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martedì 28 marzo 2017

RECENSIONE "ORGOGLIO E PREGIUDIZIO" di Jane Austen


Buon pomeriggio follower!
Vi lascio con la recensione di Luc Cel al libro di Jane Austen, un classico intramontabile 😊





Titolo: Orgoglio e pregiudizio
Autrice: Jane Austen



Ci sono innumerevoli edizioni tra cui scegliere. Io ho utilizzato quella della Newton Compton, ma al seguente link potete trovare altre opzioni di acquisto 😊
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TRAMA:

Pride and Prejudice è certamente l’opera più popolare e più famosa di Jane Austen, vero e proprio long-seller, ineccepibile per l’equilibrio della struttura narrativa e lo stile terso e smagliante, ed emblematica della «cristallina precisione» austeniana. Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, lo sguardo acuto della scrittrice, sorretto da un’ironia spietata e sottile, annota e analizza con suprema grazia fatti, incidenti, parole di un microcosmo popolato da struggenti personaggi femminili, sospesi tra l’ipocrisia della società inglese dell'epoca e la voglia di un amore romantico e senza compromessi.

L'intramontabile romanzo di Jane Austen è la storia a lieto fine del sentimento che, liberato dall'orgoglio e dal pregiudizio, vince sulle convenzioni. Un microcosmo di eventi osservato da uno sguardo femminile attento e obiettivo, capace di un'ironia penetrante eppure carezzevole, un antidoto dell'intelligenza all'amarezza sempre in agguato sulla vita. 



IL PARERE DI LUC CEL:

Ho riletto con grande piacere questo romanzo, e non posso fare a meno di ripensare alla mia visita alla British library dove è situata la scrivania in cui è stato scritto dall'autrice. In queste pagine si è trasportati profondamente in un’epoca descritta in tutte le sue sfumature e convenzioni, ma sono assolutamente indegna di farne una critica come meriterebbe.
Per questa mia incapacità vi lascio la critica di: “British Critic” del febbraio 1813, che ne fa un notevole apprezzamento, ancora più notevole se pensiamo al tempo in cui è stato scritto.

Orgoglio e pregiudizio, romanzo,
in tre volumi. Dello stesso autore di Ragione e sentimento
12mo. 3 voll. 18s. Egerton, 1813.
("British Critic", febbraio 1813, xil, pagg. 189-190)
Abbiamo avuto occasione di parlare in modo favorevole dell'opera precedente di questo autore o autrice, specificata sopra, e facciamo volentieri lo stesso con la presente. È di gran lunga superiore a quasi tutte le pubblicazioni del genere che abbiamo letto ultimamente. Ha contenuti davvero eccellenti, la storia è ben raccontata, i personaggi tratteggiati e sostenuti notevolmente bene, ed è scritta con grande spirito e altrettanto vigore. La trama non presenta una grande varietà, ed è semplicemente questa. L'eroe è un giovanotto di ampi mezzi e modi eleganti, la cui caratteristica principale è l'orgoglio. L'eroina, dalla sua prima apparizione, nutre un pregiudizio molto violento nei confronti di Darcy, che una serie di circostanze ben ideate e felicemente descritte, tendono a rafforzare e a confermare. L'intreccio secondario consiste in un'attrazione tra l'amico di Darcy e la sorella maggiore della protagonista femminile; altri personaggi, di più o meno interesse e importanza, completano le dramatis personae, e alcuni di essi sono descritti estremamente bene. Via via emergono chiarimenti sulle reciproche perplessità e sulle apparenti avversioni, e i due attori principali si uniscono felicemente.
Tra i personaggi, Elizabeth Bennet, l'eroina, è descritta sempre con grande spirito e coerenza; un ritratto nel quale non sembrano esserci difetti; non è del tutto così per Darcy, il suo innamorato; la sua disinvolta noncuranza e la sua elegante indifferenza si trasformano in amore ardente un po' troppo bruscamente. Il personaggio di Mr. Collins, l'ossequioso pastore, è eccellente. Possiamo immaginarne molti simili, che considerano il patrono di rango elevato come un modello di tutte le eccellenze esistenti al mondo, e i sorrisi e la condiscendenza del patrono come la summa dell'umana felicità. Mr. Bennet, il padre di Elizabeth, ci viene presentato con un carattere in qualche misura insolito; un personaggio riservato, acuto, ironico, ma indolente, che vede e mette in ridicolo la stupidità e la sconsideratezza dei membri della propria famiglia, senza fare nessuno sforzo per correggerle. Il ritratto delle più giovani tra le signorine Bennet, le loro continue visite alla cittadina dove sono acquartierati gli ufficiali, e i risultati che ne conseguono, è probabilmente un classico esempio di ciò che può accadere in tutte le cittadine di provincia del regno.
È superfluo aggiungere che abbiamo letto questi volumi con molta soddisfazione e divertimento, e nutriamo ben pochi dubbi sul fatto che la brillante circolazione di quest'opera indurrà l'autore a tentativi dello stesso genere.


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