoloso, impeccabile. La pelle diafana era dorata dalle lentiggini sul naso, i capelli biondo fulvi erano quasi a zero sulla nuca, la barba, sebbene rasata alla perfezione, si rivelava da un’ombra rosso cupo sotto pelle, lo sguardo brillante era molto scuro. Chissà di che colore erano gli occhi. Mi leccai le labbra.
Un ricciolo ribelle gli scese sulla fronte, mentre annuiva in direzione del pastore.
Il religioso gli aveva appena dato la parola. L’erede aprì allora la bocca e un brivido mi si arrampicò lungo le gambe e restò sotto il mini-abito, dalle parti basse.
Aveva una voce così bella! Cavernosa, il timbro che ti dà una scarica alla spina dorsale. Se non fosse stato che arrotolava le consonanti alla perfezione, avrei detto che ricordava il vocione della mummia nel parcheggio. E tuttavia, proprio in quell’istante, doveva aver aver detto qualcosa di male, perché fu interrotto da un mormorio irrispettoso.

A soli trent’anni, Algernon Bacchus Fernsby - Bacchus!?! “Algernon Bacchus Fernsby”! Ci credo che sembrava essersi mangiato la scopa! -, rimasto troppo presto orfano insieme alle sorelle, Claire, ventiseienne enologa e sommelier, e Stephanie, esuberante sedicenne alle superiori in un college di Londra, è oppresso dalle responsabilità. Rigido e compassato, bacchettone, ha un solo obiettivo: riconvertire la Fernsby Dynamics, la società di famiglia che per tradizione produce armi da guerra pesanti e per questo è fortemente osteggiato.
Algernon conduce una vita stressante, priva di leggerezza, al contrario del nonno prende tutto troppo sul serio. L'incontro con Brittany, caotica e sognatrice, stravolge la sua vita rigorosamente pianificata.
Brittany è un tornado, vede il mondo attraverso lenti rosa mentre prova a vestire i panni di una ragazza normale - Una diva della TV che si incaponisce a voler fare la ragazza normale -, ostinandosi a non chiedere aiuto alla famiglia. 
Ha un buon rapporto di amicizia con Poppy - Maeve nella serie -, l'unica persona che contatta durante il periodo lontano dal set a dalla famiglia.

Era un modo di vivere così strano, il nostro, che gli amici finti diventavano veri e poteva sembrare normale doversi sposare il figlio della coppia nemica nella fiction dei miei genitori finti, peraltro anche veri e amici veri dei nemici finti.

Ma a ventitré anni Brittany cerca l'amore vero ed è determinata a trovarlo.
Intelligente e sagace, non perde il coraggio di fronte alle difficoltà alle quali va incontro, affronta l'ignoto e, all'occorrenza, cerca ispirazione nel suo vissuto.

A confronto con gli scenari di legno degli studi di Digbeth, a Birmingham, lì a Londra i muri erano proprio muri. I mattoni veri mi mettevano l’ansia. Tutto era solido e rischiavi di graffarti o rimediarci un livido, se ci sbattevi contro. E c’era il rumore delle auto.

È fissata con il suo posteriore, il culotte de cheval per il quale, secondo gli articoli pubblicati dai giornali, sarebbe fuggita per un intervento di liposuzione segreto.
La normalità è una scoperta affascinante.
Ophelia Keen racconta la sua storia attraverso gli occhi della sua giovane e bellissima protagonista. Come in un palcoscenico, i protagonisti sono attori di una sceneggiatura brillante.
L'ironia, caratteristica di questa brava autrice, scandisce le pagine mentre le descrizioni accurate e attente rendono assolutamente vivide e reali le scene descritte, come la prova dei vestiti da vedova nel negozio di abbigliamento vintage.

Volli perlustrare il negozietto e scelsi dagli appendiabiti un paio di tailleur avvitati anni sessanta e un abito dello stesso stile ma senza maniche, in completo con un soprabito trequarti. Feci la prova di tutto e riscontrai che sembravo mia nonna.
Ma erano carini! Poi passai al pezzo forte e quando mi specchiai, mi uscì un sorriso di trionfo.
Ero la cugina bionda di Morticia! 

O, durante i preparativi del ricevimento all'esterno della residenza, quando il tempo instabile provoca scrosci repentini.

Lavorammo per tutto il giorno, riparandoci nel padiglione quando pioveva ed esplodendo in tutte le direzioni nel parco appena smetteva.

Mi è parso di vedere le persone scattare e prendere tante direzioni diverse.
Mi sono letteralmente sbellicata dalle risate nelle situazioni assurde in cui cade Brittany - la scena con Algernon tra le sculture bizzarre nel giardino di Fernsby Park e il dialogo con Abdurachman, o la ciocca di capelli nel latte sono piccoli esempi -, nella sua ingenuità rivela l'autenticità che la contraddistingue, è vera.
Nel libro non mancano però anche momenti intensi: paura, tensione, comprensione empatia si alternano a situazioni esilaranti, e quando tutto sembra perduto Brittany tira fuori Amanda, la Guerriera che è in lei.
In un caleidoscopio di personaggi, ognuno con il suo particolare ruolo, la storia si svolge tra battute e colpi di scena fino all'epilogo, agognato ma non scontato.
Il libro, scritto bene e ben strutturato, permeato di ironia sottile e raffinata, è bello e divertente e lo consiglio caldamente.


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