mercoledì 8 giugno 2022

RECENSIONE "NON CHIAMARMI BIANCANEVE" di Angelica Romanin

 

Buon pomeriggio amici lettori!
Oggi vi proponiamo un'altra bella recensione per "Non chiamarmi Biancaneve" dell'autrice Angelica Romanin. A cura di Dario Zizzo.



Autore: Angelica Romanin

Genere: Chick Lit

Disponibile in ebook a € 2,99

E in formato cartaceo a € 13,99

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TRAMA:

Bianca è un’agente immobiliare con un’irragionevole allergia all’amore.
Frederik è un ricco imprenditore in cerca di casa.

Lei è testarda, inquieta, disincantata. Lui è affascinante, irresistibile, deciso.
Lei non lo sopporta. Lui la trova adorabile.
Lei vuole vendergli quella maledetta villa e liberarsene il prima possibile. Lui ha deciso di sedurla.

Ma Bianca non è affatto intenzionata a cedergli. Lei ha un solo obiettivo: fargli firmare quel dannato contratto!
Anche se questo volesse dire seguirlo in piena notte in una villa infestata dai fantasmi, imbarcarsi in un’assurda caccia al tesoro e trascorrere con lui molto più tempo di quanto avrebbe voluto...  



Non chiamarmi Biancaneve di Angelica Romanin, Chick lit che inizia con una citazione d'autore, di Pablo Neruda per l'esattezza: 

Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo.
Ha bisogno di qualcuno che con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti.

Lasciamo che sia la stessa protagonista a presentarsi, d'altronde il POV è per buona parte il suo: 

Il mio nome è Bianca. Esatto: Bianca Neve.

Il padre di fronte alle sue rimostranze contro questo nome particolare, se ne è uscito sempre così:

Quando gli ho chiesto spiegazioni lui mi ha risposto: «Che ti devo dire? Con tua madre è stata una lotta. La scelta era tra Bianca, Aldebaran e LucreziaBorgia tutto attaccato. Che dovevo fare secondo te? Ho scelto il male minore.»

La nostra Bianca Neve ha comunque un gran senso dell'ironia:

Al momento non c'è nessun principe azzurro all’orizzonte, in compenso la strega cattiva è ben presente. Si chiama Genziana ed è il mio capo, ovvero la proprietaria dell'agenzia immobiliare 'Casa dolce casa'.

E proprio in ambito lavorativo incontra Frederick (suo il POV in parte dell'opera), uomo ricco e avvenente (ahi, ahi, ahi!), interessato all'acquisto di una villa, che si dice sia infestata da fantasmi:

Faccio strada con una torcia e spalanco gli scuri. Immediatamente la luce del sole invade l’ampio salone completamente affrescato, e la stanza si riempie del canto degli uccellini.
Quassù il traffico della strada non arriva, e passeggiando tra queste antiche stanze ci si può quasi convincere di vivere in un'altra epoca.

Nella villa trovano un diario, dove sono appuntate le riflessioni di una donna vissuta nell'Ottocento, Rebecca:

Mercoledì, 24 maggio 1899
Mai nella mia vita avrei pensato che l’amore si trasformasse in acredine, e quello che una volta credevo un nido, in una gabbia. Ma è accaduto, e ora la solitudine mi attanaglia. 

Chi scrive, al suo amante, Lorenzo, è prigioniera di un matrimonio infelice, che la lega a un uomo, Patrick, contrariamente a questo, ricco ma che non le scalda il cuore, cosciente delle differenze che si frappongono tra lui e la moglie: 

Noi siamo complementari, simili nell’aspetto ma opposti nel carattere. Tanto ombroso io, quanto solare sei tu. Siamo come la notte e il giorno, ed esattamente come essi, abbiamo bisogno l’uno dell’altra per poter esistere.

Bianca, progressivamente, si convince di essere legata misteriosamente a quella donna, vissuta tanto tempo fa, anche alla luce di alcuni sogni fatti, e così una psicologa la ipnotizza per fare luce nel suo passato. C'è qualcosa che l'attrae anche a Frederick, qualcosa che cerca di cacciare via, non volendo impegnarsi in una relazione, per paura di diventare vulnerabile; come finirà tutto questo? Io lo so ma non ve lo dico, posso però affermare che si tratta di una lettura frizzante, ironica, dallo stile senza fronzoli, agile, che merita. 


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