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venerdì 15 giugno 2018

"IL MONDO MI ODIA - OVVERO QUELLA VOLTA CHE HO SFONDATO LO SFIGOMETRO" di Elena Sole Vismara



Buongiorno follower!
In uscita oggi "Il mondo mi odia - Ovvero quella volta che ho sfondato lo sfigometro" di Elena Sole Vismara. Un grosso in bocca al lupo all'autrice da parte di tutti noi 😊







Autore: Elena Sole Vismara
Genereromanzo di formazione/young adult.

Disponibile in ebook a € 2,99
a breve anche in formato cartaceo

Pagina autore: Elena Sole Vismara 






TRAMA:


☑ Famiglia disastrata

☑ Popolarità sottozero
☑ Bullizzato a scuola e sui social
☑ Single senza speranza
☑̶ ̶Z̶e̶r̶o̶ ̶a̶m̶i̶c̶i̶
Capita a tutti di avere una giornata storta ma, quando è la Sfiga con la S maiuscola a regnare sovrana, non c'è niente che giri per il verso giusto. Insomma, l'espressione “Mai una gioia” sembra essere stata coniata apposta per Ethan.
E dire che lui vorrebbe solo sentirsi normale, accettato… uguale a tutti gli altri. Avere uno straccio di possibilità con la ragazza dei suoi sogni. E andarsene, sì, andarsene, mandando a quel paese coloro che gli hanno sempre reso la vita un inferno.
Facile? Per niente, tanto che quando finalmente qualcosa inizia a muoversi, lui quasi non se ne rende conto. Il cambiamento però è concreto, reale, come un colpo di stecca che spinge la palla n°8 della sua esistenza in una direzione inaspettata. Certo, non proprio quella che lui avrebbe desiderato, ma fare lo schizzinoso non è qualcosa che uno come lui si possa permettere. E forse, in fondo, nemmeno lo vuole… Soprattutto quando sono due occhi chiari, ironici e attenti, a seguire ogni sua mossa. 




BIOGRAFIA:

Mi presento: mi chiamo Elena Sole Vismara e sono nata in provincia di Lecco, nel marzo del 1980.

Adoro camminare in montagna, produrre in casa il sapone, giocare coi miei nipotini e soprattutto leggere, leggere leggere.
Nella vita di tutti i giorni sono un ingegnere, ma mi sono cimentata per anni nella stesura di brevi romanzi e racconti, alcuni dei quali comparsi in raccolte pubblicate a livello nazionale: “365 Storie d'amore” e “365 Racconti d'estate”, editi da Delos Books, “Ogni volta è la prima volta” edito da Marsilio per AVIS e "Macerie", edito da Les Flaneurs, i cui proventi sono devoluti alle vittime dello sciame sismico in Abruzzo tramite la Protezione Civile.
Con la serie paranormal romance “Ladri del Cielo” ho voluto sperimentare la strada del self publishing, che ho seguito anche con questa nuova pubblicazione. 




DICE L'AUTRICE:


Sebbene non faccia riferimento in alcun modo a persone realmente esistenti, questo libro ha un'origine molto “reale”. In primis per quanto riguarda due dei tre protagonisti, Ethan e Aida: una sera passeggiavo in un parchetto e ho visto una signora sulla settantina e un ragazzino sui 15 anni che giocavano a ping pong. Per qualche motivo, mi hanno dato l'impressione che non fossero parenti, e il mio cervello ha iniziato a ricamare la “storia della loro amicizia”. C'è poi l'ambientazione: i paesini descritti esistono davvero, appoggiati alle curve morbide di una fila di colline stretta tra la fascia prealpina del lecchese e la pianura Padana. 





CITAZIONI:

Ecco, adesso mi sbatte fuori!, pensò Ethan, cacciandosi in bocca un grosso pezzo di lasagne giusto per assicurarsi un minimo di cibo nello stomaco prima di doversene andare. Si ustionò la lingua e la gola, ma non poteva sputare nel piatto, quindi cacciò giù tutto con le lacrime agli occhi e il volto paonazzo.
Quando sollevò lo sguardo, Aida lo stava guardando divertita, l'ombra di tristezza di poco prima dissipata.
«Sc… scusa» gracchiò lui. «Non sono molto abituato a mangiare con altre persone.»



Mentre si accingeva a far scorrere l'acqua nel lavandino, gli cadde lo sguardo sulla tazzina che aveva in mano: sul bordo l'impronta rosso vivo delle labbra di Betta lo guardava deridendolo. Per un attimo, Ethan provò il forte impulso di posarvi sopra le proprie, per rubare un bacio “postumo”; rinsavì quando si rese conto che stava per comportarsi come la tizia improbabile delle Cinquanta Sfumature con quel cazzo di spazzolino da denti.


  
Rimase lì come uno scemo a guardarla allontanarsi, biascicando un ciao, e sparire oltre la porta, seguita da Melissa che probabilmente stava scendendo a chiudere a chiave. Non appena le due ragazze furono fuori vista, si portò la mano sulla guancia come a custodire il punto in cui lei l'aveva baciato.



Doveva essere dura, sentirsi in un certo modo, quando il tuo corpo invece era l'esatto opposto e non potevi far nulla per cambiarlo se non ricorrere alla chirurgia e alla medicina.
O travestirti, coprire le cose di te che non rispecchiavano la tua immagine e cercare di far finta che non esistessero. Non faceva così anche lui, ogni giorno, quando fingeva, a beneficio di tutte le persone che incontrava, di avere una vita normale, una famiglia normale?



Rimasero così, sospesi, forzando ogni respiro a seguire il precedente, guardandosi, aspettando… cosa?



«Guardaci, Mel: lo sai cosa intendo.»
Lei strinse gli occhi, la voce improvvisamente pericolosa.
«No, non lo so. Perché non me lo dici tu?»
«I reietti, quelli che non sono capaci di essere come tutti gli altri, quelli che restano ai margini del gruppo. Quelli che tutti prendono in giro.»
«Già… tipo due sfigati emarginati. Perché è questo che siamo ai tuoi occhi, tu e io. Entrambi. E non ti interessa nient'altro.»



Fu in quel momento, appena il suo cuore ebbe ripreso a battere, che si rese conto di quale fosse stato l'istante preciso in cui il suo stomaco aveva fatto una capriola, e sentì una vampata di calore partirgli dal ventre e salirgli fino alla gola, per poi svanire nella tristezza di un senso di perdita che quasi lo schiacciò al suolo.







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