lunedì 27 novembre 2017

"DUE PASSI NEL FUTURO" di Agnes Moon



Buon pomeriggio follower!
E' online "Due passi nel futuro", il nuovo libro di Agnes Moon. 
La parola all'autrice 😃







Autore: Agnes Moon
Genere: Fantasy

Disponibile in ebook a € 3,49

Pagina autore: Agnes Moon  







TRAMA:


Il futuro di Cedric Jefferson Douglas Hamilton III è stato stabilito fin dal giorno della sua nascita. Come primogenito il suo unico compito dovrà essere quello di perpetuare il nome della famiglia e divenire il Lord indiscusso della Contea di Hertfordshire. 
Qualcuno però trama nell’ombra e Cedric è costretto a fare affidamento su abilità particolari che esulano dall’arte della guerra. 

Un lavoretto facile facile, di quelli che filano lisci come l’olio e portano solo guadagno. Questo aveva pensato Ethan Ness, prima di ritrovarsi alle calcagna quattro energumeni intenzionati a riempirlo di botte. 
E ci sarebbero anche riusciti, se all’improvviso uno strano ragazzo mascherato da paggetto non fosse intervenuto in suo soccorso. Sfoderando uno spadone più grande di lui. 

Un giovane mago pasticcione e un detective privato disilluso dalla vita: due anime affini, separate da centinaia di anni, che si incontrano e si scontrano, lottando contro il fato avverso e facendosi beffe del famigerato “effetto farfalla”.  




DICE L'AUTRICE:


L’idea di scrivere un time travel mi frullava nella testa da tempo, ma ammetto che a frenarmi sia stata la paura dell’accoglienza che avrebbe ricevuto. So che la maggior parte dei miei lettori ama il genere fantasy, ma i viaggi nel tempo sono un argomento spinoso. Si parla di magia e fantasia, ma anche di alterazioni spazio-temporali e fisica quantistica, il rischio di sbagliare è dietro l’angolo. Non sono una studiosa delle teorie della relatività einsteiniane (e neanche di quella delle stringhe, con buona pace di Sheldon Cooper), non conosco gli effetti della velocità della luce e non ho mai visto Outlander (ma conto di rifarmi). Quello che vi chiedo è di mantenere una buona dose di sospensione dell’incredulità e di godervi il “viaggio”, senza porvi troppe domande tecniche per le quali, ahimè, non esistono risposte. Sono stata pignola, invece, nella descrizione dei fatti storici, mettendo particolare cura nel linguaggio utilizzato da Cedric. Riguardo a questo, ammetto di essermi finalmente sfogata, dato che spesso mi è stato contestato l’uso di termini desueti (anche in famiglia). 







BREVE ESTRATTO:

Fece spallucce. «Finché mi pagano è ok. E poi faccio loro un favore, perlomeno non se ne vanno in giro con un cesto di lumache in testa.»
«Vivaddio! Perché mai dovrebbero farlo?» esclamai schifato. «Ãˆ una qualche strana forma di espiazione riservata ai traditori?»
Questa volta con il caffè ci si strozzò. Quando finalmente smise di tossire e sputacchiare dappertutto, mi rivolse uno sguardo divertito. «Diavolo, Cedric! Sei una vera sagoma, lo sai?»
Una sagoma?
Si riprese e tornò serio. «Volevo dire che è sempre meglio sapere se ti stanno tradendo, non credi? Se un marito ha il dubbio che la moglie si scop… ehm, fornichi con un altro uomo, si rivolge a me in cerca di prove. A volte non trovo nulla e il maritino è tutto contento, altre volte il sospetto si rivela fondato. A quel punto scatto qualche foto ai piccioncini in pieno mambo orizzontale e me la filo. Ieri qualcosa è andato storto, il tipo si è fatto saltare la mosca al naso e mi ha mandato dietro i suoi gorilla a pestarmi e riprendersi le foto. Fortunatamente sei arrivato tu a limitare i danni.»
Lumache, piccioni, mosche, gorilla! Ero sempre più confuso, ma tra le varie esternazioni zoofile di Ethan qualcosa ero riuscito a capire. «Quindi ti hanno preso queste… foto? Cosa sarebbero, delle miniature Sei un artista?»
Finì di masticare, mi osservò intensamente e sembrò voler ribattere qualcosa di acido, poi la sua espressione di distese in un sorriso. «Sì, sono dei piccoli dipinti e no, non sono un artista, li ottengo con la macchina fotografica.»
«Quella scatola che ti hanno rubato? Quindi avevo ragione, si sono portati via i tuoi dipinti, o foto che siano…»
Ammiccò e sorrise furbetto. «Pensi davvero che Ethan la volpe si facesse fregare così? Ho scambiato la scheda prima che mi raggiungessero.»
Alzai gli occhi al cielo.
Ci mancava solo la volpe nel piccolo zoo personale del mio vanaglorioso nuovo amico.



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