mercoledì 19 aprile 2017

RECENSIONE "BORIS" di Massimo Della Penna


Eccoci con un'altra recensione! Moooolto particolare! Leggete, leggete... 😉😄








Titolo: Boris
Autore: Massimo Della Penna

Disponibile in ebook a € 0,99 e in formato cartaceo a € 10,39

Pagina autore: Massimo Della Penna - Avvocatolo 






TRAMA:



Boris è un ragazzino geniale che insegue un sogno: andare a scuola. La sua sindrome di Asperger, il suo mutismo e la miopia degli ispettori ministeriali che analizzano il suo caso rendono il percorso impervio. Mentre attende il suo banco a scuola, incontra Yuki, ragazzo dotato di un talento canoro straordinario. La storia di questi due amici speciali è intrecciata a doppio filo alle vicende di due giovani amanti, una donna in fuga da un ex marito violento e un militare dal fisico atletico, che all'improvviso smette di rispondere alle sue lettere d'amore. 

Riuscirà Boris a ottenere il suo agognato banco?
E i due amanti riusciranno a ritrovarsi?
Tratto da tre storie vere. 
Crude come la realtà.




IL PARERE DI ALESSIA TOSCANO:


E… se per volta fossi io, Boris, il romanzo, a recensire il mio lettore?


Lo so che è inusuale, ma in fondo sono il secondo volume della Storia di uno strano iniziata con il libro Sono solo io, che parla di Telemaco, mio padre.
Quindi… essendo StRaNo faccio come voglio, anche perché sono un ragazzino di undici anni.
Andiamo con ordine, altrimenti non capite nulla. Prima di tutto mi presento: mi chiamo Boris e sono il protagonista del terzo libro, che appunto si intitola col mio nome, di Massimo della Penna. Faccio parte di un disegno più ampio delineato dalla mente raffinata e contorta del mio autore: ci ha concepiti come una tetralogia di volumi, però scollegati tra di noi, in modo che possiamo essere letti indipendentemente l'uno dall’altro. Ma sono sicuro che chiunque ne assapori uno, poi vorrà, modestamente, leggere anche gli altri.
E ora, Alessia, veniamo a noi. Tu sai che è il libro a scegliere il suo lettore, vero? Così io ho scelto te perché ero sicuro che saresti riuscita a navigare tra le spire della mia complessa trama intessuta da Massimo in modo certosino.
Ti ho visto, sai, quando ti sei commossa mentre camminavi tra le pagine più emozionanti, oppure quando trattenevi il fiato durante le righe più agitate e crudeli, o ancora come ti sentivi coinvolta nelle scene d’amore ed erotiche. Si capiva benissimo che ti sei stupita andando avanti, perché ti sei resa conto che il modo di scrivere, così particolare e mai scontato, di Massimo, ancora una volta come nei romanzi precedenti, rende possibile la costruzione di un telaio invisibile che collega tutti i fili dei personaggi, anche da prima che si conoscessero e si incontrassero.
Stai tranquilla, non ho fatto la spia, visto che il motivo delle tue attenzioni ero io, ma mi sono accorto anche che quando qualcuno ti distraeva o interrompeva la tua lettura, tu facevi un’espressione come a dire “Se non mi lasci in pace mordo!”.
Eri così bella con quella luce negli occhi, che mi avvolgeva, mentre incontravi qualcosa che ti faceva capovolgere il pensiero di ciò che credevi di aver capito poco prima… Ma di cosa ti stupisci ancora? Tu stessa dici sempre che Massimo è un abile enigmista che tesse la sua tela per intrappolare la mente e il cuore del lettore: ci cadi sempre con tutte le scarpe e ti leghi a doppio nodo ai personaggi della storia, fondendoti e confondendoti con loro.
Troppo divertente vederti zampettare tra le pagine per risolvere gli enigmi e le trappole mentali, temporali e spaziali che sapientemente l’autore ha disseminato nella storia, ma ho capito che eri tranquilla, perché tu già sapevi che al momento giusto sarebbe arrivato Massimo a prenderti la mano per trascinarti fuori dal turbinio di emozioni, idee e pensieri che stavi facendo… Sì, lui ti avrebbe accompagnato alla fine del libro per aiutarti a dipanare tutti i nodi… o forse no! A volte le cose si ingarbugliano e ci rimangono… o forse no! Lo so che pensi che Massimo sia un pirata che depreda ogni volta le tue convinzioni e sicurezze.
Vedo che fai tuoi i pensieri che escono dalla sua penna, ingarbugliati, ma limpidi, lui intreccia, dipana, tutto si capisce, ma non è così, tutto si riannoda… tutto si riscioglie…
Ti sei stupita di come abbia trattato in modo delicato, elegante, e coraggioso, nonostante la trama complessa e particolare, degli argomenti importanti e attuali come la violenza sulle donne e la sindrome di Asperger, vista e raccontata direttamente con il mio punto di vista, che ne sono affetto.
Ti confesso un segreto: Massimo non ha bisogno di particolari espedienti per attirare l’attenzione del lettore, lui non scrive per piacere e basta, ma per passione e voi lettori questo lo capite, altrimenti non potreste far parte delle sue storie e non ci entrereste dentro nel modo in cui lo fate.
Ogni tanto qualcuno chiede come possono essere classificati i suoi libri… Ma perché dobbiamo etichettare tutto? Non credi sia giusto lasciare a noi, suoi romanzi, la libertà di spaziare e volare tra i vari stili? Io sono un romanzo d’amore, ma anche d’azione, thriller ed erotico. Noi non abbiamo uno stile, noi SIAMO il SUO stile.
Sono orgoglioso perché dentro di me ci sono tre storie vere, che sono raccontate con dovizia di particolari in quanto ha parlato a lungo con i “proprietari” di queste storie per rendere tutto più realistico e veritiero possibile.
Che felicità mi hai donato quando mi hai ringraziato del fatto che io, affetto da visione cieca, ti abbia insegnato a guardare col cuore, oltre che con gli occhi, e anche che io abbia coinvolto la tua mente capovolgendo tutte le tue convinzioni… Sono orgoglioso che i miei silenzi ti abbiano insegnato a vedere oltre le cose e a cercare di superare i tuoi limiti e che ti sia lasciata trasportare dalle emozioni e dalle sensazioni quando il mio amico Yuki soffiava verso di noi i suoi pensieri…
Ormai tu riconosceresti la scrittura di Massimo in mezzo a milioni di altre, e ammiri il suo modo così accurato di modellare, giocare e dipingere con le parole, cucendo quasi un vestitino comodo attorno al lettore…
Una storia la mia, oltre il tempo e lo spazio... proprio come quella di Telemaco... che supera la realtà e la fantasia.
Ma poi cosa vuol dire realtà?
Chi decide cosa sia stranezza o normalità?
So che già ti manco, ma ti basterà prendermi di nuovo tra le mani e dare una sbirciata ogni tanto…
Grazie di avermi letto e amato.
Alla fine io sono solo Boris… uno StRaNo.


1 commento:

  1. Alessia sei un portento! Complimenti a questo meraviglioso blog che dona con passione e tratta con rispetto.
    Un abbraccio

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