sabato 13 agosto 2022

RECENSIONE "LA FINE DELLA COSCIENZA?" di Gianluca Ciuffardi e Tommaso Perissi

 

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Recensione: "La fine della coscienza? Dalla mente bicamerale all'intelligenza artificiale" di Gianluca Ciuffardi e Tommaso Perissi, edito Golem Edizioni. 
A cura di Silvia Iside.


Autori: Gianluca Ciuffardi e Tommaso Perissi

Genere: Saggio

Casa editrice: Golem Edizioni

Disponibile in formato cartaceo a € 20,90

Contatti autoriGianluca Ciuffardi - Tommaso Perissi



TRAMA:

Gli autori approfondiscono alcune tematiche relative ai fenomeni paranormali con rigore scientifico, per indagare come funziona la coscienza umana in circostanze particolari. Senza escludere del tutto la possibilità che certi fenomeni strani (esperienze di premorte, percezioni extrasensoriali, etc.) esistano, pur riconducendoli a un discorso più ampio sull'evoluzione della coscienza, a partire dagli studi sulla mente bicamerale di Jaynes. Analizzando con sguardo critico i più recenti progressi nel campo delle neuroscienze e dell'intelligenza artificiale, i due autori ipotizzano che la coscienza sia un fenomeno relativamente recente dal punto di vista evolutivo, che l'eccesso di automazione del mondo moderno sta mettendo in crisi, inibendo processi mentali vecchi di millenni. Tanto da essere diventata un intralcio in molte situazioni della vita quotidiana e lavorativa. Una crisi che potrebbe sfociare in una modalità di pensiero robotico, che si limita all'esecuzione di istruzioni impersonali come se fosse un algoritmo, in maniera simile a quanto accadeva più di duemila anni fa, quando le voci immortali degli dèi ispiravano le gesta degli eroi omerici. Si avverte quindi la necessità di ritornare a un nuovo Umanesimo, affinché la bellezza e la meraviglia suscitate da ciò che ancora non conosciamo possa guidarci alla scoperta di noi stessi e dell'Universo del quale facciamo parte.


Ci ho messo un po’ a leggere questo libro, in quanto l’argomento necessita di attenzione ed è sicuramente un lavoro prezioso, scritto con grandissima cura. Si vede un minuzioso lavoro di ricerca, in questo saggio che s’interroga e risponde, con dati scientifici, sulla possibile fine della nostra coscienza. Per farlo prende come punto di partenza frasi di Harry Potter in alcuni capitoli e s’inoltra in argomenti attuali e di certo interesse. Il terrore della pandemia, l’invenzione di androidi dalle sembianze umane che si vorrebbe far perfino lavorare al posto nostro, la DAD, lo Smart working e tutte quelle altre stupende trovate che ci rendono ogni giorno più androidi e meno umani, volendo usare un’ironia oscura.
Nel passato i nostri cervelli erano bicamerali, e con questa dicitura gli autori spiegano quel contatto con un universo che non è affatto un mondo indipendente ed estraneo all’uomo e tanto meno qualcosa di inesistente, come qualcuno ha teorizzato. E qui sono d’accordo, la realizzazione di Opere come gli scritti di Omero e le Piramidi, è tutt’altro che qualcosa di provenienza aliena, come molti Fanta-storici vanno teorizzando.

Sulla base degli scritti tramandati dalla tradizione greca, la posizione di Jaynes consiste nel concepire la mente bicamerale, la prima forma di coscienza umana, come una facoltà che raggiunse il suo apice circa tremila anni fa con l’invenzione della scrittura in varie parti del mondo, per poi declinare in coincidenza con l’avvento delle prime città stato greche (polis), quando cominciò ad affermarsi un modo di pensare improntato alla razionalità, lo stesso che usiamo ancora oggi.

Come ho detto sopra, l’argomento è complesso e diramato e non si può in una recensione racchiudere un elenco di tutti i temi e le curiosità in esso contenuti, però ne porto un’altra che mi ha molto colpita.

Proseguiamo la nostra carrellata di evidenze scientifiche che mettono in crisi la visione consolidata della mente e del cervello, occupandoci di una sindrome psichiatrica rara e decisamente inquietante, quasi fosse uscita dalla penna di uno scrittore come Lovecraft o dall’immaginazione di un regista di film horror come Romero. Si tratta della sindrome di Cotard, la quale crea in chi ne affetto la convinzione delirante di essere morto, spingendolo a smettere di nutrirsi e ad allontanarsi dalla propria vita quotidiana in quanto non più appartenente alla comunità dei vivi. 

I pazienti da essa affetta si convincono talvolta di emanare odore di cadavere, passano infinite ore nei cimiteri. Anche se è stato appurato che non è indipendente un tale disturbo, ma è connesso con altre patologie, per esempio la schizofrenia.
Lo consiglio a chi ha passione per la scienza e le scienze psicologiche, ma anche a chi è attratto dall’occulto e dal mistero e vuole approfondire la sua conoscenza del nostro cervello e anche di alcuni fenomeni, come le cosiddette esperienze di premorte. Ci sono storie davvero belle nel volume.


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