giovedì 27 aprile 2017

INTERVISTA A LINDA LERCARI



Buongiorno follower!
Ben ritrovati con le nostre interviste del giovedì 😀
Protagonista di oggi è LINDA LERCARI, autrice che abbiamo già avuto il piacere di ospitare nel nostro blog e della quale abbiamo avuto modo di apprezzare i lavori.
Leggete l'intervista che le abbiamo fatto e poi, come sempre, appuntamento sul gruppo delle harmonyne per approfondire la sua conoscenza 😃









INTERVISTA A LINDA LERCARI:



1) Raccontaci qualcosa di Linda Lercari 😊 Parlaci del percorso che ti ha portato a essere quella che sei oggi.

Sono sempre stata un'accanita lettrice. Passavo interi pomeriggi con mia madre e lei mi leggeva tante cose, da allora non ho più smesso e, man mano che mi addentravo nei mille mondi rinchiusi nella carta, mi sono resa conto che avevo bisogno di qualcosa di più, volevo continuare quelle storie che tanto mi erano piaciute, desideravo ardentemente creare nuovi finali e aggiungere personaggi. Ogni romanzo è un pianeta e ora io sono immersa in un'infinita galassia fra ciò che leggo e ciò che creo.


2) Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Sono figlia di un Maresciallo di Marina Militare, abbiamo viaggiato molto e non è stato facile mettere radici. Accanto ho sempre avuto la mia amica più cara: mia madre. E' stata lei a farmi conoscere quegli amici che non spariranno mai e che rimarranno come soldatini al mio fianco: i libri. E' stata mia madre a spronarmi a scrivere e a tentare di esprimere quella fantasia che mi portava spesso a sognare a occhi aperti. Mia madre che un giorno mi disse “Scrivi, così diventerai famosa e potrai conoscere David Bowie”... Un modo come un altro per incoraggiare una figlia adolescente a mettere a frutto quello che poteva essere un talento ancora in boccio. Continuo a scrivere: per lei, per me, per chi amo. David Bowie è morto e mi spiace, è stato una fonte d'ispirazione, mi sarebbe piaciuto poterglielo dire.


3) Come vedi il futuro dell'editoria? Self o CE? E-book o cartacei? E tu cosa preferisci?

Il futuro è nero e noi scrittori siamo fatti d'inchiostro. Sono piuttosto realista, in Italia il mercato è particolarmente difficile, ma anche all'estero si sta avvertendo una certe flessione da parte dei lettori. Penso che il Self sia una scelta interessante, ma solo se supportata da una buona qualità. Gli autori non devono cedere al fascino del “tutto da soli”, ma devono cercare buoni editor e far revisionare sempre i loro lavori. Gli E-book sono un buon compromesso nel rapporto qualità/prezzo/spazio  perché va ricordato che le case sono sempre più piccole e lo spazio per i romanzi tende a mancare. Cosa preferisco? Cartaceo ora e sempre, ma anche io vengo pubblicata in e-book al momento.


4) Genere storico, paranormal, erotico... Scelta dettata dal mercato? Quanto può condizionare?

Scrivo ciò che mi piace, quello che mi appassiona e intriga. Scrivo grazie all'ispirazione, ma sono attenta alle richieste editoriali. Se un filone piace e posso esprimermi allora perché no? Questo è accaduto con il genere erotico al quale non credevo d'esser portata, ma mi sono dovuta ricredere. Non sono soggetta ai condizionamenti, ma ho una mente molto elastica. Se mi si chiede di comporre qualcosa su un certo tema che ritengo “affine” mi impegno per creare storie avvincenti e con personaggi a tre dimensioni e non semplici stereotipi. A volte mi piace giocare proprio sugli stereotipi per poi dare una svolta inedita al racconto. Cerco di rimanere fedele ai miei gusti e di non farmi condizionare.


5) Perché la gente dovrebbe comprare i tuoi libri?

Per combattere! Per avere un punto di vista diverso e per cercare una soluzione inedita. Le situazioni che descrivo sono spesso tratte dalla quotidianità, ma poi i protagonisti sono chiamati a cambiare modo di pensare e a cercare di risolvere i loro problemi in modo inaspettato. Soprattutto i miei personaggi femminili che lotteranno sempre per affermarsi e per trovare una felicità che spesso fa rima con “indipendenza”. Non sono una femminista convinta, penso che uomini e donne siano parimenti creature difficili, ma nelle mie storie le donne imparano presto a cavarsela da sole. Perché? Perché possano scegliersi il Principe Azzurro che preferiscono e non accontentarsi del primo che passa.


6) Faresti mai compromessi per arrivare al successo?

Chi devo uccidere? Scherzi a parte penso che si dia un valore eccessivo alla parola successo. Per me poter vivere dignitosamente con la scrittura sarebbe già un grande e sconfinato successo eppure si parla di poter ottenere un modesto stipendio col quale mantenere un piccolo appartamento e qualche gatto. Per questo non scenderei volentieri a compromessi. Posso lavorare sullo stile, cercare tematiche più legate al mercato, ma qui inizia e finisce il mio grado di collaborazione, oltre non potrei andare, non sarei me stessa.


7) Il tuo sogno nel cassetto.
Un film tratto da “L'ombra di cenere” oppure una graphic novel.


8) Parlaci del tuo ultimo lavoro.

Edito? Il titolo è “Il guinzaglio” e parla di un rapporto sado/maso fra il capo di una ditta di brevetti industriali e un'impiegata del tutto restia ad accettare il ruolo di sottomessa che lui vorrebbe imporle. In una scena lei si porta dietro lo spray al peperoncino. Inedito? Sto scrivendo un romanzo il cui titolo spero rimanga “Doveva essere un romanzo d'amore”  che tratta il complesso sentimento che si scatena fra due destinati ad amarsi appassionatamente e, contemporaneamente, a ferirsi e odiarsi per continue incomprensioni e varie vicende.


9) Progetti per il futuro?

Vorrei continuare con la poesia e con il teatro. Ho appena terminato la stesura a quattro mani di un testo per il palcoscenico e il regista ne è soddisfatto. Ora dovremo vedere la messa in scena.


10) Quanto è importante per te l'amore? Credi che nella vita reale esista il lieto fine?


Vivere è già un lieto fine. Ogni giorno mi alzo e spero di far qualcosa di buono. Di scrivere qualche riga, di comporre dei versi. Quando torno dal lavoro – qualcosa che non ha niente a che vedere con lo scrivere – accarezzo i miei gatti, mi prendo cura di loro, parlo dei mille progetti che ho con mio marito e scrivo. E' l'amore che mi fa andare avanti, che mi fa picchiare sulla tastiera sino ad avere le dita indolenzite. E' l'amore che mi fa leggere fino a tardi sino a che gli occhi cominciano a lacrimare. Perché l'amore è sempre bellissimo e crudele.


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