mercoledì 6 dicembre 2017

"SENZA TETTO NE' LEGGE" di Alessio Moa



Buon pomeriggio follower!
Lascio la parola ad Alessio Moa che ci parlerà di "Senza tetto né legge", un libro la cui prima stesura risale a vent'anni fa... Cosa avrà fatto Alessio in tutto questo periodo? 😂
Ecco un altro che mi toglierà il saluto... 








Autore: Alessio Moa
Genere: Noir - Avventura

Disponibile in ebook a € 1,49 

Pagina autore: La Cattiva Novella








TRAMA:


Morrison è un rapinatore in fuga. L'unico bagaglio che si trascina dietro contiene il suo personale passaporto per la vita migliore che merita: un grosso astuccio ripieno di gioielli e pietre preziose, il frutto della sua ultima azione. 

  Qualcosa però non va per il verso giusto. Appena prima di entrare in Arizona e poter così far perdere le sue tracce nel deserto, il fuoristrada lo abbandona. Costretto a proseguire a piedi, giungerà nei pressi di un'enorme discarica a cielo aperto, fetida, fascinosa, dove la sua mente vacillerà. Attirato da quel mondo in decomposizione, da quella surreale terra di nessuno, Morrison finirà per perdersi al suo interno.

  L'incontro con Willy, un ragazzino lacero e malnutrito che sopravvive nel suo regno di rifiuti come un monarca, segnerà una svolta: tra i due, entrambi in fuga da qualcosa o da qualcuno, si instaurerà un rapporto molto particolare, fatto di diffidenza, di competizione ma anche di amicizia. Morrison arriverà ad apprezzare la scaltrezza e i doni che Willy non gli farà mancare.

  La vicenda proseguirà in una fuga attraverso l'America più profonda, fatta di cittadine inospitali assediate dal deserto, strani incontri, case abbandonate dove trovare rifugio e conforto, fino a raggiungere il confine con l'agognato Messico.  Qui, circondati dal deserto di Sonora, la vicenda si concluderà in modo inatteso.

  Tra il noir e il crime d'avventura, tra la narrativa contemporanea e il romanzo di formazione, una storia cruda di redenzione, di sogni infranti, di speranze da riscattare.





BIOGRAFIA:

Alessio Moa è lo pseudonimo di un autore che solitamente ama masturbarsi con Narrativa contemporanea, flussi di coscienza, Grandi Temi Imprescindibili. Per distinguersi da siffatto individuo e dalla sua temibile CE, Alessio descrive mondi fantastici, viaggi avventurosi, personaggi forti, ossessivi, combattuti. Col suo alter ego condivide unicamente la regione in cui è nato: l'Umbria. A chi lo accusa di tendere verso lo sdoppiamento e la schizofrenia ribatte che essere moltitudine è sicuramente preferibile a una mesta, noiosissima esistenza al singolare. Adora la narrativa d'anticipazione, il low fantasy, il romanzo d'avventura e quello storico, i retrogames, i film pesanti, la notte, il vino, il sesso in (quasi) ogni sua forma e/o l'amore platonico. Ha scritto una manciata di romanzi:  "L'estate interrotta" e "Senza tetto né legge" (in Amazon, anche in KU) e "Il popolo della Dea" che è presente nei principali store on line e in cartaceo.





DICE L'AUTORE:

"l'idea e la prima stesura di "Senza tetto né legge", poi ampliato, corretto e in parte riscritto, risale a poco più di vent'anni fa'... Volevo narrare una vicenda realistica, ambientata in un luogo-non luogo come può essere il deserto assediato da un'enorme discarica ricolma di scarti tecnologici che diventano simboli di una modernità degradata. Mi interessava anche descrivere un rapporto particolare e non edulcorato, quello tra un rapinatore violento e un ragazzino sofferente ma scaltro, non la solita vittima quindi bisognosa di affetto e aiuto. Lo stile probabilmente risente della fascinazione che provavo allora (e che provo anche oggi) per il mio autore preferito, quel James Ballard, maestro nella narrazione di "spazi interiori", ineguagliabile nell'analisi delle società post industriali."





BREVE ESTRATTO:

«Hai ammazzato qualcuno durante la rapina?»

La domanda lo aveva trafitto senza preavviso, in modo gratuito, come un coltello piantato nella schiena. Col cervello ancora immerso in una ronzante imbottitura di malessere, si era girato verso il ragazzo che lo fissava curioso, già perfettamente sveglio e sgombro da ogni residuo alcolico. Proprio quando le immagini di quel pomeriggio alla gioielleria sembravano farsi sfumate, lontane, ecco che una domanda indiscreta, macchiata d'innocenza, giungeva a demolire la diga faticosamente costruita per imprigionare le sue emozioni. Perché non c'era una risposta a quella domanda; lui aveva sparato, questo era chiaro nella sua mente, ma aveva realmente ucciso qualcuno? Tutti loro tre avevano sparato rispondendo al fuoco dei vigilantes, ma quali erano stati i colpi che erano giunti al bersaglio? Certo i suoi complici non avevano avuto fortuna, colpiti in pieno mentre stavano coprendo la sua fuga.

I ricordi erano confusi, trasfigurati dalla sua ansia e saturi di particolari inverosimili. Solo gli spruzzi di sangue, solo quelli erano reali, e paradossalmente rappresentavano l'unica immagine colorata che ricordava. Il resto era solo grigio, un'uniforme serie di grigi, come grigia doveva essere la morte. 



Nessun commento:

Posta un commento