lunedì 24 ottobre 2022

RECENSIONE "PETALO CREMISI" di Sophia Linwood

 

Buongiorno follower, buon inizio settimana!
Recensione: "Petalo cremisi" dell'autrice Sophia Linwood.
A cura di Daniela Colaiacomo.





Autore: Sophia Linwood

Genere: Historical romance

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a € 12,48

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TRAMA:

Londra, 1860
Lady Wilhelmina Lovenrose ha tutte le carte in regola per assicurarsi un promettente matrimonio: è nobile, figlia di uno dei Pari più importanti d’Inghilterra, e con una dote a dir poco principesca. Eppure, quattro Stagioni a Londra non le hanno mai procurato un corteggiatore, tantomeno un marito.
Il suo carattere chiuso e insicuro, quella mancanza di grazia ed esuberanza che ogni debuttante che si rispetti dovrebbe possedere, sono sempre stati un deterrente più che uno stimolo; per questo l’unica soluzione che le rimane è quella di chiedere l’aiuto di una nota attrice, una donna affascinante e sicura di sé che possa insegnarle a mascherare la timidezza, a risplendere piuttosto che confondersi fra le ombre sbiadite di una sala da ballo. Ma mesi di lezioni non hanno di certo preparato Mina al compito di strappare un bacio all’unico uomo che ha sempre esercitato su di lei un fascino magnetico, l’unico che risalta come una macchia di colore vivido tra il bianco immobile che la circonda.
Francis Aldridge ha una reputazione discutibile, una sconfinata sequela di vizi e una vita annoiata priva di significato; ma sotto quell’aria indolente e spregiudicata da impenitente libertino, si nasconde un uomo dal passato tormentato, lacerato da un segreto doloroso e con un futuro che sembra prossimo a compiersi e che lui rifugge in tutti i modi. Gli oneri dinastici e le trappole matrimoniali sono l’ultima cosa che desidera; eppure, nello sguardo di Mina si cela una promessa allettante, un riflesso nuovo, irresistibile come il richiamo di una sirena. E Francis scoprirà molto presto come l’innocenza, talvolta, sia la più inaspettata delle seduzioni… e la più pericolosa.
In una Londra altolocata, ammantata dai rigori dell’inverno, tra sale da ballo gelide e fumose, dove luci e ombre si confondono in un’infinita danza di bianchi e grigi, l’amore e la passione smisurata riusciranno a sbocciare come una rosa, a risaltare come il cremisi più intenso.


La luce delle candele sfavillava attraverso le gocce di cristallo smerigliato dei lampadari, avvolgendo in un lucore abbacinante l’ambiente finemente decorato, le pareti chiare a modanature dorate, le coppie che danzavano sul pavimento di legno lucido.
Francis si guardò attorno con impazienza, perlustrando la sala alla ricerca di Mina. Il desiderio che aveva di toccarla, di stringerla fra le braccia, di annegare nel suo sguardo limpido e profondo era qualcosa di potente e insopprimibile. Gli procurava quasi dolore: gli infiammava il sangue nelle vene, gli pervadeva tutto il corpo con un’intensa scarica elettrica. La voleva, la bramava, ma non come aveva voluto qualsiasi altra donna nella sua vita, per poco tempo appena, con il solo intento di soddisfare un bisogno puramente fisico. Con lei era diverso. Di Mina desiderava ogni cosa: il corpo, l’anima... il cuore.

Passione e forti emozioni. Definire bello questo libro è riduttivo. Le sensazioni espresse attraverso i colori e i profumi che sembrano emanare dalle pagine, l'attenzione ai particolari, rendono vive le scene in cui prevale il desiderio di andare oltre, oltre le apparenze, oltre la frustrazione, oltre la timidezza e l'insicurezza, l'immobilità della vita della sensibile Lady Wilhelmina Lovenrose, giovane ventiduenne protagonista di questo coinvolgente libro.

Le piaceva disegnare, dipingere, stendere colore e ricoprire di mille sfumature il vuoto niveo e piatto della carta. In quella maniera, il bianco non rimaneva mai tale, si arricchiva, cambiava, perdeva la sua statica purezza, la sua freddezza algida.

Il bianco di cui la circonda sua madre, l'inquieta duchessa di Ribblesdale, la smania di trovarle un marito e i suoi continui rimproveri, soffocano Mina, rendendola sempre più insicura. 

Sapeva da sé quanto la timidezza influisse sul proprio comportamento, e stava cercando di porvi rimedio... ma riprenderla in quel modo era esagerato e brutale. Per giunta, sua madre non aveva mai contribuito a renderla più sicura di sé. Al contrario, l’aveva influenzata con le sue ansie, le sue paturnie, i suoi giudizi e dispiaceri, aumentando il disagio che la contraddistingueva e rendendola, se possibile, ancora più impacciata e preda della soggezione.
Avvertì l’insicurezza e lo sconforto calarle addosso come una coperta bagnata e pesante che avviluppa e impedisce ogni movimento.

Stanca della situazione che vive, Mina prende un'intrepida iniziativa.
Francis Aldridge, visconte Harrwood, a trentadue anni conduce una vita da libertino avendo sporadici, e nemmeno tanto gratificanti, incontri occasionali con dame ben disponibili nei suoi confronti. Bello e ricco, è l'erede designato dallo zio materno per il ducato di Northbrook, onere che non vuole assumere, più che convinto che non si sposerà mai. 
In attesa dell'amico Christopher, il fratello maggiore di Mina, per caso incontra Mina nella serra di Lovenrose Court. 

Restò ferma, immobile, timorosa di spezzare anche solo con un respiro quell’incantesimo che li avvolgeva. Fu solo capace di fissare lo sguardo castano e rapito in quello azzurro e insondabile di lui. A distanza ravvicinata, i suoi occhi erano ancor più ipnotici, brillanti come un firmamento. Riducevano al silenzio ogni singola parola che potesse aleggiarle sulle labbra. Saccheggiavano la sua mente di ogni barlume di volontà.

Uno sbuffo di terra sulla guancia di Mina, le dita odorose di "Crimson Glorious" - magnifiche e particolari rose che lo riportano al passato -, creando un momento magico, generano un impulso insopprimibile in Francis, un gesto di tenera intimità.

Ecco, quello sguardo sì che aveva un che di particolare, quasi avvolgente. Si era posato su di lui, sondandolo con franchezza disarmante, una disinteressata, genuina meraviglia e fiducia, che l’aveva lasciato confuso, turbato. Per un istante appena, gli era parso di sentirsi diverso, di cogliere con chiarezza impetuosa ricordi, sensazioni ed emozioni nebulose, piacevoli quanto fugaci.

Mentre Mina viene travolta da emozioni sconosciute.

Restò ferma, immobile, timorosa di spezzare anche solo con un respiro quell’incantesimo che li avvolgeva. Fu solo capace di fissare lo sguardo castano e rapito in quello azzurro e insondabile di lui. A distanza ravvicinata, i suoi occhi erano ancor più ipnotici, brillanti come un firmamento. Riducevano al silenzio ogni singola parola che potesse aleggiarle sulle labbra. Saccheggiavano la sua mente di ogni barlume di volontà.

I consigli di Ariane St Étienne - una talentuosa e nota cantante d’opera, indipendente, nubile, originale sotto ogni aspetto e che, come molte altre artiste del palcoscenico, occupava una posizione poco precisa nella società - le hanno infuso coraggio e determinazione.

«Osservate ciò che vi circonda come se fosse avvolto da una luce unica, da colori e sfumature che solo voi riuscite a cogliere, a svelare. Siete sensibile, emotiva. La vostra voce si avverte appena, eppure il vostro animo mormora di continuo.»

Una situazione molto imbarazzante nella residenza londinese dei visconti di Bingham induce Mina a fare una richiesta audace alla quale segue la delusione.
In seguito, un fraintendimento genera in Mina la paura di aver compromesso la sua amicizia con Ariane ma, in realtà, crea una nuova opportunità e Francis viene travolto dalla passione.

L’eccitazione lo consumò immediatamente, raggiungendo un picco vertiginoso. Gli sembrò di essere squassato da una tempesta, da onde furiose di ebrezza che deflagravano e scombinavano ogni sinapsi.

Entrambi i giovani sono coinvolti.

La voluttà che si sprigionò da quel contatto di labbra, da quella mescolanza di respiri, sembrò rovesciare e rimettere il mondo in asse.

Nella mente e nel cuore di Mina germoglia una nuova sensazione, il cambiamento.

L’idea di riuscire a osare, di fare qualcosa di azzardato che nessuno si sarebbe mai aspettato da lei, una creatura timida e schiva, preda dell’imbarazzo, la esaltava. E tutta quell’euforia, quella nuova sicurezza di sé da poco germogliata si doveva a un bacio.

Non sarà facile, però, trovare la felicità: oltre alla reticenza di Francis ad abbandonarsi ai sentimenti, un nemico subdolo e pericoloso cerca vendetta.
Sophia Linwood racconta una storia intensa che emoziona dal profondo, il cambiamento di due giovani apparentemente molto diversi tra loro ma, in realtà, affini che vivono una passione incontrollabile e senza speranza perché Francis nasconde un segreto: l'animo tormentato, un'infanzia difficile e dolorosa che lo ha segnato nel profondo lo inducono a non impegnarsi, né con un matrimonio, né tanto meno con gli obblighi del ducato che lo zio vorrebbe imporgli.
Ho apprezzato molto i protagonisti di questo bellissimo libro, Sophia Linwood è brava a suscitare curiosità e attesa nel lettore che vuole capire le ragioni del rifiuto di Francis verso le responsabilità. Ho apprezzato anche i personaggi secondari, primo tra tutti il padre benevolo di Mina che spinge il suo "Pettirosso" - un uccello niente affatto mansueto. Ha un carattere vivace e temerario che si cela sotto insospettabili vesti - ad uscire dal nido dentro il quale si è rintanata sotto l'opprimente influenza della genitrice che, personalmente, ho detestato e solo verso la fine rivalutato. Gli amici Lucas e Artemide Fairchild - conosciuti ne Il profumo di un'estate, altro libro che ho amato molto - daranno voce alle paure di Francis e lo spingeranno a prendere su di sé gli oneri ai quali sfugge da troppo tempo. 
Scritto molto bene, rigorosamente in terza persona, il libro è molto bello, a tratti poetico nelle descrizioni, come Sophia sa rappresentare, ammaliante e appassionato, sicuramente coinvolgente e originale. Lo consiglio caldamente. 


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