martedì 12 ottobre 2021

DOPPIA RECENSIONE "BACI, LIBRI E QUALCHE CADAVERE" di Maria Letizia Musu

 

Doppia recensione: "Baci, libri e qualche cadaveredell'autrice Maria Letizia MusuA cura di Daniela Colaiacomo e Lucilla Celso. 





Autore: Maria Letizia Musu

Genere: Umoristico/Rosa/Thriller

Disponibile in ebook a € 1,99
E in formato cartaceo a € 13,52

Pagina autoreMaria Letizia Musu




Alessandra ha deciso di lasciare Leonardo, il rapporto è entrato in un fase di stanca e lei crede sia arrivato il momento di prendersi una pausa. Mentre fa una ricerca su Google con lo scopo di trovare le frasi giuste per spezzargli il cuore, legge per caso nella pagina dei morti che è passato a miglior vita Pierugo Casti, il vecchio librario di Ossilo, paese dove lei ha trascorso molte estati della sua fanciullezza.  

Decide così, di punto in bianco, di partire per quel paesino di mille anime e le ragioni sono quattro. La prima è la convinzione che il vecchio librario sia morto da tempo e che dunque la datazione della sua morte sia decisamente antecedente; la seconda è perché vuole rincontrare Luca,  il suo primo amore, ‘quello bello e selvaggio, dal sorriso irresistibile e l’aria da pirata dei sette mari’; la terza è perché un’inaspettata telefonata la informa di esser stata nominata nel testamento dell’uomo; la quarta è perché, così, ha una scusa per stare lontana da Leo senza far ricorso a Google.
Ma Ossilo non è più il paesino silente che ricorda e ben presto la sua vita verrà stravolta da uomini misteriosi, omicidi e pallottole volanti.
‘Baci, libri e qualche cadavere’ è una commedia romantica, dove nessuno è come sembra e tutti sono sospettati. Anche lei. 



Leggere per la prima volta uno scritto di Maria Letizia Musu è stata un'esperienza oltremodo appagante: ironico, spassoso, appassionato e misterioso, questo libro è un thriller da leggere tutto d'un fiato; suspense e colpi di scena tengono alta l'attenzione mentre gli sviluppi della complessa trama generano stupore e attesa.
Alessandra, la protagonista quasi quarantenne, deve destreggiarsi tra cadaveri, lasciti ereditari, reminiscenze infantili che riportano alla luce le sensazioni di quando, ragazzina dodicenne, viveva il suo primo amore e la libreria Casti

Ci sono luoghi che hanno un profumo intenso e penetrante, qualcosa di antico e immobile. Entrarvi è come viaggiare nel tempo e se chiudi gli occhi puoi davvero fingere di essere in un’altra epoca o in un altro posto.
Ho conosciuto due luoghi così. Il salotto buono di una mia vecchia zia e la libreria del signor Casti, due luoghi simili per certi versi, due posti che quando vi entravo era come mettere in moto la macchina del tempo e ritrovarsi altrove. Adoravo quell’odore. Un misto di polvere, aria pesante, freddo e morte. Forse dipendeva dal fatto che mia zia e il signor Casti erano abbastanza in là con gli anni e che per questa ragione avessero quell’alone del sto più di là che di qua; o forse perché l’odore era in tutto e per tutto simile a quello delle tombe egizie.

Tornata a Ossilo - il paesino dove ha trascorso le sue estati da bambina - Alessandra incontra Luca, ormai adulto, uno sconosciuto, la cui vicinanza provoca in lei lo sfarfallio di un tempo.

L’epoca delle ginocchia sbucciate, dei pomeriggi in cui neanche i 40° all’ombra avrebbero impedito a me e ai miei amici di mangiare frettolosamente, lavarci i denti con altrettanta celerità, e uscire da casa pronti per una nuova avventura... E di nuovo il batticuore, mentre ripenso a Luca, il primo amore, quello che non scordi mai ma che io – invece – avevo scordato e che solo il necrologio aveva fatto riaffiorare. Quello che ti fa palpitare il cuore per la prima volta (anche dopo trent’anni, a dire il vero), perché solo i primi amori rimangono perfetti e senza difetti, incorruttibili al tempo e alle intemperie.

Mentre strane e enigmatiche figure si affacciano sulla scena degli eventi, ci si chiede: chi è Russell, il tipo misterioso dalla voce conturbante?

Il timbro di voce è decisamente affascinante, avvolgente e caldo. Uguale a quello di Luca Ward che doppia Russell Crow ne Il Gladiatore. Mi verrebbe quasi voglia di chiedergli se può gridare "al mio segnale, scatenate l’inferno!" così, tanto per vedere se ho ragione.

Alessandra, che fa parte della schiera di tutte le donne del mondo che (nonostante ci provino con tutte le loro forze) non riescono a liberarsi di quei 4/5 chili parcheggiati sui fianchi e sul girovita, è un personaggio reale, concreto, una di noi, alla ricerca dell'amore; mette in pausa - definitiva spera - il rapporto con Leonardo - uno dei pochi uomini rimasti su questo pianeta che conosce il perfetto equilibrio tra la cavalleria e il lasciare che la donna mantenga l’indipendenza. Romantico nei gesti e nelle parole, perfetto per ogni situazione, da un panino al Mac fino al ristorante più elegante della città -, appoggiata da Monica, la sua amica del cuore - elegante come un catterpilar in un negozio di swarovsky -, rifiuta il compromesso.
Maria Letizia ci racconta la sua storia con brio e attenzione ai particolari, nello scenario da lei creato si muovono personaggi secondari che creano aspettativa mentre dubbi e suspense avvolgono la sua protagonista.
Il libro, però, oltre che ben scritto e fluido alla lettura, non è solo un intrigante giallo: attrazione, passione, amicizia e amore completano la storia, avvincente ed emozionante fino alle ultime righe, la frase finale che genera la risata di chiusura.
Ovviamente lo consiglio.



Una protagonista davvero frizzante, ma anche una donna normale che crea un'empatia notevole durante la lettura.
Tutto si svolge in un piccolo paesino che non ha nulla di normale, la storia ruota attorno al funerale del proprietario della libreria, ma la nostra protagonista ha dei sospetti e non solo lei.
Confesso che mi sono fatta non poche risate per come è stata trattata la storia, creando episodi davvero esilaranti. Che dire dei protagonisti maschili? Si fa il tifo per… e non ve lo dico, leggetevi il libro perché ne vale la pena. 
Uno stile fluido e lineare lascia leggere queste pagine in un soffio.
Sono molto divertenti anche i personaggi secondari, che fanno da sfondo e diventano parte del paese di cui l’autrice è riuscita a ricostruire l'atmosfera caratteristica e unica.
L'indagine prenderà colori sempre più definiti uscendo dall'immaginario della donna, ma non vi dico di più perché svelerei particolari e non vi godreste la lettura.
Ringrazio Maria Letizia Musu per avermi fatto sorridere. Non perdetelo. 


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