Translate

martedì 4 aprile 2017

"MISSIONE IMPECCABILE" di Colette Kebell


Buongiorno follower!
Vi segnalo l'uscita del nuovo libro di Colette Kebell 😊





Autore: Colette Kebell

Casa editrice: Skittish Endeavours 

Disponibile in ebook a € 1,99 e in formato cartaceo a € 8,84

Pagina autore: Colette Kebell - Italia 







TRAMA:


Guardare le vetrine! Non odiate queste tre parole? Era ciò che ero costretta a fare, almeno fino alla fine del mese e mancavano ancora tre settimane. Avevo appena lasciato il lavoro di segretaria in un ufficio legale, iniziato una nuova carriera come consulente di moda e stavo spendendo più soldi di quanti ne stessi guadagnando. Il nocciolo della questione era che avevo gusti costosi e fondi insufficienti. 

Ma avevo un talento, riuscire a capire la personalità dei miei clienti, scovare per loro il giusto abbigliamento e aiutarli ad avere fiducia in sé stessi. 
Questa storia racconta di come ho iniziato questa favolosa carriera, lasciando tutto alle spalle per seguire il sogno di diventare una consulente di moda. Ma credo di essere qualcosa di più: un amica, una confidente. Forza, che aspettate? Venite a scoprire il misterioso mondo di una Personal Shopper del Berkshire. Fate un click in alto a destra sul pulsante acquista iniziate a leggere!



DICE L'AUTRICE:


Come è nata l’idea? In realtà la storia di GiGi, la nostra protagonista, è nata nel libro precedente, Senza Tacchi non mi Concentro.  In quel libro narro di una GiGi più in là negli anni, a Londra, con sfide più difficili, visto che si è lanciata nel mondo della moda, o meglio nella professione di consulente della moda. Una storia di imprenditoria, amicizia e perché no, anche un po’ d’amore.


Non fatevi trarre in inganno, GiGi non è una shopaholic. GiGi è una ragazza tosta, che sa ciò che vuole: trasformare il proprio sogno in realtà. With a little help from my friends, direbbe Ringo Starr.
Nel libro Missione Impeccabile sono andata un po’ indietro negli anni, ho voluto narrare come è nata l’idea sviluppata poi in Senza Tacchi, come GiGi ha fatto il grande passo da semplice segretaria a consulente di moda.  Se volete è il prequel di Senza Tacchi. Non volevo fare un romanzo lungo, solo completare una storia che sento molto vicina prima di passare oltre. E “visitare” nuovamente il Berkshire, dove ho vissuto per secoli prima di trasferirmi nel Kent.
GiGi è stanca del proprio lavoro come segretaria e, per fortuna e per caso, ha iniziato una carriera come consulente di moda. In questo racconto coinvolge il suo amico Ritchie, che nel frattempo ha perso il lavoro.  Ma la moda è un pretesto, GiGi cerca di far sentire le proprie clienti “speciali”, dar loro la necessaria confidenza per affrontare il mondo. È risaputo che piccoli, magari insignificanti, cambiamenti possono portare lontano. Missione Impeccabile è soprattutto una storia di amicizia, con Ritchie, con le clienti che di volta in volta usufruiscono dei servizi di GiGi. Si costruisce un mondo migliore anche aiutando una persona alla volta.
Una cosa che mi fa sorridere è che molti dei personaggi sono reali, di fatto ho pescato tra le varie amicizie (e inimicizie) che ho incontrato durante gli anni. E anche GiGi non è del tutto frutto di fantasia, mi ci ritrovo spesso nei suoi pensieri e nel suo modo d’agire. Non mi occupo di moda e sebbene la storia.



BREVE ESTRATTO:


Io ascoltavo con un orecchio solo, perché mi ero distratta a guardare un tizio alto e atletico, appena entrato nel locale, impegnato a guardarsi nello specchio e a mettersi a posto i capelli. Vestiva un cardigan grigio, appaiato –poveri noi! - con un paio di jeans ruggine con il risvoltino! che non arrivavano alle caviglie. Niente calze e un paio di scarpe di marca color blu elettrico. Un insieme orribile.
«Ehi, date un’occhiata al reginetto di Biancaneve, laggiù. Giuro che ha appena detto Specchio, specchio delle mie brame…» dissi.
Ritchie e Johnny scoppiarono in una sonora risata, «Quello, mia cara, è il tuo appuntamento galante» mi informò Johnny.
Il Principino Ruggine individuò Ritchie e gli fece un cenno di saluto. Ero spacciata.
«Bene, bene, ecco qui il nostro Hugo. Come stai, amico mio?»
«Una meraviglia.»
Mi presentarono al bellimbusto e, accidenti, era davvero carino. Ritchie era in gamba nello scegliere ragazzi attraenti, ma a volte aveva la tendenza a sottovalutarne la personalità. Era del tutto inutile ricordargli che sarei stata perfettamente in grado di trovarne uno per conto mio: si comportava come una madre ansiosa, preoccupata che potessi rimanere zitella.
Il buon Hugo, da quanto avevo capito, lavorava per una grande società informatica vicino a Bracknell. Come avesse potuto conoscere Ritchie era ancora un mistero, che non avrei cercato di risolvere quella sera; speravo solo che Hugo non fosse gay. Già, era successo con uno degli appuntamenti al buio organizzati da Ritchie.
Hugo stava trangugiando tequila alla stessa velocità di un cowboy da film; quando fummo pronti per ordinare, passò al whisky. Ordinò un Braes di Bladnoch e il povero cameriere lo guardò come se fosse appena sbarcato da un’astronave proveniente dai Bastioni di Orione.
«Mi dispiace signore, ma non abbiamo quella marca» disse il povero diavolo.
«Allora prendo un bicchiere di Fetterthouch Glenghover.»
Zip. Nada.
Hugo iniziò a mettere in discussione i nostri gusti in fatto di ristoranti; lo si vedeva chiaramente dalla delusione dipinta sul suo volto.
«Di sicuro avrete una bottiglia di Ballanlochar! Quello invecchiato ventiquattro anni, ovviamente, perché quelli più giovani sono delle zozzerie.»
E certo, chi mai oserebbe ordinare qualcosa di diverso?
«No, signore» disse il cameriere, devastato. La povera vittima teneva lo sguardo basso e la situazione iniziava a farsi imbarazzante.
«Che tipo di sbevazzamenti avete?» chiese Johnny, giusto per farla corta. «Magari è più semplice.»
«Abbiamo il Jura, il Singleton, il Laphroaig…»
«Vada per il Laphroaig» disse Hugo. «Ovviamente l’aroma torbato non è quello del Pittighmore ma…»
«Affare fatto!» disse Johnny, visibilmente irritato dall’ospite.
«Prendo l’intera bottiglia» aggiunse Hugo.
Guardai i miei due compagni di sventura, aspettandomi di sentirli gridare Sorridi, sei su Candid Camera, ma no, la situazione li aveva lasciati perplessi quanto lo ero io. Chi è che ordina una bottiglia di whisky in un ristorante indiano?


Nessun commento:

Posta un commento