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lunedì 29 gennaio 2018

RECENSIONE "ANANKE" di Cristiana Meneghin



Flavia Fanelia ha letto "Ananke", il primo volume della saga "Le gemme dell'Eubale" di Cristiana Meneghin, edito Lettere Animate Editore 😊




Titolo: Ananke
Autore: Cristiana Meneghin
Serie: La saga delle gemme dell’Eubale Vol. 1

Casa editrice: Lettere Animate Editore

Disponibile in ebook a € 2,99
e in formato cartaceo a € 9,77






TRAMA:

Ambra è una ragazza semplice, testarda e follemente innamorata di Ithean. Il suo amico d’infanzia. Dopo aver vinto la Sfida per gli Hartox, si è iscritta all’Università dei Laghi del Nord ed è convinta di avere la vita sotto controllo. Ma durante il Ballo Accademico, la festa che anticipa l’inizio dei corsi universitari, incontra Arhon. E tutto sarà diverso. Arhon, nei suoi capelli color cenere e lo sguardo che sa sciogliere, è quanto di peggio Ambra possa incontrare. Ribelle, arrogante e dal fascino irresistibile. È la persona più odiosa che Ambra abbia mai incontrato, ma è anche peggio di solo questo. Arhon è un Martood e cela in sé un profondo segreto.Tra i due è odio a prima vista, eppure questo odio nasconde un sentimento molto più profondo che scatena in entrambi una passione incontrollabile e che li porterà a commettere un grave errore. Forse il più grave di tutta la loro vita. 




IL PARERE DI FLAVIA FANELIA:

Parto dicendo che il libro avrebbe bisogno di una buona ripulita, approfondita e fatta con serietà, perché la storia a me è piaciuta, ma gli innumerevoli errori, le ripetizioni, la punteggiatura carente mi hanno quasi spinta a chiudere senza terminare.
La storia di Arhon e Ambra si svolge su di uno sfondo fantasy, in un mondo quasi post apocalittico, ben delineato. Ci sono tanti nomi di razze di "esseri" che secondo me sono un po' buttate lì senza spiegazione e io ho fatto un po' fatica a capire di cosa si parlasse, tuttavia l'idea di questo nuovo universo secondo me è originale. Sembra una commistione di tante altre storie, ma rivista, a cui viene aggiunto qualcosa di nuovo.
 La storia d'amore fra due persone che non dovrebbero nemmeno guardarsi è abbastanza ben calibrata. I segreti di lui la rendono di certo più vivace, sebbene si capisca subito che ci sono delle cose non dette. Ho gradito molto la sua natura non chiara (sto cercando di restare vaga per non spoilerare e spero si capisca lo stesso), mi è piaciuta anche la sua dipendenza fisica da Ambra.
 Di Ambra, invece, vorrei dire una cosa: le sue fragilità l'hanno resa umana ai miei occhi, donandole un qualcosa che contrasta con il suo essere sempre Issima (bellissima, desideratissima, amatissima), ma a tratti le sue debolezze mi sono sembrate un po' esasperate, come se si puntasse quasi a fare provare pena per la protagonista più che immedesimarsi. È bellissima, intelligentissima, ma non sa mettere i piedi uno dietro l'altro perché cade e si fa male... capisco la fragilità fisica, la sua disabilità - come viene chiamata nel testo - ma esagerare certe situazioni la fa quasi rientrare negli stereotipi della bella, con la pecca della sbadataggine... insomma, per capirci, un po' alla Bella di Twilight. Non dico che sia un errore, ma l'autrice ha un buon personaggio tra le mani e secondo me potrebbe renderlo migliore, senza farlo rientrare nella massa.
 Molto carino Pathos e il suo parlare per citazioni: l'ho adorato.
 Un ultimo appunto: durante la lettura delle prime venti pagine volevo chiudere il libro e non recensirlo. Sono contenta di essere andata avanti e non essermi arresa, perché in fondo ho letto una bella storia. 



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