giovedì 24 novembre 2016

INTERVISTA A FEDERICO SENATORE

Buonasera follower!
Oggi, il gruppo delle harmonyne ha avuto il piacere di ospitare Federico Salvatore, giovane e promettente autore. Federico si è reso disponibile a rispondere a tutte le domande delle harmonyne e ha donato una copia cartacea del suo romanzo "Dovunque mi trovi, parte del mondo" facendo la felicità di una harmonyna, anzi del marito di quest'ultima... ;)


Di seguito, parte dell'intervista che ci ha rilasciato, il resto  lo troverete tra i file del gruppo :)

INTERVISTA:


1) Raccontaci qualcosa di Federico :) Parlaci del percorso che ti ha portato a essere quella che sei oggi.

Oggi, più che mai, sono un cantiere aperto: ho appena compiuto il 23esimo anno di età!
Sono state le piccole cose a farmi progredire … e regredire.
Il mio percorso? Non è un cerchio, è un ellisse: i suoi due fuochi sono la paura e il desiderio.
Desiderio e paura sono il mio carburante: scatenano in me prudenza e adrenalina. Da queste scaturiscono vita … e storie. Ne sono consapevole, ma spesso ne sono ugualmente vittima … In parte, mi sento ancora adolescente.


2) Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

 Sicuramente, nasce dall’amore per le storie: aggiungono vita alla vita.


3) Come vedi il futuro dell'editoria? Self o CE? E-book o cartacei? E tu cosa preferisci?

Credo che il cartaceo rimarrà il principale punto di riferimento, almeno quando si tratta di narrativa e poesia.
Personalmente, preferisco il cartaceo: è un oggetto, dà fisicità alla storia, è importante decidere dove conservarlo o, più in generale, che farne.
Sono contento che la tecnologia, della quale, tra l’altro, sono studente e sostenitore, contribuisca allo sviluppo di forme alternative di editoria.



4) Genere storico, paranormal, erotico... Scelta dettata dal mercato? Quanto può condizionare?

Possiamo convenire che Dovunque mi trovi, parte del mondo è anzitutto un libro ascrivibile al genere della Memoria e azzardare che appartenga al sottogenere della “memoria ritrovata”: io, infatti, documentandomi e, soprattutto, scrivendolo, ho ritrovato l’esperienza esistenziale di mio Nonno, mi ci sono identificato … e le nostre esperienze si sono intrecciate, fuse in un unico romanzo di formazione adolescenziale.
Il mercato, in realtà, mi ha poco influenzato e di questo sono grato all’Editore, che ha creduto più nella storia che nella forma.


5) Perché la gente dovrebbe comprare il tuo libro?

Perché è una duplice storia vera, perché è un confronto continuo e perché vi è sublimata l’adolescenza, coi suoi sogni e i suoi disagi, con le sue spinte autodistruttive e costruttive.
Perché è un libro che mostra, più volte, gli effetti di paura e desiderio … Non sono questi i cardini della vita, soprattutto quando si è giovani? 


6) Faresti mai compromessi per arrivare al successo?

Sono un ingegnere: il compromesso è la nostra arte. Tuttavia – ed è questo il bello dell’Ingegneria – dev’essere un compromesso “efficiente”, cioè che non crea problemi a nessuno … altrimenti, va da sé che non funzionerà. 


7) Il tuo sogno nel cassetto.

Godermi la vita in un mondo senza problemi economici e ambientali: in passato avevo paura che soluzioni a tali problemi non esistessero e, in qualche modo, sentivo doveroso escogitarne di mie; tuttavia, le soluzioni esistono già … Che grande sollievo! 
Ora mi sto impegnando per avere un ruolo nella diffusione del fotovoltaico. 


8) Parlaci del tuo ultimo lavoro.

La chiave di lettura più potente è questa: Dovunque mi trovi, parte del mondo è un parallelismo tra le motivazioni adolescenziali del Nonno e le mie.
Voi stessi potrete leggere e valutare gli effetti delle varie scelte – prese perché spinti da desiderio o paura; accomunate, però, da un conseguente, lungo periodo di attesa …
Quanto tempo, infatti, passa nell’attesa che si realizzino i nostri sogni, una volta che li abbiamo concepiti?
Può esserci un’attesa “attiva”?
Può diventare, l’attesa, una trappola per lo spirito?
Forse che è nell’attesa che davvero impariamo qualcosa?


9) Progetti per il futuro?

Sì, tanti, perlopiù lavorativi.
Scrivere mi ha chiarito le idee, svelato alcuni meccanismi passionali che possono ostacolarmi, spronato a lavorare e migliorare. 


10) Quanto è importante per te l'amore? Credi che nella vita reale esista il lieto fine?

Sì, perché varie storie lo testimoniano.
L’amore è molto importante e, come potrete constatare leggendo, riempie tanto l’esistenza da essere il principale fine che, nel romanzo, ci accomuna.

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