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martedì 25 luglio 2017

"INVISIBILE" di Linda Lercari



Buongiorno follower!
Linda Lercari ci parla di "Invisibile", la sua ultima fatica letteraria 😊






Titolo: Invisibile
Autore: Linda Lercari 

Casa editrice: Bookabook

Disponibile in ebook a € 7,99
e in formato cartaceo a € 10,00

Pagina autore: Linda Lercari 






TRAMA:


Un'ondata di delitti sembra oscurare i grigi grattacieli della metropoli: un killer senza pietà falcia manager, magnati, stelle dei media, politici, signori della guerra e del petrolio, mafiosi. Uomini potenti con nemici ancora più potenti. Tutti muoiono con un colpo infallibile, preciso, in mezzo agli occhi. La firma di un sicario che nessuno riesce a bloccare, che agisce alla luce del sole ma non è visto da nessuno. Tutta la polizia lo bracca. Tutta tranne John Ross, ispettore dalla carriera spezzata, abbandonato da tutti, senza amici o parenti e solo con la bottiglia per compagna. Un ispettore dalla mente raffinata offuscata dal fuoco della rivalsa, una fiamma che arde costantemente alimentata dall'alcol. Altrove un progetto a lungo termine che ha bisogno di denaro, troppo per essere finanziato onestamente.


Queste le regole di una caccia all'uomo dall'esito inconcepibile, perché neanche l'amore può comandare una fede così grande, così totale. Fra il cemento e la notte nelle strade non c'è posto per un Salvatore, ma per una Beretta 747 stretta da un pugno... invisibile. 




DICE L'AUTRICE:


Invisibile, il thriller che non è un thriller. Una frase bizzarra che nasconde due progetti. Quando studiavo alle superiori rimasi affascinata da Pirandello e dal suo concetto di maschera. Questo mi ha accompagnata per tutto il percorso creativo e anche adesso continuo a esserne influenzata. Con “maschera e volto” ho dato vita a molti racconti e persino L'ombra di cenere altro non è che l'eterno scontro fra ciò che vediamo e ciò che è.



In questo romanzo vediamo estremizzarsi la condizione di maschera. Le persone attorno a noi hanno tutte lo stesso significato? La stessa importanza? No. Non lo facciamo certo con intenzione, ma difficilmente ci possiamo ricordare di un bigliettaio, di un lavapavimenti o di un poliziotto che passa per strada. La divisa “fa” il personaggio e in questo tendiamo a uniformare le persone per categorie.

In Invisibile un killer spietato si aggira in una cittadina americana e compie delitti importanti riscuotendo grosse somme di denaro. Nessuno lo vede anche se cammina alla luce del sole. I punti di forza dell'assassino sono una mira ineccepibile e una grande capacità di trasformarsi, di travestirsi.

Il secondo progetto è legato all'amore. Cosa si è disposti a fare per amore? Chi ormai mi segue da tempo avrà capito che questo sentimento, per me, è motivo di scelte drastiche e spesso sofferte. Per amore i miei personaggi sono disposti a tutto, anche a sacrificare se stessi. L'amore ideale non è solo per un uomo o una donna, può essere anche per le creature più indifese del pianeta.  Ed è questo sentimento che spinge una persona come il killer a compiere tali e tanti delitti. Uccidere per amore, un controsenso, forse, ma per una mente provata ed esasperata come la sua non ci sono altre vie d'uscita.


In Invisibile i personaggi principali sono tre. John Ross, un uomo affascinante, bello e dannato, la cui carriera nella polizia è stata stroncata da colleghi corrotti. Charlotte, una brutta e scialba segretaria che affronta la vita con noncuranza e pazienza e, infine, il killer. John spera di riuscire a catturarlo per riabilitare la sua posizione mentre, per motivi che neppure lui riesce a spiegarsi, si sta innamorando di Charlotte nonostante non sia bella, nonostante sia l'oggetto preferito dello scherno dei colleghi. Però la donna sa essere quello che John non è: tranquilla, serena, come se il mondo attorno a lei non fosse che poca cosa, come se il quieto vivere fosse l'unica certezza.  Di due cose John ha bisogno: l'amore di lei e poter catturare il killer Invisibile.

Edito da Bookabook il romanzo conta già circa duecento lettori che hanno aderito alla campagna di crowdfounding. La Casa Editrice seleziona i romanzi – ed è una selezione abbastanza dura costituita da tre passaggi – quindi parte con il crowdfounding. Nel mio caso sono stata supportata da un gruppo di attori molto validi del TOF -Testo Originale a Fronte – artisti attivi in Versilia che hanno letto alcuni capitoli dando vita e voce ai personaggi. 




ESTRATTO:

Continuava a non capire come potesse sentirsi tanto attratto da quella donna. Era brutta, proprio brutta, scialba e grassa. Eppure per lui era un’oasi di pace. Un porto calmo durante la terribile tempesta. Pensò che si sarebbe perso volentieri in mezzo a quegli enormi seni.
Masticò in silenzio. Biscotti. Come un ragazzino! Ah! Che ridere! Però avevano un buon sapore e lo fecero sentire meno solo, meno abbandonato.
"Buoni, grazie, ma non avrebbe dovuto disturbarsi."
Lei sorrise, non disse nulla e portò via la tazza vuota.
Tornò a concentrarsi sulla foto del presentatore assassinato. Un altro colpo magistrale, stavolta persino derisorio nei confronti della polizia. Oppure il killer aveva voluto dire che la vittima era un pagliaccio, anche quest’ipotesi non era priva di fondamento. Pensò che per quanto riguardava la scelta delle vittime era perfettamente d’accordo.
Probabilmente, se avesse potuto, gli avrebbe perfino dato un premio.
Il caffè non era sufficiente, aveva davvero bisogno di bere. Decise di uscire, due passi gli avrebbero schiarito le idee. Prese l’impermeabile e sbatté la porta con forza, non si accorse che Charlotte stava rientrando con una pratica e la travolse.
Inaspettatamente la donna fece uno scarto repentino di lato  e a finire a terra fu lui, la bocca aperta dallo stupore.
"Si è fatto male, direttore?"
L’umiliazione di essere aiutato a rialzarsi.
Balbettò delle scuse raffazzonate, poi un lampo gli attraversò la mente. Non voleva bere da solo, era la  solitudine che lo stava massacrando.
"Signorina, posso scusarmi per l’inconveniente offrendole un drink?" 
Mentre parlava si diede dell’idiota. Aveva appena bevuto il caffè che proprio lei gli aveva portato. Inoltre tutto l’ufficio, in un istante, si era pietrificato alle sue parole. Nessuno si scusava mai con Charlotte, figurarsi offrirle qualcosa.
E lei sorrise, sorrise benevola come una specie di fatina gigantesca, una sorta di Campanellino da cento chili,  e accettò.
Sembrava aver capito ogni suo bisogno, ogni suo imbarazzo.  Forse percepiva anche la sua nascente, e impellente, dipendenza dall'alcool.
"Se mi accompagna a prendere un centrifugato accetterei volentieri, sto effettivamente morendo di sete."
Uscirono dall’ufficio con mille occhi piantati sulla schiena, ma Charlotte aveva un torace così largo che avrebbe potuto reggere le frecce di mille arcieri e lo avrebbe potuto proteggere da qualsiasi attacco. Lei aveva “le spalle larghe” e non in senso metaforico. Lo testimoniava la camicetta quasi sul punto di scoppiare.
Uscirono e fu lei a voltarsi per un istante a guardare i colleghi. Un lampo breve che nessuno catturò. Un guizzo in fondo agli occhi. Qualcosa di lontano e indecifrabile, ma era qualcosa. 



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