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venerdì 13 luglio 2018

"L'ANGELO DELLA MORTE" di Lida Deghkhadirian



Buon pomeriggio amici lettori!
Per gli amanti del genere paranormal, segnalo "L'angelo della Morte" di Lida Deghkhadirian, secondo volume della serie "Scythes of death"






Autore: Lida Deghkhadirian
Serie: Scythes of death Vol.2

Genere: Paranormal romance

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 12,48

Pagina autore: Lida Deghkhadirian Autrice 





TRAMA:

Alessandra è una detective della polizia di San Francisco che fugge dai traumi del suo passato, ma l'angelo della morte Hector ha bisogno del suo aiuto per poter estinguere per sempre l'esistenza di Xeni, ex angelo della morte, colei che é la causa della dipartita della migliore amica di Alessandra. Seppur riluttante, Alessandra accetterà di aiutarlo, ma i due riusciranno a sconfiggere il loro nemico e ad evitare che l'attrazione che provano l'uno per l'altra si trasformi in qualcosa di più?



BIOGRAFIA:

Lida Deghkhadirian è nata a Cava de’ Tirreni nel 1992. Studentessa nella facoltà di Lettere e Filosofia all’università Federico II di Napoli. Ama leggere libri, manga, partecipare alle fiere medievali e ai comicon. Una sua scheggia è stata pubblicata in Schegge per un Natale Horror 2015 dal sito Letteratura Horror. Nel 2017 ha pubblicato il primo libro, Phantom, della trilogia "scythes of Death". L'angelo della morte è il secondo libro.






DICE L’AUTRICE:

Per questo secondo libro mi sono basata solo sull'esterno. I personaggi dicevano ciò che facevo e io scrivevo. Nel farlo sono stata nel completo silenzio, niente musica, niente film di sottofondo. Il silenzio più assoluto. Senza contare le innumerevoli ricerche per far coincidere le date con gli avvenimenti. È stato come usare una macchina del tempo e mi sono divertita moltissimo.








BREVE ESTRATTO:


Non potevo più sentirla così devastata e, spinto da un impulso irrefrenabile, le alzai la testa e la baciai. Le sue labbra erano morbide e calde. A causa delle lacrime sentivo anche un leggero sapore salato sulla lingua. Le strinsi le spalle a me mentre con la mano libera godevo nel sentire quei capelli così morbidi nella mano. A malincuore mi staccai dalle sue labbra, ma continuai a tenerla stretta a me. 
“Basta ora. Non è colpa tua. Non potevi fare nulla per salvarlo. Continuando a darti la colpa in questo modo non fai altro che rendere disonorevole il suo sacrificio. È questo quello che vuoi? Vorresti che dall’aldilà si penta per la sua azione o che ne sia orgoglioso? Che veda che stai combattendo per la tua vita?” 





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