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lunedì 16 luglio 2018

RECENSIONE "CELESTIALE" di Rebecca Quasi




Quando si dice amore a prima vista... avete presente? Quelle cose a pelle che non sappiamo spiegare ma che succedono e basta. E' quello che mi è capitato con "Celestiale", l'ultima pubblicazione di Rebecca Quasi. Tempo fa, l'autrice aveva postato un breve estratto nel gruppo delle harmonyne e... niente... leggere quelle poche frasi e decidere di acquistarlo è stato un tutt'uno. Avrò fatto bene a seguire il mio istinto? La mia cotta sarà stata ricambiata?  😉









Titolo: Celestiale
Autore: Rebecca Quasi

Disponibile in ebook a € 0,99
e in formato cartaceo a € 10,99

Pagina autoreRebecca Quasi 





TRAMA:

Giorgio, 44 anni, di mestiere fa l'agronomo ed è divorziato.


L’estate che incombe su Torino gli porta una grossa preoccupazione: dovrà trascorrere due mesi con il figlio Emanuele, un adolescente affetto da una leggera forma di autismo.

Un pomeriggio, quando le cose si complicano, nella mansarda sopra il loro appartamento arriva Agata, una modella con una personalità “particolare” e le certezze di Giorgio vanno a farsi un giro. 





Ieri, complice la pausa domenicale, ho portato a termine il libro di Rebecca Quasi. Che dire... bellissimo! Non sono riuscita a staccarmene e mano mano che procedevo con la lettura cresceva in me la convinzione che ci siano romanzi che meritano davvero un posto tra gli scaffali di una libreria, quando invece la triste realtà è che spesso vengono ignorati dalla massa. Ed è un vero peccato. Io non sono brava con le recensioni, mi limito a riportare le sensazioni che la storia mi trasmette e questa me ne ha regalate talmente tante, da non sapere da che parte cominciare, consapevole che, se non sarò abbastanza convincente, vi farete sfuggire questo mini capolavoro e mi sentirò responsabile per questo. Vi perderete la storia di Agata a Giorgio, di Manu e di tutte le figure che ruotano attorno a loro. 
Lei con una logica, o meglio "dislogica", tutta sua, un punto di vista sulle cose, sulla vita, che sembra appartenere a una civiltà aliena. Una donna con un dono speciale: la rara capacità di interagire con le persone affette da autismo. E Manu, il figlio del protagonista, è il punto di aggancio da cui tutto ha inizio. 

"Agata gli sorrise un'ultima volta: era di una bellezza abbacinante, nuda, a parte quelle due striscioline di stoffa rossa. 
Giorgio pensò che anche Dio doveva avere una personalità complessa e forse problematica."

Lui è un uomo rassegnato. La nascita di un figlio "speciale" ha segnato l'inizio della fine del suo matrimonio, tuttavia trova la voglia di innamorarsi ancora e, grazie alla protagonista, subisce una vera e propria metamorfosi, cambia la sua prospettiva di vedere le cose. Adesso, detta così, il concetto non rende appieno - dovrete leggere il libro per capire - ma si assiste a un'evoluzione dei personaggi, allo stravolgimento delle loro convinzioni e, di conseguenza, delle loro vite.  


"Non c'è un confine nella diversità, non c'è una soglia, una cifra, una quota che ti relega in una categoria o nell'altra"


Il romanzo non conosce punti morti, tiene alta l'attenzione del lettore ed è scritto divinamente - fidatevi di me, leggetelo! Lo sapete bene che se un libro non mi piace lo dico senza giri di parole - Crea diversi spunti di riflessione, a tratti vi ritroverete a ridere da soli, in altri ingoierete il nodo che vi si è formato in gola. 

"A partire dall'istruttore di Manu, che si materializzò come un genio da una nuvoletta di fumo. Del genio aveva anche il fisico: spalle enormi scolpite da milioni di vasche a dorso e a stile libero, fianchi snelli e cosce alla Big Jim vecchio stile. 
Solo che Big Jim indossava dei minuscoli slip neri e avrebbe fatto meglio a pensare alla meccanica quantistica o all'imminente denuncia dei redditi."

E mai, mai una sola volta, rimpiangerete di aver seguito il mio consiglio di acquistarlo. Anzi, vi dirò di più: mi ringrazierete. Arrogante da parte mia? Un pochino, lo ammetto, ma la realtà dei fatti è questa, nulla a che vedere con la soggettività dei pareri, piuttosto con l'oggettività degli stessi 😉

Come suggerito dal titolo, "Celestiale"... 



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