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mercoledì 17 maggio 2017

INTERVISTA A MASSIMO DELLA PENNA



Buongiorno follower!
Ospite d'eccezione della nostra giornata autore è Massimo Della Penna, scrittore di talento che non manca di farci sognare con le sue storie 😃
Leggete l'intervista che gli abbiamo fatto e poi, se desiderate approfondire la sua conoscenza, appuntamento nel gruppo delle harmonyne, dove Massimo ci farà conoscere i suoi lavori e ci intratterrà con la sua simpatia 😄😄









INTERVISTA A MASSIMO DELLA PENNA:



1) Raccontaci qualcosa di Massimo :) Parlaci del percorso che ti ha portato a essere quello che sei oggi.

Ho avuto un'infanzia di privazioni, padre assente e una madre che si spaccava la schiena per uscire dai debiti in cui ci aveva lasciati lui. Ha compensato, tuttavia, la presenza di una donna di colore che è stata la mia mamma per 13 anni, e che mi ha riempito di amore. Come già sa chi ha visto la mia precedente intervista, qualche anno fa un "amico" di vecchia data spifferò la mia identità "segreta" di blogger al mio capo che mi licenziò. Dovetti abbandonare Milano e un certo mestiere per venire a Torino a farne un altro. Da quell’esperienza è nato L’ultimo Abele, il mio primo romanzo che è la storia di quel tradimento, appunto.


2) Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

In principio fu voglia di evasione. Da quando avevo 8 anni ho sempre scritto pagine e pagine di diari, mi consentiva di non pensare troppo. Spesso romanzavo le mie giornate e oggi, quando rileggo quei diari, non so neppure più dove finisca la realtà e cominci il sogno. Il tradimento di cui sopra mi spinse, chissà poi perché, a smettere di scrivere solo per me e iniziare a scrivere per gli altri.


3) Come vedi il futuro dell'editoria? Self o CE? E-book o cartacei? E tu cosa preferisci?

Immagino che non si potrà mai prescindere dalle case editrici, se si vuole davvero puntare a lasciare un segno. Ci sono scrittori che vengono dall’estero a fare presentazioni in Italia, cosa impensabile per un self.
Quanto alla preferenza, tutta la vita cartaceo! L’e-book è comodo per i lunghi viaggi all’estero, ma quando sono a casa io il libro devo annusarlo, toccarlo, farci all’amore! E non si fa all’amore tramite un tablet.


4) Genere storico, paranormal, erotico... Scelta dettata dal mercato? Quanto può condizionare?

Nel mio caso, poco o nulla. Sono al terzo romanzo e posso dire con orgoglio che in nessuno dei tre libri che ho scritto, c’entrava alcunché il trend. Al contrario, per il primo e per Boris l’uscita del romanzo per pura coincidenza è avvenuta in contemporanea con il venire alla ribalta del tema trattato (in Boris, ad esempio, il tema è quello delle difficoltà di un bimbo autistico ad essere ammesso a scuola, e il caso di Lanciano è scoppiato poche ore dopo l’uscita).


5) Perché la gente dovrebbe comprare i tuoi libri?

Perché scrivo libri onesti, che rispettano il tempo e il denaro del lettore. Io investo molto nei miei romanzi, non ne sforno uno al mese, studio tantissimo prima di parlare di qualsiasi argomento per riuscire a dare qualcosa che sia più di una semplice storia, e quando correggo le bozze alla ricerca degli errori rileggo decine di volte, e non mi accontento di me, ma chiedo a persone di diversa estrazione e cultura di farmi da beta-reader. E poi perché sono intrisi di sentimenti, e di messaggi meta-narrativi, provo insomma a offrire qualcosa di originale che faccia riflettere, oltre che ridere e sorridere. Per l’ultimo lavoro, Boris, ho anche intervistato per mesi tre persone sulla cui storia vera è basato il romanzo.


6) Faresti mai compromessi per arrivare al successo?

Sinceramente, no. Io non cerco solo il successo; sono più ambizioso di così! Io cerco di diventare letteratura... il che è molto più difficile e non esiste compromesso che possa aiutare. 


7) Il tuo sogno nel cassetto.

Passare davanti a una vetrina Feltrinelli o Mondadori e vedere il mio libro tra le novità del momento.


8) Parlaci del tuo ultimo lavoro.

Boris è un ragazzino geniale affetto da autismo (per la precisione, sindrome di Asperger) che insegue un sogno: andare a scuola. La sua malattia, il suo mutismo e la miopia degli ispettori ministeriali che analizzano il suo caso rendono il percorso impervio. Mentre attende il suo banco a scuola, incontra Yuki, ragazzo dotato di un talento canoro straordinario. La storia di questi due amici speciali è intrecciata alle vicende di due amanti, una donna in fuga da un ex marito violento e un militare dal fisico atletico, che all'improvviso smette di rispondere alle sue lettere d'amore e pare scomparire nel nulla. 



Il volume, come il precedente “Sono solo io”, è auto-conclusivo, nel senso che è una storia autonoma, tuttavia è inserito in una tetralogia, un’opera in quattro volumi. Sarà una sorta di saga, ma ogni lettore potrà leggere uno qualsiasi dei volumi, senza necessità di leggere gli altri. Certo, leggerli tutti restituirà una immagine completa che sarà più di una semplice somma! Parlerà di metempsicosi e, ovviamente, d'amore! Nel caso di Boris, principalmente di violenza domestica e del rapporto con l’autismo.


9) Progetti per il futuro?

Pubblicare i 2 volumi mancanti della saga "Storia di uno strano", finire il libro di favole che ho iniziato, così come un libro comico sull'essere genitori, e infine diventare uno scrittispetto all’ultima intervista dell’anno scorso come vedete i miei progetti sono rimasti quasi identici :-Dore a tempo pieno! Rispetto all’ultima intervista dell’anno scorso come vedete i miei progetti sono rimasti quasi identici 😁


10) Quanto è importante per te l'amore? Credi che nella vita reale esista il lieto fine?

L'amore è tutto! Come ho scritto nel mio primo romanzo, la vita è febbre e l'amore il suo termometro. Io ci misuro la vita, con l'amore, e quando vedo poco amore, vedo poca vita. In tutte le sue forme, l'amore per l'arte, per i figli, per le foglie dell'edera sul mio balcone che quando sono illuminate dal sole mi regalano gioia, l'amore per il prossimo, per se stessi, per l'universo intero! E non credo molto nel lieto fine, ma nel lieto andare. E questo viaggio, sinceramente, vorrei che non avesse mai fine. 


1 commento:

  1. Bella intervista! La tua risposta alla prima domanda mi ha lasciata incuriosita. (Se vuoi rispondimi, altrimenti non preoccuparti se ciò che ti chiederò dovesse crearti anche un minimo di disagio)
    Un tuo "AMICO" ha rivelato al tuo capo la tua identità di blogger e ti sei ritrovato senza lavoro. Perché? Il tuo nome vero non è Massimo Della Penna? E qual è il tuo blog? Grazie

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