domenica 31 ottobre 2021

RECENSIONE "GRAZIE PER LA BRUTTISSIMA ESPERIENZA" di Maria Letizia Musu

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Dario Zizzo ha letto per noi "Grazie per la bruttissima esperienza
dell'autrice Maria Letizia Musu. 


Autore: Maria Letizia Musu

Genere: Romance con sfumature di giallo

Disponibile in ebook a € 2,70
e in formato cartaceo a € 12,48

Pagina autoreRomanzi e Racconti 



TRAMA:

Lorenzo ha appena concluso una relazione importante. Dopo tre anni di convivenza, Carla lo ha lasciato. Non cerca una nuova storia e tutto ciò che chiede è starsene da solo per un po', cercando di dimenticare la donna che ha amato.
'Lei mi amava ma decideva di lasciarmi, con sofferenza e la consapevolezza che io non potevo darle quello che voleva; io, d'altro canto, ero costretto a terminare un rapporto che dal mio punto di vista andava a gonfie vele.'

Rebecca è alla ricerca del Principe Azzurro, crede nell'amore romantico e forse l'ha trovato: Andrea, ragazzo bellissimo e sogno segreto di qualunque donna sana di mente.
'Avevo appena dato del maniaco al ragazzo più bello della mia palestra, uno che è il sogno segreto di ogni donna sana di mente, uno di quei rari esemplari che possono anche stare zitti e le loro quotazioni avrebbero comunque un'impennata.'

L'incontro tra Rebecca e Lorenzo avviene nel momento meno opportuno per entrambi. Ma a volte il destino se ne frega dei momenti opportuni e, come dice Kafka,''l’amore è come un’automobile senza problemi, i problemi sono solo nel guidatore, nei passeggeri e nella strada''. 



Grazie per la bruttissima esperienza di Maria Letizia Musu (titolo di una vaghezza fascinosa, che insinua nel potenziale lettore una curiosità capace di trasformarlo in effettivo lettore) è innanzi tutto un bel libro, una bellissima esperienza - bellissima la citazione di Kafka, sull’amore, in apertura -, poi è anche altre cose: thriller, per via di un assassino che sceglie con cura le vittime, romance, perché parla di storie d’amore, umoristico, ad alta gradazione umoristica, perché la vena della scrittrice sembra senza fondo. Lei porta il suo eclettismo - la sua esperienza in diversi generi letterari - in quest’opera, ambientata a Cagliari, la cui protagonista femminile è Rebecca, commessa, che vive con Mattias, coinquilino gay (mi ricorda l’equivoco della serie TV Tre cuori in affitto) e parrucchiere, ma questo la proprietaria del loro appartamento, la signorina Fadda, non lo sa, e le rinfaccia di vivere nel peccato. 
Rebecca, incontrerà Lorenzo, il protagonista maschile, reduce da una relazione con Carla, finita per via del suo scarso coinvolgimento; lui ha un amico che esce dalla stessa esperienza, anche se continua a vedere l’ex un po’ ovunque e soprattutto la separazione l’ha ridotto a uno stato letargico, a uno zombie praticamente.
In quest’opera ho praticamente apprezzato tutto, i personaggi tra le altre cose, anche quelli non di primo piano, tipo suor Clementina, direttrice della sua scuola, che così la Musu presenta: 

Alta quasi uno e novanta, con le maniche dell’abito sempre rimboccate che andavano a mostrare avambracci da coltivatore diretto. Mai nome fu meno adatto di quello della suora, che avrebbe dovuto averne uno che la rappresentasse meglio, che so, Sandokan.

L’ironia (caustica) permea la personalità di Rebecca, ma non difetta pure ad altri, a Lorenzo per esempio, capace di scherzare perfino sulla morte, come quando rivede, dopo tanto, un inquilino del palazzo dove abitavano i suoi, e notandone l’aria triste, pensa: 

Perché non avevo nessuna voglia di conoscere la ragione della tristezza del signor Picci. Sarebbe stato fantastico se le uniche confidenze che avrei potuto ricevere da lui fossero le ultime notizie sulla sua prostata che non funzionava come doveva, ma temetti che la ragione della sua aria mesta fosse un’altra.

Ma allo stesso Mattias il senso dell’umorismo non fa difetto e di fronte a Rebecca, dopo averle tagliato i capelli, dice che se non gli piacessero gli uomini le chiederebbe di uscire oltre al nome del suo parrucchiere.
Il finale è degno di Eraclito o di Riccardo Pangallo, se qualcuno ricorderà una trasmissione della Fininvest degli anni ’80: Chi non s’aspetta l’inaspettato, non scoprirà la verità.
Insomma, per concludere, possiamo dire che mai titolo fu più infedele: bisognerebbe dire, a Letizia Musu, “Grazie, per la bellissima esperienza”. 


Nessun commento:

Posta un commento