venerdì 16 giugno 2017

"TI RAGGIUNGO IN PAKISTAN" di Roberta Marcaccio


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In uscita "Ti raggiungo in Pakistan", il nuovo libro di Roberta Marcaccio 😊







Titolo: Ti raggiungo in Pakistan
Autore: Roberta Marcaccio

Disponibile in ebook a € 4,49, a breve anche in formato cartaceo

Pagina autore: Roberta Marcaccio Autore 
Blog: www.robertamarcaccio.com 







TRAMA:


Il quattro marzo Anna incontra Davide alla Feltrinelli di Rimini. L’uomo ha espresso il desiderio di conoscerla dopo avere letto Guardati allo specchio, il libro di Anna, una storia autobiografica il cui tema centrale è la depressione.
L’incontro con Davide spezza il lungo periodo di assenza d’amore nella vita di Anna, dopo la fine del suo rapporto con Roberto, e cambia il senso dei giorni scanditi dalla discreta presenza del figlio Andrea, dall’affettuosa amicizia di Giorgia e dalla passione per la scrittura che Anna esprime collaborando con DEA, la rivista di cultura femminile di cui Giorgia è caporedattrice.
Dall’incontro con Davide nascerà davvero un nuovo amore? L’esistenza di Anna seguirà il nuovo percorso, grazie all’ingresso dell’uomo nella sua vita, oppure devierà nuovamente con l’apparizione improvvisa di Francesco? Anna riuscirà a trovare serenità oppure dovrà ricorrere alla scrittura e alla presenza tranquilla del mare al quale si rivolge ogni volta che l’anima si spezza?    




BIOGRAFIA:


Roberta Marcaccio è nata nel 1965 e vive a Coriano, un paese dell’entroterra riminese, e lavora come Responsabile Assistenza Clienti per una importante Software House italiana.


Adora i film, la buona cucina e la tranquillità della sua casa in collina, dalle cui finestre si vede la Riviera. Ama camminare in riva al mare, ascoltare buona musica e, ovviamente, leggere.
Ha un sito (www.robertamarcaccio.com) dove recensisce i libri che legge, parla di scrittura e intervista altri autori per la rubrica L’ora del tè.
A maggio 2016 pubblica Tranne il colore degli occhi nella collana Amaranta di Antonio Tombolini Editore.
Ha ricevuto il diploma di merito per la categoria “L’Hotel Rimini” del concorso letterario “Scintille in 100 parole” edizione 2015 ed ha pubblicato alcuni racconti e articoli sulla rivista letteraria di Antonio Tombolini Editore, Il Colophon.
Pubblica in self publishing il suo secondo romanzo, Ti raggiungo in Pakistan.



DICE L'AUTRICE:

L’idea di Ti raggiungo in Pakistan nasce dal mio desiderio di scrivere il libro dei sogni. Volevo una storia importante con un personaggio femminile sensibile, profondo e allo stesso tempo creativo. Mi piaceva il fatto che fosse una scrittrice e che avrei potuto sfruttare il romanzo anche per trattare il tema a me caro della scrittura. Ragionando sulla trama, sui personaggi e sull’ambientazione ho pensato che la cosa più ovvia fosse aggiungere una storia d’amore. Ho trasferito ad Anna, la protagonista, alcune caratteristiche che mi appartengono come la passione per la scrittura, il legame con il mare e l’amicizia. C’è tutto il mio mondo in questo libro, soprattutto il mio modo di vivere i rapporti con le persone che mi circondano e che amo. Non vorrei passasse solo per una banale storia d’amore, perché contiene molto di più. Ci sono sogni, c’è la speranza e poi la difficoltà di vivere e la voglia di rinascere.
Anna è il personaggio principale. A fianco a lei ci sono la sua migliore amica Giorgia, il figlio Andrea, Lucia e Quinto, che l’amano come una figlia, e alcuni uomini importanti.
La stesura è iniziata nel 2012 e la primissima versione di Ti raggiungo in Pakistan era scritta come narrazione corale. Ogni capitolo aveva un Io-narrante diverso. Dopo la prima revisione ho riscritto il romanzo utilizzando un narratore onnisciente in terza persona con alcuni inserti in prima di alcuni personaggi importanti, tecnica che ultimamente adotto per quasi tutte le mie opere, anche nei racconti. 



BREVE ESTRATTO:

Nonostante l’esperienza e gli studi, le difficoltà maggiori Anna le incontra durante la stesura del racconto. Il problema non è scrivere, ma tirare fuori dalla pancia una storia i cui ingredienti principali siano la passione e il piacere fisico.
Gli anni di allenamento e i numerosi concorsi vinti le hanno fatto ottenere risultati importanti in fatto di capacità, resistenza e fantasia. Scrivere è come andare in bicicletta: quando impari a pedalare non lo dimentichi più. Anna non teme il foglio bianco. Ha sviluppato una tecnica personale – imbratta con la matita fogli su fogli di parole, schizzi e simboli in apparenza senza significato - e la sfrutta ogni volta che rischia di soffocare davanti alla pagina vuota.
La costruzione dei personaggi è la fase che preferisce, dare un volto e una vita a uomini e donne di fantasia è un po’ come vivere una storia che non ti appartiene, un’esistenza che non avrai mai. Anna ha imparato anche a domare due delle cose che fino a qualche tempo prima le provocavano ansia: l’inizio e la fine della narrazione. Scriveva pagine e pagine di incipit e finali, fino a che non trovava quelli adatti. Per anni ha sottoposto se stessa a dure sessioni di preparazione e apprendimento, scrivendo ogni giorno, per almeno quattro ore, qualsiasi cosa uscisse dalla penna e dalla pancia. E l’ha fatto per tanto tempo fino a quando non ha capito che non è lei la padrona della storia. Il lettore crede che il regista di un romanzo sia colui che sta dietro le quinte. Ma la verità è un’altra. Chi comanda e detta le regole sono i protagonisti. Sono loro che scelgono il luogo e il tempo in cui la storia prende forma, decidono cosa fare della loro vita, di chi innamorarsi, quando entrare in scena, che lavoro svolgere, e premono affinché l'autore trascriva ogni parola, emozione, vibrazione che essi vivono. L'autore non è altro che questo: un trascrittore che osserva una vita non propria e la riporta su carta.
Sembra facile ma non lo è, soprattutto se l’editore ordina una storia che l’autore non ha mai vissuto o un genere di narrazione che non gli appartiene.
Anna ha scritto di tutto, ma non ha mai immerso le mani in una vicenda in cui i sensi e l'amore interpretano i personaggi principali, dove la trama è un intreccio di corpi e dove non puoi lasciare andare la fantasia, ma devi dare voce alla passione fisica. Devi osservare l'amore, il calore, la sensualità, la lussuria e descriverli, senza cadere nel banale o nel volgare.
Anna spegne le luci, accende le candele, inserisce un CD di Vasco nel lettore e abbassa il volume. Posiziona al centro della stanza una sedia, sulla cui spalliera posa alcuni lunghi nastri rossi, mette il vino in frigorifero e siede al computer. Chiude gli occhi e in un attimo Davide è lì, apre la porta e, con la musica rock in sottofondo, le mani iniziano a muoversi sulla tastiera. 



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