venerdì 2 luglio 2021

RECENSIONE "E SE LO DICE OSCAR..." di Laura Gaeta

 

Recensione: "E se lo dice Oscar…" dell'autrice Laura Gaeta.
A cura di Daniela Colaiacomo.





Autore: Laura Gaeta

Genere: Romantic Suspense

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 12,00 o 14,99

Pagina autoreLaura Gaeta Autrice



Jaime Lentz scende a patti col proprio destino quando accetta di vestire i panni di Lola Marlène, drag queen di punta del Tits and Heels.
Abigail Spencer è una giovane nobile inglese che, pur di sentirsi libera, lascia la propria famiglia per trasferirsi in America. 
Fra boa di struzzo e cadaveri, i due si ritroveranno a dover lavorare fianco al fianco per risolvere quello che sembra un caso di omicidio. Ma cosa accadrà quando realizzeranno di essere fatalmente attratti l'uno dall'altra?
D'altronde, come dice il buon vecchio Wilde, la felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.
E se lo dice Oscar...
Contiene tracce di ironia e di suspense, seguire le modalità d'uso. 

Dico subito che il libro mi è piaciuto, molto, è originale, scritto bene e sorprendente, i colpi di scena non mancano e la fine è una vera chicca, tutto il libro lo è in effetti.
Ma andiamo per ordine e parliamo della storia.
Jaime Lentz ha una figlia che a stento conosce perché la madre e la sua famiglia l'hanno tenuta lontana da lui, da Lola Marléne, la drag queen di successo che interpreta da anni al Tits and Heels - il locale di cui è diventato socio - essendosi reinventato con un lavoro veramente insolito. E’ stato il suo socio, Arthur Prior, alias ChaCha Di Gregorio, a sostenerlo negli ultimi sette anni, insegnandogli il mestiere, dandogli i mezzi per fronteggiare la facoltosa famiglia di Madison - l'amore dei suoi diciotto anni, la ragazza con la quale ha avuto la sua meravigliosa bambina, le cui dispendiose necessità e abitudini di vita hanno decretato la fine della loro storia - e lottare per la custodia della piccola Alma - il nomignolo con cui chiamava dalla nascita sua figlia Blanche -, ora dodicenne e orfana della madre deceduta insieme al marito in un incidente: finalmente il sogno di padre diventa realizzabile e Blanche è con lui. 

Quanto è bella. E quanto è cresciuta. Mi perdo mentre rubo con gli occhi ogni suo particolare, dal nasino all’insù alla mascella volitiva. I capelli neri come i miei sono stretti in trecce che le scivolano sul petto, scoprendole le orecchie su cui ha messo delle piccole perle bianche. Gli occhi verdi come quelli della madre sono curiosi e limpidi, con uno sguardo fin troppo maturo per una ragazzina di dodici anni.
Una ragazzina che è mia figlia e che a stento conosco.

Abigail Imogen Spencer è nobile, parente di Lady D, da due anni ha abbandonato i lussi e gli agi della sua vita in Inghilterra per provare a farcela da sola, negli Stati Uniti d’America, a Boston.
Invitata alla festa di fidanzamento del suo ex, Michael Waterson, con la figlia del titolare dello studio legale dove sta facendo tirocinio, alla toilette Stronzo Michael prova a sedurla e rivela i suoi piani: fare di lei la sua amante fino alla nomina a socio dello studio legale per poi liberarsi della moglie.
Rabbiosa e delusa, Abigail beve troppo e al locale in cui si recano per finire la serata, il Tits and Heels, assiste allo spettacolo, ormai raro e occasionale, di Lola Marléne, subendo la malia del suo incredibile fascino virile e, soprattutto, esibendosi, lei stessa, in una prestazione che decreta il suo licenziamento.  
Per una serie di fortuite circostanze e la scomparsa di un cadavere, Abigail e Jaime hanno modo di incontrarsi di nuovo dando l'avvio a una complicata indagine e ad un intrigo rivelato nel finale sorprendente. 
Abigail e Jaime, all'apparenza, non hanno niente in comune se non l'amore per gli aforismi di Oscar Wilde che citano in ogni circostanza. Abigail prova una strana e intensa attrazione per Jaime che crede gay, di contro Jaime, che deve ancora lottare per la custodia di Blanche che i suoi nonni pretendono - sono ricchi e influenti e le prospettive non sono favorevoli -, anche se affascinato dalla ragazza, se ne tiene rigorosamente alla larga.
Laura Gaeta racconta la sua storia, ironica e divertente, intensa e passionale, originale e misteriosa, con uno stile fluido, invitante, e al ritmo di bellissimi e incalzanti aforismi di Oscar Wilde citati dai due protagonisti e riportati all'inizio di ogni capitolo. Racconta di amicizia, di famiglia, di amore nelle sue varie forme, e le difficoltà di chi è diverso
Ho adorato il personaggio di Jaime, per metà tedesco e per metà ispanico, le sue espressioni in lingua spagnola nei momenti di intensa emozione, la sua capacità di reinventarsi, il rispetto per l'amicizia e i legami affettivi, l'amore infinito che prova per Blanche, la tenacia con cui lotta per lei.
Abigail è una donna forte e risoluta, non si abbatte facilmente e si adatta alle circostanze. Appoggiata dal cugino William - allontanato per uno scandalo dalla famiglia, reietto - e dalla zia Violet - i suoi insegnamenti sono indimenticabili come il suo aiuto economico nel momento di bisogno -, affronta la vita decisa ad affermarsi per le sue qualità, non per il retaggio e i privilegi del mondo frivolo e dorato in cui è vissuta, non vuole essere solo la nobile ricca, priva di responsabilità e necessità materiali, al di sopra della gente comune.
Blanche è una ragazzina coraggiosa e amorevole, supporta e incoraggia il padre che adora, e dimostra una maturità ben oltre i suoi dodici anni. Le carenze affettive e le imposizioni della famiglia, snob e legata alle apparenze, in cui ha vissuto l'hanno affamata e in Jaime trova quello di cui ha avuto sempre bisogno.
Arthur Prior, in teatro, rigorosamente, ChaCha Di Gregorio, è un amico sincero e devoto di Jaime, un gay in cerca dell'amore romantico che trae soddisfazione da situazioni insolite, un supporto importante nella vita dell'amico al quale si appoggia lui stesso.
E poi c'è Prue, la migliore amica di Abigail con lo zio Greg, la sua agenzia e Masha, la sua prostituta emozionale.
È un caleidoscopio di situazioni e soprattutto di personaggi, tutti con un ruolo ben preciso, descritti accuratamente e collocati in modo magistrale in questa bellissima storia dai mille volti.
Battute originali e divertenti segnano spesso il tratto degli eventi.

Avanzo lungo la guida cercando di mantenere un’andatura fluida e composta. Anni e anni di corsi sulla postura dovranno pur servire a qualcosa, no?
«Vieni qua» mi intima all’improvviso Prue prendendomi sottobraccio, «sembri un cucciolo di giraffa che cammina su un marshmallow».
«Ma sto camminando come mi ha insegnato Miss Pritchett» biascico mentre proseguiamo verso la porta nera e lucida del locale.
«Tesoro, Miss Pritchett forse non aveva previsto il tasso alcolemico come valore aggiunto alle sue lezioni di bon-ton».

«Umpf».
Chi l’avrebbe mai detto che un verso avrebbe potuto avere così tante implicazioni?

E soprattutto c'è Oscar, "E se lo dice Oscar..."



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