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giovedì 9 febbraio 2017

INTERVISTA A MONICA MARATTA


Buongiorno follower!
Eccoci arrivati al nostro consueto appuntamento con le interviste del giovedì. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Monica Maratta 😊
Leggete l'intervista che le abbiamo fatto e poi, se avete piacere, fate un salto nel gruppo delle harmonyne. Potrete scoprire qualcosa in più sulla nostra ospite 😊






INTERVISTA A MONICA MARATTA:



1) Raccontaci qualcosa di Monica :) Parlaci del percorso che ti ha portato a essere quella che sei oggi.


Nel mio piccolo, credo di essere l’esempio che, quando mossi dalla passione, nulla è impossibile. Mi spiego: sono una mamma lavoratrice, ho due figli ancora non grandi e il mio lavoro full time è di educatrice di asilo nido. Aggiungendo anche il ruolo di casalinga, scrivere diventa, per me come molte di voi, un’impresa ardua. Nonostante tutto non voglio mollare e non mi arrenderò mai, a costo di dover scrivere la notte! Sono un’autodidatta, ho un diploma di maturità e non ho frequentato né corsi di scrittura, né ho collaborato nelle testate giornalistiche. Lo so, non mi sto facendo una bella pubblicità ma lascerò giudicare il lettore. Sono consapevole di dover imparare molto e migliorare e voglio ringraziare le due Editor freelance che mi hanno seguito finora.

 2) Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura nasce sin dalla seconda infanzia. Quando frequentavo le scuole elementari mi dilettavo a scrivere buffe poesie su di un quaderno che mia madre custodisce gelosamente. Spesso lo tira fuori durante le cene di famiglia e lo legge, con mio enorme imbarazzo, tra le risa dei presenti. Non li biasimo quando una bambina inizia una poesia con “Orsù dunque”, atteggiandosi a grande poetessa e sono la prima a sbellicarsi dalle risate.

 3) Come vedi il futuro dell'editoria? Self o CE? E-book o cartacei? E tu cosa preferisci?

Secondo me possono convivere in modo parallelo. Ci saranno sempre lettori propensi all’innovazione e altri affezionati al vecchio libro di carta, dalle pagine profumate e piacevoli al tatto. Personalmente leggo in tutti e due i modi, preferendo il cartaceo quando si tratta di un saggio storico, di un classico o un libro a cui tengo molto. La mia esperienza è stata l’autopubblicazione  di una breve novella rosa che poi ho rescisso dalla piattaforma, avendola riscritta in versione romanzo, più approfondita. E’ stata piacevole anche se poi ho voluto sperimentare la pubblicazione con una Casa Editrice. Credo che continuerò a usare entrambe, ognuna delle due opzioni ha i suoi vantaggi. Ho avuto la fortuna di capitare con un buon Editore e finora ne sono molto soddisfatta.


 4) Genere storico, paranormal, erotico... Scelta dettata dal mercato? Quanto può condizionare?

Sembra che stia condizionando molto il mercato e non sempre è sinonimo di qualità, tuttavia non mi sento di generalizzare dicendo che un genere ha più spessore di un altro, in quanto dipende dalla bravura e dal talento della scrittrice. Il guaio è che alcune grandi Case Editrici, puntando molto sulla commerciabilità di un testo, preferiscono pubblicare un nome noto della tv il cui libro magari lascia molto a desiderare ma si rivela fonte di grande guadagno.

 5) Perché la gente dovrebbe comprare i tuoi libri?

Non sono Elsa Morante ma una piccola aspirante scrittrice esordiente, quindi aiutatemi! No scherzo, sono solo una persona molto sensibile che ama guardare nel cuore della gente e non soffermarsi alla superficie. Nei miei libri i sentimenti puri, le difficoltà della vita, l’altruismo, la fanno sempre da padroni.

 6) Faresti mai compromessi per arrivare al successo?

Non sono una persona ipocrita, anche se ho molti difetti, quindi rispondo che dipende dal compromesso. Rifiuterei solo se mi venisse offerto un compromesso il cui prezzo da pagare sarebbe quello di calpestare e infangare una collega. Questo no, mai! L’onore e la coscienza per me vengono prima, finora con le altre scrittrici ho sempre cercato la collaborazione e, in quelle simili a me, l’amicizia.

 7) Il tuo sogno nel cassetto.

Prima di tutto veder crescere i miei figli e guidarli all’età adulta, un lavoro che mi consenta sempre di vivere serenamente e continuare a scrivere fino alla vecchiaia!

 8) Parlaci del tuo ultimo lavoro.

Al mio ultimo lavoro tengo davvero molto perché è un dono d’amore per la mia nonna defunta. In realtà, leggendolo, ogni lettore può ritrovare i suoi nonni e le tragedie vissute nella loro epoca, come la dura vita dei contadini degli anni 30, il diffuso analfabetismo, le malattie e le guerre! Il titolo “Come fiori tra le macerie” ha un preciso significato: il paese di mia nonna è ubicato sotto Montecassino, teatro dei tragici bombardamenti degli alleati americani che speravano di distruggere la linea difensiva tedesca denominata Gustav. In quell’attacco oltre a demolire l’antica Abbazia di Montecassino, il paese di mia nonna è stato raso al suolo al 95%, provocando moltissimi morti. Tuttavia la gente del luogo, d’animo forte, ha saputo rinascere e ricostruire, come fiori tra le macerie. Quindi il mio libro è anche un messaggio di ottimismo, perché nonostante le brutture della guerra, la vita sarà sempre più forte della morte! Nel romanzo ho aggiunto una tenera storia d’amore, dal sapore antico e ingenuo di quei tempi. Mia nonna diceva sempre che sulla sua vita si sarebbe potuto scrivere un romanzo, lei donna forte che in quegli anni ha sfidato i pregiudizi sociali, nella sua condizione di ragazza madre, abbandonata da quello che si proclamava il suo fidanzato, appena rimase incinta. Il personaggio di Peppino non è mai esistito ma è frutto della mia fantasia perché ho voluto regalare a mia nonna quell’uomo che non ha mai avuto. Non aggiungo altro, l’ho davvero scritto con tutto l’amore che una nipote può avere per la nonna.

 9) Progetti per il futuro?

Poter vivere di scrittura, non per un discorso di egoistico narcisismo ma perché vorrei davvero poter scrivere dalla mattina alla sera. Mi fa bene all’anima.

 10) Quanto è importante per te l'amore? Credi che nella vita reale esista il lieto fine?

L’amore è tutto, per questo scrivo romanzi rosa storici. L’amore non è quello dell’eccitazione sessuale, dei brividi dettati dall’infatuazione o dall’attrazione fisica ma è quando nonostante le difficoltà della vita, siano esse economiche o legate alla responsabilità e gestione dei figli, sopravvive perché è più forte delle rinunce che un progetto di vita comune richiede, come il non poter più fare una vacanza estiva, cene nei ristoranti o shopping nei centri commerciali e non per questo si è infelici.

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