lunedì 29 novembre 2021

RECENSIONE "LA VITA OSTILE" di Raffaele Mutalipassi

 

Recensione: "La vita ostile" dell'autore Raffaele Mutalipassi.
A cura di Rita Quinzio.




TitoloLa vita ostile 

Autore: Raffaele Mutalipassi

Genere: Biografico

Disponibile in ebook a € 3,99
E in formato cartaceo a € 9,99

Contatto FacebookRaffaele Mutalipassi 



TRAMA:

La storia di una vita vissuta senza un attimo di tregua dalla metà del secolo scorso fino ai giorni nostri. Le vicissitudini del protagonista che da un piccolissimo paese del Cilento giunge a Roma con la propria famiglia nel pieno del boom economico degli anni Sessanta e che da lì parte per una grande avventura che lo porterà a lavorare come ingegnere in molti paesi in via di sviluppo.

Sulla soglia dei settanta anni, Raffaele ci porta con sé in un lungo viaggio a ritroso attraverso la rigorosa cronaca della propria esistenza. L’infanzia, i sogni di gioventù, la spensieratezza e il disagio giovanile, la disillusione, la disperazione, la paura, il coraggio dell’incoscienza, la libertà, la fuga continua, la solitudine, il distacco della vecchiaia e, infine, l’immenso dolore per la perdita del fratello minore. L’amore struggente per l’Italia e l’odio viscerale per gli italiani.

Un viaggio che rappresenta lo specchio di una generazione unica che a poco a poco sta scomparendo. La prima generazione cresciuta con la televisione che è stata artefice della più grande rivoluzione giovanile della storia dell’umanità con tutti gli stravolgimenti politici, culturali e sociali che ne sono conseguiti e che è stata poi protagonista della globalizzazione e dell’era digitale. E che infine è stata messa alla prova dalla più grande minaccia collettiva che il destino potesse riservarci in quanto la più esposta e la più colpita al tempo della prima pandemia globale della storia. Un momento, questo, che non ha eguali nella storia dell’umanità. 



Comporre una autobiografia non è mai opera facile, implica il dono di sé che l’autore decide di fare al lettore. Nella “Vita Ostile” Raffaele Multipassi ci riesce egregiamente. La storia personale narrata in una dimensione intima ed emotivamente pregnante si dipana in quella di un paese in preda a cambiamenti epocali. Il senso d’inadeguatezza, il sentirsi disadattato dell’autore scaturisce dalle vicende di un’infanzia e un’adolescenza tormentate, deprivate dalla cura genitoriale: genitori separati, all’epoca dei fatti, erano pochissimi, un’adolescente aveva di che sentirsi diverso. Da quel dolore nasce però il desiderio di riscatto a cui l’autore si riferisce come vendetta canalizzata verso l’Italia, Paese iniquo e certamente, ora come allora, superficiale, puerile e in malafede, un Paese che tradisce il proprio passato e i propri giovani, per usare le parole dell’autore. Raffaele ragazzo cerca, come tutti, il suo posto nel mondo, senza che nessuno glielo abbia indicato, prima nella carriera sportiva, poi in quella professionale che lo porta in Afghanistan, Burkina Faso, Camerun, Costa Rica, Guinea Conakry, Kosovo, Mali, Montenegro, Senegal…, viaggi che sono anche una ricerca e una crescita interiore dove però permane il senso di abbandono. Un libro di formazione da leggere per riflettere senza veli sulla condizione umana e sulla nostra Italia. 


1 commento:

  1. Ringrazio Rita Quinzio per la ottima recensione. Credo sia una lettura adatta a tutte le età: per i vecchi come me e anche per i giovani che devono intraprendere il loro percorso di vita. Potrebbe essere un ottimo regalo di Natale.

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