giovedì 2 dicembre 2021

RECENSIONE "PARIDE PASSACANTANDO" di Sergio Bertoni

 

Dario Zizzo ha letto per noi "Paride Passacantando
dell'autore Sergio Bertoni. 





Autore: Sergio Bertoni

Genere: Narrativa umoristica

Disponibile in ebook a € 2,99
E in formato cartaceo a € 8,00

Contatti autore: Sergio Bertoni



TRAMA:

Immaginate che cosa può succedere tra gente di ogni genere e tipo che lavora in una ipotetica azienda di grandi dimensioni nella città più controversa, bizzarra, strana, amata e odiata d’Italia: Napoli. Avete idea di chi potreste incontrare, anche se si dice che tutto il mondo è paese? Dicono che la fantasia superi la realtà, ma, secondo voi, a Napoli è vero? Volete anche una storia d'amore? Tranquilli, c'è anche quella.
Napoli con le sue tradizioni, la sua bellezza, i suoi misteri e le sue risorse. I lavoratori di questa azienda, la CI.TRAL. rispecchiano ovviamente i vizi e le virtù comuni a tutti coloro che svolgono un lavoro subordinato ma con una caratteristica in più, sono, per la maggior parte napoletani, e vi sembra poco? Questo il giudizio di una lettrice dell'edizione cartacea:
Quando apparve sulla scena cinematografica il personaggio, perennemente sventurato, che oggi si direbbe sfigato, di Fantozzi, il pubblico lo accolse con grande entusiasmo e ci si divertì moltissimo. A me non è mai particolarmente piaciuto, non suscitava ilarità e francamente mi infastidiva apparendomi una creazione surreale mentre io sono per la concretezza. Viceversa, leggendo gli episodi nel mondo degli impiegati descritto da Sergio Bertoni,non solo mi sono riconosciuta e identificata, ma sono stata investita da una varietà di sensazioni e flash back, ora ritrovando situazioni spassose, ora mortificanti, ora squallide ora edificanti etc... Un microcosmo completo di umanità assortita come è nella realtà. Il concetto fondamentale della psicologia dell`impiegato fantozziano è la scelta di vivere secondo l`etica della sofferenza ineluttabile fino al punto paradossale di andare a cercarsela. Ma chi potrebbe mai confermare di essersi imbattuto in un tipo simile, fuori da una pellicola? Nel quotidiano? Invece il mondo dei lavoratori impiegati è un mondo ben preciso e particolare, variegatissimo per tipologia di soggetti e per questo curioso e rappresentativo della più vasta società esterna agli uffici. L'autore ci sfoglia davanti agli occhi il suo bestiario umanissimo e spassoso, con occhio di falco, ma anche di colomba. Mi sono divertita moltissimo! Personaggi proprio veri e ne ho incontrati almeno tre nel mio lavoro! Complimenti! Divertente e arguto. Affascinanti, poi, le antiche leggende napoletane. Molto originale.  



Si tratta di un delizioso romanzo umoristico il cui titolo è anche il nome di uno dei suoi personaggi, un impiegato della sede napoletana di una multinazionale, la CI.TRAL. In quest’opera sfila una galleria di personaggi eccentrici (che l’autore dice, nella gustosa postfazione, di aver riscontrato in natura), delle autentiche maschere come per esempio

Il primo piano della CI.TRAL è l’incontrastato regno del signor Ottavio Casellario. Responsabile dell’economato e dell’archivio del personale, il nostro Ottavio, bravissima persona, gran lavoratore, allegro, colto e vivace, ha, tuttavia, l’unico difetto di essere un tantino parsimonioso, forse lo è un poco troppo.

La sua parsimonia raggiunge l’acme quando ci sarebbe da sostituire la spillatrice: 

Chi per sventura dovesse perderla o guastarla, dovrà necessariamente ricomprarsela in qualche cartoleria a proprie spese. Il signor Casellario non si rifiuta mai, apertamente, di rimpiazzare la spillatrice, anzi, per carità, basta chiedere! Lui sorride bonario, scompare nei meandri del suo regno e mentre i richiedenti attendono, sereni e speranzosi, di essere subito riforniti, ritorna e consegna loro... la fotocopia di una spillatrice.

Ma questo forse è il più buono, perché è un’umanità di imboscati, questa, o di gente che vive per la carriera e per questo totem è disposta a sacrificare la moglie di stanza a Roma, dove cura le relazioni coi politici e non solo quelle. In questo quadro non proprio idilliaco è inevitabile che venga mandato un incaricato per dare una sterzata all’andazzo, da qui il terrore di tutti per le probabili teste che sarebbero cadute. Ce n’è davvero per tutti i gusti: un avvocato, Mezzarecchia, (con due orecchie elefantiache però) non proprio preparatissimo e con uno scarso senso dell’orientamento, all’oscuro perfino di dove stia il tribunale, ma com’è possibile? direte voi, “Chi non s’aspetta l’inaspettato, non scoprirà la verità”, diceva Eraclito e il commissario Pangallo in un programma degli anni ’80; c’è anche spazio per una storia d’amore nata tra le scrivanie d’ufficio, cosa gradevole, perché mitiga il naturale risentimento che il lettore può provare per quest’umanità piccola, spesso incapace di vedere al di là del proprio orticello.


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