venerdì 25 agosto 2023

RECENSIONE "DANCE DANCE DANCE" di Murakami

 

Buongiorno follower, buon venerdì!
Luca Bandini ha letto per noi "Dance dance dance" dell'autore Murakami, 
edito Einaudi Editore.


Autore: Murakami

Genere: Narrativa contemporanea

Casa editrice: Einaudi Editore

Disponibile in ebook a € 7,99
E in formato cartaceo a € 14,25

Contatti autore: Facebook



TRAMA:

Il protagonista, un giornalista free lance costretto dalle circostanze ad improvvisarsi detective, si muove tra cadaveri veri e presunti attraverso una Tokyo iperrealistica e notturna, una Sapporo resa ovattata da una nevicata perenne e la tranquillità illusoria dell'antica cittadina di Hakone. Una giovane ragazza dotata di poteri paranormali, lo accompagna nella sua ricerca. Ma troviamo anche una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto, a Honolulu, dove sei scheletri guardano la televisione.
Esiste un collegamento fra tutte queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento. L'unico modo per trovarlo è non avere troppa paura, e un passo dopo l'altro continuare a danzare. 

Il protagonista (senza nome) è un trentaquattrenne, giornalista di basso livello, giunto a un’impasse. Reduce da un divorzio, abbandonato da tutti, smette di planare indolente sui suoi inciampi e inizia finalmente a “sentire” con un abbozzo di autocoscienza, grazie al quale riesce a porsi le giuste domande.
Le risposte va a cercarle istintivamente in un anonimo albergo di Sapporo, il Dolphin Hotel, teatro di una bizzarra avventura avvenuta qualche tempo prima (e narrata in Nel segno della pecora).
L’avvenimento scatenante è la scomparsa di Kiki, una squillo di lusso, l’unico essere umano con cui egli è riuscito a instaurare un legame profondo, malgrado la frequentazione sporadica. Sono in particolare le sue misteriose apparizioni nei sogni a smuoverlo, a fargli desiderare di venirne a capo.
Seguiranno l’incontro con Yumiyoshi, la receptionist dell’hotel, Gotanda, un amico d’infanzia divenuto una star del cinema, e con Yuki, una tredicenne problematica e dotata. E ovviamente con il misterioso uomo-pecora, in una dimensione parallela, sospesa, al tredicesimo piano dell’albergo.
Il protagonista è il classico perdente di Murakami, apparentemente aperto a tutto perché in fondo interessato a niente, rassegnato a un’esistenza grigia, incompatibile con la speranza, privo del coraggio necessario a vivere. È l’impossibilità di individuare un fine ultimo, un principio guida a cui consacrarsi, la causa della paralisi. In assenza di uno scopo alieno agli stereotipi sociali, si finisce intrappolati nel dualismo vincente-perdente e ci si consacra a montargli attorno la scenografia adeguata a sorreggere l’illusione. Altrimenti si resta esclusi, tormentati dalla consapevolezza di non aver accesso alla vita autentica.
Ma forse il segreto consiste proprio nel non porsi delle domande.

«Ma cosa devo fare allora?»
«Danzare,» rispose, «continuare a danzare, finché ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. […]» 
«Danzare è la tua unica possibilità,» continuò «devi danzare, e danzare bene. Tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. Se lo fai, forse anch'io potrò darti una mano. Finché c'è musica, devi danzare!»

Uno dei migliori libri di Murakami, caratterizzato dal classico surrealismo e da uno stile, al solito, preciso e scorrevole.
NB: Dance dance dance segue gli avvenimenti narrati in Nel segno della pecora, ma è una storia leggibile in modo indipendente; anzi, suggerisco di leggerlo per primo, per aumentare suspense e mistero. Ma questa è una cosa mia.


Nessun commento:

Posta un commento