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giovedì 11 maggio 2017

INTERVISTA A TIZIANA LIA



Buongiorno follower!
Oggi, il gruppo delle harmonyne ha il piacere di accogliere Tiziana Lia, autrice che ha all'attivo diversi libri, uno più bello dell'altro. 
Leggete l'intervista che le abbiamo fatto e poi trasferimento di massa sul gruppo per scoprire qualcosa in più sulla nostra ospite 😃








INTERVISTA A TIZIANA LIA:



1) Raccontaci qualcosa di Tiziana :) Parlaci del percorso che ti ha portato a essere quella che sei oggi.

Fondamentalmente sono sempre restata me stessa, sebbene le prove della vita possano aver lasciato dei segni, anche se non necessariamente negativi. C’è sempre da imparare. Sono una persona positiva che cerca il buono un po’ ovunque. E nonostante tutto sono una sognatrice incallita e credo che questa sia una caratteristica che niente, durante il percorso della mia vita privata o professionale, mi potrà mai togliere.


2) Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Innanzitutto sono una lettrice da sempre. Sin da bambina divoravo libri e mi estraniavo dal mondo per immergermi nelle storie. Crescendo, e avendo una spiccata fantasia, ho avvertito l’esigenza di dare vita a qualcosa di mio, a delle vicende con eroine a volte diverse da me, un modo per sognare e vivere altre situazioni che magari nella realtà non mi si sarebbero mai presentate. Il mio cervello è sempre in fermento e non posso fare a meno di mettere tutto nero su bianco. Ho iniziato a circa 11 anni, ho smesso prima per lavoro e poi per fare la mamma a tempo pieno. Ho ripreso nel 2008 e non mi sono più fermata.


3) Come vedi il futuro dell'editoria? Self o CE? E-book o cartacei? E tu cosa preferisci?

Parto dal fondo. Ammetto che come lettrice mi sono convertita da poco agli e-book che trovo pratici perché, ovunque sono, prendo in mano il mio tablet e via! La carta stampata ha però il suo fascino. Per quanto riguarda il futuro, credo che, con la tecnologia così importante nella vita quotidiana, gli ebook prenderanno sempre più piede soppiantando quasi del tutto la carta. Basti pensare che in alcune scuole superiori i ragazzi studiano già sui tablet e i genitori devono scaricare i testi all’inizio dell’anno. Per quanto concerne Self o CE, ho visto che quest’ultime cercano nuovi autori proprio tra i self e questo a mio avviso è già una piccola vittoria del mondo self. Allo stesso tempo so che chi ha scritto da self a volte si trova stretto nel rispettare le regole imposte dalle CE. Facendo una valutazione di massima credo che il futuro sarà molto self, soprattutto se gli autori riusciranno a mettere on-line prodotti curati nell’editing, cosa un po’ complicata a volte. Tuttavia, con la dovuta dedizione, non correndo sul mercato appena si scrive la parola “fine”, ci si può riuscire. 


4) Genere storico, paranormal, erotico... Scelta dettata dal mercato? Quanto può condizionare?

Su questo argomento mi sento di dire che purtroppo molti autori a volte seguono la moda del momento e quindi c’è una grossa cerchia che si lascia condizionare. Il successo delle varie saghe della Rowling o della Meyer hanno fatto registrare un exploit di titoli di un certo genere, per non parlare del più recente fenomeno legato alle molteplici sfumature… Sicuramente ci sono autori che si ritrovano facilmente nel genere fantasy o paranormal o erotico e di rimando riescono a scrivere romanzi ben riusciti. Spero che non ci siano troppi autori o CE che invece vogliono solo sfruttare la scia, perché i risultati potrebbero essere pessimi.


5) Perché la gente dovrebbe comprare i tuoi libri?

Ecco questa è una domanda complicata. Io scrivo innanzitutto di ciò che conosco e se manco di alcune informazioni dettagliate ci studio sopra. I miei libri raccontano di vita vissuta, di vicende che alcuni potrebbero aver sperimentato in prima persona oppure conoscono per aver incontrato persone che si sono ritrovate in situazioni simili. Gli argomenti da cui traggo spunto sono attuali, anche se poi non manca la parte romantica, un po’ romanzata. Nei miei libri, inoltre, amo esprimere valori in cui credo. Cerco di snodare la trama in modo diverso dal solito, un modo originale per cui chi mi legge possa dire “ecco qualcosa di differente”. Almeno nei miei primi due lavori sono riuscita in questo intento, per il futuro spero di non cadere nei cliché. Ovviamente non critico i cliché, è solo che come lettrice io mi stancherei di leggere storie che si somigliano troppo e mi metto nei panni dei potenziali lettori.


6) Faresti mai compromessi per arrivare al successo?


No. Forse sono un po’ fissata, ad alcuni potrei apparire “bacchettona”, ma seguo dei principi e amo guardarmi allo specchio con serenità. Quando si scende a dei compromessi c’è sempre un prezzo da pagare e quello del successo, alla lunga, spesso è il più salato. Voglio fare un esempio:  se avere successo significa, per un autore, dedicare molto tempo prima alla scrittura e poi anche alle presentazioni, viaggiare e magari trascurare la famiglia, beh, io non riuscirei a farlo, perché gli affetti per me vengono prima di tutto, sono la mia forza. Il successo, poi si sa, a volte ti abbandona. E se uno negasse ciò che ha attorno per la fama e poi restasse con un pugno di mosche? No, non credo che valga la pena sacrificare ciò che si ha di più caro, sarebbe appunto un fardello troppo pesante.


7) Il tuo sogno nel cassetto.

Forse vado controcorrente ma non ho un vero e proprio sogno nel cassetto. Mi piace vivere la giornata come viene, non guardo mai troppo lontano perché ogni volta che l’ho fatto poi non sono mai riuscita a ottenere nulla. Volo basso, come si usa dire, per non avere delusioni. Alla fine mi ritrovo ad avere tanti piccoli progetti più a portata di mano.


8) Parlaci del tuo ultimo lavoro.

Posso dire senza pudore che lo amo da morire? Noi all’orizzonte è stato una piccola scommessa con me stessa e con il pubblico. Avevo il desiderio di scrivere qualcosa di diverso con un protagonista fuori dal comune e ho iniziato a immaginarmi il suo volto, pur riconoscendo che i lettori stessi forse avrebbero storto il naso. In realtà lo spunto è nato guardandomi attorno e notando che spesso tra le parole delle persone c’è molta critica, ci sono parecchi pregiudizi nei confronti di chiunque. Si guarda in maniera diversa la persona di colore, chi magari ha una situazione particolarmente disagiata in casa; la gente ride sotto i baffi se passa una persona in sovrappeso senza neppure ipotizzare che possa soffrire di una malattia, per non parlare se si imbatte in qualcuno che palesemente ha un atteggiamento effeminato…  In fondo al cuore forse la maggior parte della gente è profondamente borghese ed ecco che ho pensato a una donna come Zoe, legata alla bella vita e al lusso, ma che riscopre lentamente che è la semplicità quella che paga. Di qui, inevitabile parlare anche di quei legami che a volte ci possono incastrare in un rapporto che non regala più nulla, anzi ci logora dentro e che ad ogni costo vorremmo portare avanti per paura di riconoscere di aver fallito. Certo, qualcosa può sempre cambiare, se a cambiare in una coppia sono entrambi i protagonisti! Fabio adora Zoe, farebbe di tutto pur di accontentarla e di farle mantenere lo stile di vita che le ha sempre assicurato. Per lei commetterebbe anche una follia, ma l’amore, a mio avviso, non si compra. La protagonista entra in contatto con un centro accoglienza per giovani in un momento difficile della propria esistenza, ma come spesso accade, è proprio in certi frangenti che la vita ti sorprende. Il destino, infatti, le mette davanti Isaac, un uomo di origini ciadiane, che ha un modo completamente differente di vedere la vita, cresciuto in quel centro accoglienza che rappresenta la rinascita di Zoe. C’è uno scontro iniziale: da una parte un nero, uno fuori dagli schemi di una donna che inorridisce di fronte a tutto ciò che è diverso; dall’altra un uomo che nella propria vita desidera solo donne del proprio colore. Di fatto chi lo dice che i pregiudizi ci siano solo da una parte? E questo è un altro aspetto che ho voluto mettere in luce nel mio romanzo. Noi all’orizzonte tocca argomenti attuali come il bullismo, i pregiudizi di vario genere, l’idolo del dio denaro, ma anche i valori in cui credo: la vita, la famiglia, la condivisione, l’amore a 360° che si può ricevere ma anche donare e che va oltre a quello di coppia. Non manca neppure la saggezza che ci possono regalare gli anziani e Zoe ha tanto bisogno di consigli, soprattutto per ricostruire il rapporto con Fabio. Un personaggio cui sono molto legata,infatti, è il vecchio Sebastiano, ma anche i ragazzi che vivono nel centro accoglienza, con le loro storie, regalano un tocco di tenerezza. Uno in particolare, avrà tanto bisogno dell’aiuto di Zoe ed Isaac e terrà i due legati nella stessa ansia, costringendoli anche a superare le sciocche barriere che hanno costruito tra loro. Come nel mio precedente romanzo, anche in questo i protagonisti principali non sono ragazzini: hanno superato i 35 anni e le vicende che vivono sono quelle che potremmo vivere anche noi nella quotidianità, ma con parecchi colpi di scena (che adoro inserire) che lasciano il lettore col respiro corto.


9) Progetti per il futuro?

In fondo al cuore ne sto coltivando ben due. Uno è scrivere un romanzo con protagonisti molto diversi per età rispetto a quelli che finora ho presentato al pubblico. Vorrei cimentarmi col mondo che appartiene alle mie figlie più grandi che sono adolescenti, cercando di mettere in luce anche molti aspetti che riguardano i giovani e che spesso sfuggono agli adulti.  L’altro è rivedere uno dei romanzi che ho nel cassetto e che si può considerare un romantic suspense, perché in effetti è una storia che tiene molto col fiato sospeso. D’altro canto io adoro restare incollata alle pagine dei romanzi che leggo e amo in modo particolare quel tocco di giallo o i vari colpi di scena che si possono trovare in alcune trame.


10) Quanto è importante per te l'amore? Credi che nella vita reale esista il lieto fine?

Io credo che l’amore sia fondamentale nella vita di ognuno. Mi viene da pensare all’amore che si riceve dai propri genitori e come invece, chi non ne beneficia, ha una vita logorata nel profondo; penso all’amore che può regalare un amico, la persona con cui si cresce e con cui si condivide ogni cosa; e poi ovviamente l’amore di coppia. Sono diversi modi di amare ma tutti troppo importanti. Nei miei romanzi, e in particolare in Noi all’orizzonte, sono proprio queste molteplici sfumature dell’amore a tracciare la vera storia e credo che sia per questo che finora sia stato molto apprezzato. Per quanto riguarda il lieto fine nella vita reale, io ritengo che si riesca a raggiungerlo soltanto con la giusta dose di confronto, rispetto, pazienza, dialogo. Se si mettono da parte questi aspetti, se nella coppia non si calibra un po’ tutto e si guarda troppo a se stessi, si rischia di raggiungere la serenità solo per un certo periodo. Personalmente sì, ci credo. E grazie ad esso si può veramente camminare mano nella mano fino alla vecchiaia, sempre insieme. 


1 commento:

  1. Grazie infinite per le bellissime domande che mi hanno permesso di spiegare il mio romanzo come non ho mai fatto finora (e che mi hanno consentito di aprirmi molto)

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