Luc Cel e Flavia Fanelia hanno letto il libro di Rebecca Fox, edito La Ruota Edizioni. Di seguito, la loro opinione 😊
Titolo: The Phoenix: Fuoco
Autore: Rebecca Fox
Genere: Fantasy
Casa editrice: La Ruota Edizioni
Disponibile in ebook a € 6,00 e in formato cartaceo a € 12,20
TRAMA:
È possibile sottrarsi al proprio destino? È questo che Ren si domanda mentre lotta disperatamente per salvare il fratello minore Shin dalla malattia che lo divora a poco a poco. Si troverà di fronte ad un bivio: risvegliare la magia sigillata nel fratello, facendo riemergere in lui i ricordi di un orrendo passato, oppure sacrificare se stesso per curarlo, lasciandosi divorare, però, dalla magia delle Tenebre. Ma il potere della Luce, così ardente in Ren, e così da lui odiato, attirerà attorno al ragazzo i leggendari Cavalieri della Luce ed il loro Signore, Antares, dando vita ad un vortice di eventi che intreccerà indissolubilmente le vite dei due fratelli al Regno della Magia.
Destino o libero arbitrio? Luce o Tenebre? A Ren la scelta...
IL PARERE DI LUC CEL:
Questo libro mi ha agganciato subito, lo stile narrativo
semplice lascia scorrere le pagine e la storia è ben strutturata, anche se non
così originale. La vita di questi due fratelli che si trovano soli a dover
gestire dei poteri fuori dal loro controllo è molto avvincente. Qualche dubbio
sul personaggio di Shin mi è venuto, soprattutto all'inizio, è un ragazzo molto
malato, ma a volte è espresso in modo troppo infantile negli atteggiamenti,
tanto che sembra avere 10 anni, non 18.
L'eterna contrapposizione tra bene e male qui avviene attraverso
i Cavalieri della Luce e i Cavalieri delle Tenebre, un contrasto netto che non
lascia dubbi. Ogni personaggio ha il suo carattere ben strutturato, tanto che
vien voglia di ascoltare le storie di ognuno.
Per tutto il libro però ho avuto la sensazione di stare dentro
una saga e di essermi persa l'inizio. Si intuisce la storia di questi
cavalieri, ma manca la leggenda principale, tanto che ci sono anche dei
flashback ma non sufficienti a soddisfare tutte le curiosità.
Ovviamente questo libro avrà il suo seguito, almeno lo spero,
visto che il finale ci lascia con molte situazioni ancora da affrontare.
In questo passaggio sono riassunte molto bene le emozioni di Ren
e il legame che ha con la sua cara Kurenai
Lo strinse e gli accarezzò i capelli con dolcezza: in quel
momento si rese conto che avrebbe potuto difenderlo da Arles in persona.
Era indifeso e distrutto e giurò a se stessa che non lo avrebbe
lasciato mai più solo.
«La cosa che ti fa più paura è rimanere da solo… vero?».
Ren annuì senza alzare la testa.
«Voglio salvare Shin a tutti i costi… Ma non mi ero reso conto
che la sensazione di essere completamente solo fosse così devastante. Non so
neanche perché, ma era come se mi fossi convinto che sia io che Shin fossimo in
grado di vivere anche da soli, ma era solo una bugia».
IL PARERE DI FLAVIA FANELIA:
Chi legge le mie recensioni sa che ci sono alcune scelte
stilistiche che non condivido: l'utilizzo delle d eufoniche e l'uso degli
avverbi, ove sostituibili, che ho trovato anche in questo scritto, ma con i
quali non voglio tediarvi.
Passando alla trama, posso affermare che la storia mi
è piaciuta, è scorrevole, scritta abbastanza bene, anche se sin dall'inizio la
suddivisione dei cavalieri, la scelta di usare due protagonisti fratelli, la
descrizione fisica di Shin e diversi nomi non hanno fatto che ricordarmi I
Cavalieri dello zodiaco, noto manga e anime. Persino la fine… SPOILER!! Di
questo primo volume, con il Cavaliere con l'anima divisa a metà che cede al
male e la preannunciata discesa nella terra delle tenebre mi hanno riportato
sempre al manga. Forse io sono stata influenzata perché conoscevo la storia de I
cavalieri dello zodiaco, per cui non sono riuscita a godermi appieno questo
libro che mi ha lasciato il retrogusto di qualcosa di già letto, ma non posso
assolutamente dire che sia una brutta storia.
Un piccolo appunto, limitato al volume primo, perché
non so se nel secondo verrà spiegato, è che manca una delucidazione in merito a
questi cavalieri, da dove spuntano fuori, che vuol dire Cavaliere della Luna o
Cavaliere dell'ombra. Certo, comprendo che possano esistere delle gerarchie
però non si evince dal testo come queste siano pensate, che senso abbiano,
tanto meno si arriva a cogliere come si sia creata una distinzione tra bene e
male.
Un’ultima cosa che reputo più un consiglio... ambientare una storia in
Scozia e usare nomi giapponesi (ce ne sono anche un paio greci) è un po' bizzarro e
da un’autrice di fantasy mi aspetterei dei nomi inventati, o se di una cultura,
che sia nipponica, greca, irlandese, che magari si cerchi di metterci qualcosa
di proprio.
Comunque, alla fine del mio sproloquio 😉, concludo dicendo che il libro è
una lettura semplice, carina e che prende la mano.
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