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venerdì 22 giugno 2018

"CARLO E MARIA AMALIA: UN AMORE REALE" di Lucia Scarpa



Buongiorno follower! 
Il week-end è alle porte, troppo caldo per restarsene a casa... meglio optare per qualche ora al mare o in montagna... Indipendentemente dalla vostra destinazione, non dimenticatevi di portare con voi qualcosa da leggere 😃
E a questo proposito - la casualità della cosa non finirà mai di stupirmi 😜 - vi segnalo "Carlo e Maria Amalia: Un amore reale" di Lucia Scarpa. 









Autore: Lucia Scarpa
Genere: Romanzo storico - sentimentale

Disponibile in ebook a € 3,49
e in formato cartaceo a € 17,70






TRAMA:


Siamo nella prima metà del XVIII secolo e ogni sovrano lotta per accrescere il proprio dominio. La regina di Spagna Elisabetta Farnese è una di questi. Lungimirante e calcolatrice, opera solo per poter ottenere ciò che pensa le spetti di diritto e per farlo, utilizzerà senza tentennamenti i suoi figli, primo fra tutti il primogenito Carlo Sebastiano di Borbone. Fedele alla madre e oltremodo malleabile, l’Infante si presterà ai suoi complotti senza proferire parola, ma l’esperienza è una buona consigliera e, alla fine, lui sarà in grado di prendere in mano le redini della sua esistenza. In un altro regno, figlia di altrettante cospirazioni ci sarà Maria Amalia Wettin, una sposa bambina, intelligente, astuta e di buon cuore, che cercherà di affrontare a testa alta tutte le prove che la sua nuova vita le imporrà. Tra intrighi, tradimenti, guerre, dolori e gioie, Carlo e Maria Amalia riusciranno a trasformare il loro matrimonio di Stato in uno d’amore, dando origine a una tra le storie più emozionanti e tenere del passato.   



BIOGRAFIA:

Lucia Scarpa è nata nel lontano 1983. Il suo primo libro,La gioia di ritrovarsi edito 0111 edizioni,lo ha pubblicato nel 2007 e da allora ha all’attivo diversi romanzi di vario genere. Non puoi non leggermi edito boopen, Oblio edito Arduino Sacco Editore, Curse’s Blood edito 0111 edizioni, Il coraggio vichingo, Curse’s Blood –il Barone e l’Eletta e A’ Strangulatora di Eboli editi dalla Sogno Edizioni. Da oltre dieci anni ha trasformato la sua passione per la scrittura in lavoro, occupandosi di content creator e content editor. Se potesse descriversi, direbbe che è come una super eroina che viaggia nel tempo e vive avventure fantastiche. È anche un’eterna sognatrice, che ama trasformare i sogni in storie fino a viverle quasi in prima persona. Dopo una pausa dal mondo editoriale di circa sei anni,è tornata nel panorama letterario italiano con un romanzo storico dalle note dolci e amare, come solo la vita sa essere.





DICE L'AUTRICE:

“Carlo e Maria Amalia - un amore reale” è il mio primo romanzo storico, la cui nascita risale a una sera d’autunno del 2016. Pioveva, lo ricordo bene. Stavo guardando con mio marito l’ennesima serie tv storica sui reali inglesi quando, durante una pausa pubblicitaria, mi chiesi se non avessimo anche in Italia qualcosa da raccontare. C’era e lo sapevo, grazie a reminescenze del passato e così decisi di verificare i ricordi. La ricerca mi portò a scoprire molto più di quello che conoscevo e, alla fine, decisi di scrivere la loro vita in maniera romanzata, perché sentivo la necessità di far conoscere le opere di questi due sovrani e il loro grande amore (molto strano da trovare in un matrimonio combinato). È vero che Carlo Sebastiano di Borbone era spagnolo e Maria Amalia Wettin era sassone, ma le loro decisioni hanno “illuminato” il regno di Napoli e di Sicilia e alcune delle loro opere sono giunte fino a noi. Un esempio sono le porcellane di Capodimonte.




BREVE ESTRATTO:

La mente della giovane continuava ad assorbire con vivo interesse ogni minuzia dell'ambiente che la circondava. Ammirava con garbo, la rigida nobiltà ai lati del suo passaggio e le decorazioni floreali che imprimevano nell'aria un profumo gradevole. Ogni pensiero o considerazione però le sfuggì, quando gli occhi si posarono sul fondo dell'ampia navata. Su un rialzo vi erano alcune persone, primo fra tutti, per austero portamento, un giovane uomo vestito di chiaro. 
Avida di conoscenza iniziò a studiarne la forma, certa, che egli fosse il proprio sposo.
Da quella distanza non le era possibile stabilirne l'altezza, ma di sicuro non era esile come il ritratto lo aveva dipinto. La curiosità partì con un po' di imbarazzo dalle lucide scarpe nere, per poi salire lungo le gambe snelle e sfiorare il tessuto della giacca color ocra che gli fasciava le spalle dritte. 
Più diminuiva quella distanza, più le sembianze dell'uomo apparivano chiare. Le gambe non erano snelle, ma muscolose, la vita era asciutta. Le mani erano strette a pugno, sintomo che fosse nervoso quanto lei. Ora riusciva a distinguere i ricami d'oro e d'argento che adornavano la giacca e che mostravano i muscoli tesi delle braccia. Con un timore quasi reverenziale sollevò lo sguardo sulla mascella contratta, per poi spostarsi sulle labbra serrate e, infine, fermarsi nell'azzurro imperscrutabile dei suoi occhi.
La risposta del proprio corpo a quello sguardo fu quella di bloccarsi, il cuore, invece, accelerò furioso nel petto in preda al panico.
Non sono di suo gradimento! Riuscì a pensare, mentre l'ossigeno faticava per riempirle i polmoni. Avrebbe voluto raccogliere le gonne e correre lontano da quell'uomo che la stava fissando in un modo così poco rassicurante, ma non poteva fuggire, né da quella tenda né da quel marito. Le mani, che teneva strette davanti a sé, ora erano diventate umide di sudore.
Carlo, invece, dall'alto della sua pedana osservava con evidente preoccupazione l'avanzare della sua sposa. Era graziosa, proprio come aveva intuito, anche se il suo corpo appariva molto più acerbo di come aveva creduto. Gli fu subito chiaro che lo stesse studiando con timido interesse e la lasciò fare, nonostante temesse che ne sarebbe stata delusa. 
Rimase immobile con gli occhi fissi sul suo giovane viso, studiandone le micro espressioni, fino a quando i loro occhi non si scontrarono. Quella giovane possedeva dei begl'occhi, talmente rari e svegli da apparire brillanti, ma mentre ne ammirava il naturale splendore si adombrò per l'improvviso alone di smarrimento che gli parve di vedere.
Rigido come era per la tensione di non piacerle, aveva quasi smesso di respirare, ma quell'ansia che aveva pervaso la moglie lo animò ad agire. Egli era il Re, e non lo sarebbe stato di meno se si fosse comportato come il cuore gli suggeriva. Poteva solo immaginare come doveva sentirsi impaurita la sua sposa, così giovane e sola in un paese sconosciuto, con persone estranee e un marito per procura. Egli stesso, che era più maturo e vittima di minori cambiamenti, si sentiva turbato.
Sicuro di fare la cosa giusta, rilassò i muscoli del viso ammorbidendoli con un sorriso. Quasi come l'immagine riflessa in uno specchio, la vide sorridere a sua volta. 





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